Ceva: presentata in Regione la 65ª Mostra Internazionale del Fungo

Dalla tradizione micologica cebana al mondo, senza mai smarrire le proprie radici: è questo il fil rouge della 65ª Mostra Internazionale del Fungo di Ceva, in programma per sabato 19 e domenica 20 settembre. Martedì 15 settembre la manifestazione è stata presentata anche nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte, alla presenza delle istituzioni regionali, provinciali e locali.
Un traguardo storico, quello della 65ª edizione, che non segna un punto d’arrivo ma un rilancio. Come ha sottolineato il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli: “Una volta a 65 anni si andava in pensione. Noi, arrivati a questo traguardo, abbiamo deciso invece di lavorare ancora di più, riscoprendo la nostra identità. Dietro al fungo ci sono migliaia di ore di lavoro e azioni che hanno plasmato il paesaggio che tutti ci invidiano. Per noi significa radici, storia e futuro da consegnare alle nuove generazioni”.
A rimarcare l’importanza dell’evento e l’impegno delle istituzioni è intervenuto Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura, Cibo e Turismo: “La Mostra del Fungo di Ceva rappresenta una filiera virtuosa che unisce agricoltura, agroalimentare, cultura del cibo e turismo, raggiungendo ormai una dimensione internazionale. È un evento che lega la produzione spontanea della terra alla grande gastronomia, anche grazie ai nostri cuochi e ‘Maestri del Gusto’. La Regione Piemonte continuerà a sostenere la manifestazione e darà un ulteriore supporto per il completamento del Museo del Fungo di Ceva, un’eccellenza nazionale visitata di recente anche dal ministro Lollobrigida”.
Alla presentazione sono intervenuti anche Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, e Rocco Pulitanò, consigliere della Provincia di Cuneo con delega al Turismo.
La dimensione internazionale non intacca il cuore scientifico della manifestazione, garantito dal Gruppo Micologico Cebano, tra le realtà più longeve d’Italia. “Lavoriamo 365 giorni all’anno - ha spiegato il presidente del Gruppo, Giorgio Raviolo -. Nel centro storico allestiremo l’esposizione micologica curata dai nostri soci e da micologi giunti da tutta Italia, Francia e Svizzera, con circa un centinaio di specie di funghi, affiancata da una collezione di erbe e piante didattiche”.
Tra le tradizioni immancabili torna il piatto celebrativo, ideato originariamente da Ernesto Rebaudengo e portato avanti dal 2000 da Maurizio Galliano. L’edizione 2026 è dedicata al Rhodotus palmatus, un fungo raro scelto per richiamare l'attenzione sulla tutela dell’ambiente e sui cambiamenti climatici. Tra gli eventi scientifici e culturali di spicco figura anche, giovedì 17 al Teatro Marenco, l'incontro con Nicolò Oppicelli, direttore scientifico del Gruppo e della Mostra, che offrirà una panoramica a 360 gradi sul mondo dei funghi.
Se il fungo è il protagonista indiscusso, la parola guida di questa edizione è "connessione", come evidenziato dall’assessore comunale alle Manifestazioni, Luca Prato: “Nel mondo sotterraneo dei funghi esistono miliardi di filamenti che mettono in rete il territorio. Ceva stessa, per la sua posizione, è un luogo naturale di connessione tra montagna e mare, tra Langa e Alpi”.
Gli appuntamenti enogastronomici hanno preso già il via nei giorni scorsi con la rassegna "Radici in tavola", che ha visto protagonisti gli chef locali. Il momento clou sarà sabato 19 settembre alle 10,30 con l’inaugurazione ufficiale e il taglio del nastro nei pressi del Duomo, che darà il via all'esposizione scientifica. La città sarà suddivisa in diverse aree tematiche con un fitto programma di eventi culturali, gastronomici e di intrattenimento che proseguiranno per tutto il weekend.










