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| Cuneese

Nel Cuneese superfici coltivate a nocciolo cresciute del 63% in 10 anni

In dieci anni, le superfici coltivate a nocciolo in provincia di Cuneo sono passate da 8.000 a 13.000 ettari, con una crescita del 63%. Un investimento importante per le aziende agricole, che si confronta però con raccolti molto diversi da una zona all'altra. Nel Monregalese e nel Cebano, finora, sono stati raccolti tra 4 e 10 quintali di nocciole per ettaro, mentre in alcuni terreni del Monregalese e dell'Albese si scende fino a 2 quintali.

Coldiretti Cuneo chiede interventi per rendere più stabile la produzione e sostenere il futuro del settore. I dati raccolti dai tecnici dell'organizzazione evidenziano differenze significative anche tra noccioleti della stessa azienda. Nel Cuneese i quantitativi raccolti finora variano tra 15 e 18 quintali per ettaro, mentre nel Saluzzese si va da 12 a 15 e nel Fossanese da 12 a 20. Nell'Albese e in Alta Langa la raccolta si attesta tra 7 e 12 quintali. Si tratta di dati ancora provvisori, perché sulle piante rimangono nocciole che devono completare la maturazione e saranno raccolte nei prossimi passaggi. La maggiore produttività di alcune zone, secondo Coldiretti, sembra legata anche alla presenza di impianti mediamente più giovani e a una gestione più efficace delle tecniche di coltivazione e dell'irrigazione. Il settore, tuttavia, deve fare i conti da diversi anni con siccità, piogge primaverili persistenti, grandinate, vento forte, fauna selvatica, nuove patologie e insetti alieni. «La crescita delle superfici testimonia quanto le nostre imprese abbiano investito nel nocciolo. Occorre dare prospettive a questo impegno, lavorando sulla continuità produttiva e su una remunerazione adeguata», afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.

L'organizzazione sottolinea inoltre l'importanza del confronto con la filiera per valorizzare l'origine e la qualità delle nocciole e riconoscere il lavoro degli agricoltori. Per affrontare le difficoltà in modo strutturale, Coldiretti ha inviato una lettera alla Regione Piemonte, indirizzata all'assessore regionale all'Agricoltura Paolo Bongioanni, monregalese, avanzando quattro richieste. Si tratta di interventi per migliorare la gestione dell'acqua, di un fondo straordinario per estirpi, reimpianti e rinnovo dei vecchi noccioleti, del potenziamento della ricerca applicata e di risorse dedicate al settore attraverso il Csr. Per conoscere il risultato definitivo della raccolta bisognerà attendere i prossimi passaggi. Le nocciole già raccolte sono ancora sottoposte alle operazioni di pulizia ed essiccazione, fondamentali per determinarne la qualità. Coldiretti evidenzia come il lavoro degli agricoltori nella cura degli impianti faccia sperare in un buon risultato sotto questo profilo. «Le osservazioni di questa annata sono un punto di partenza per orientare le scelte future, dalla gestione degli impianti e dell'acqua alla valutazione dei terreni», aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.

L'assistenza tecnica e la ricerca dovranno aiutare le aziende a individuare le soluzioni più adatte alle diverse condizioni produttive, con l'obiettivo di dare basi più solide allo sviluppo della coltivazione del nocciolo.