In Piemonte 464 lupi, la Regione prepara un Piano di gestione

Il Piemonte prepara un Piano regionale per la gestione del lupo, con l'obiettivo di definire regole e strumenti per affrontare la presenza della specie sul territorio e ridurre i conflitti con le attività umane, in particolare con quelle legate all'allevamento. Nei giorni scorsi si è riunito il tavolo di coordinamento regionale, al quale hanno partecipato i settori competenti della Regione, i tecnici delle Province piemontesi, la Città Metropolitana di Torino, i Carabinieri Forestali, Ispra e il Centro Grandi Carnivori della Regione Piemonte. Il lavoro si avvale inoltre del supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino. «Con il Piano regionale di gestione della specie Lupo - spiega il monregalese Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi - il Piemonte disporrà fra pochi mesi di uno strumento fondamentale perché andrà a fissare a livello regionale le regole generali di intervento e a prevedere l'intero range delle azioni che potremo attuare in autonomia per la riduzione dei conflitti fra il lupo, la presenza dell'uomo e le sue attività senza dover più ricorrere ogni volta al parere preventivo di Ispra».
L'obiettivo è arrivare a una gestione più organica della presenza del grande carnivoro, tenendo conto delle diverse caratteristiche del territorio e delle esigenze di chi vive e lavora nelle aree interessate. Secondo le stime più recenti, in Piemonte sono presenti 464 lupi, con una forbice compresa tra 407 e 542 esemplari. La Regione è già impegnata sul fronte dei risarcimenti per i danni provocati dalle predazioni e sulle misure di prevenzione, attraverso contributi agli allevatori per l'acquisto di strumenti di protezione: recinzioni elettrificate e non, ripari e cani da guardiania. In collaborazione con Province, Asl, Aree protette e Carabinieri Forestali vengono inoltre analizzati i casi segnalati di predazione, anche ai fini dell'eventuale risarcimento, e monitorata la presenza degli esemplari. Le squadre Wpiu si occupano invece della formazione degli allevatori sull'utilizzo dei dispositivi di protezione e della gestione delle segnalazioni relative ad attacchi al bestiame e avvistamenti di lupi confidenti nelle vicinanze degli insediamenti abitati. «Stiamo scrivendo il Piano - sottolinea Bongioanni - con il contributo di tutte le amministrazioni che operano sul territorio, che hanno compiti di controllo e gestione della fauna selvatica e che sono coinvolte a vario titolo nella gestione del lupo».
Uno degli aspetti centrali sarà la differenziazione degli interventi in base alle caratteristiche delle zone e delle attività agricole. Le misure di prevenzione dovranno infatti essere adattate alle diverse tipologie di allevamento, dagli alpeggi agli allevamenti di bovini, equini e ovicaprini, e ai contesti montani, collinari, di pianura e periurbani. Il Piano affronterà anche questioni come la presenza di cani vaganti, l'ibridazione tra lupo e cane e i comportamenti degli esemplari confidenti, che si avvicinano ai centri urbani e alle abitazioni, creando situazioni potenzialmente rischiose per la sicurezza. «Il Piemonte sarà la prima Regione italiana a darsi un sistema di prevenzione e gestione efficace, differenziato e integrato con le politiche territoriali e agricole, capace di ridurre le criticità associate alla presenza del lupo sostenendo concretamente gli allevatori», afferma l'assessore.
Bongioanni riferisce inoltre che Ispra ha valutato positivamente l'iniziativa piemontese, considerandola una prima esperienza regionale in Italia con un approccio tecnico-scientifico di questo tipo. Per arrivare all'approvazione servirà un percorso articolato. La prima bozza del documento è attesa entro la fine di gennaio 2027 e sarà successivamente resa pubblica per consentire a enti e soggetti interessati di presentare osservazioni. Le proposte saranno esaminate dal tavolo di coordinamento e, una volta completata la versione definitiva, il Piano passerà alla Giunta regionale per l'adozione e successivamente al Consiglio regionale per l'approvazione finale.










