Ceva: oltre 7 milioni per adeguamento antisismico e nuovo Piano Direttorio per l'Ospedale

Sono stati presentati venerdì 17 luglio, presso la sala riunioni dell’ospedale Poveri Infermi di Ceva, i lavori di adeguamento antisismico e il nuovo Pieno Direttorio che riguarderanno il nosocomio cebano. L’evento è stato organizzato e voluto dall’ASL CN1 e ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est ASL CN1, in primis il suo presidente, il sindaco di Monastero di Vasco Franco Bosio.
Un futuro ricco di novità, quello che si prefigura per questo presidio sanitario di fondamentale importanza non solo per la città, ma per tutto il territorio limitrofo. Tra i vari ospedali di competenza dell’ASL CN1, è stato scelto proprio quello di Ceva, pur essendo relativamente recente, in quanto ultimato solo nel 1990, in quanto Mondovì è ancora più nuovo e gli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano convoglieranno presto nel nuovo dell’Area Nord Ovest.
I lavori di adeguamento antisismico sono stati illustrati dall’avvocato Diego Poggio, direttore amministrativo dell’ASL CN1. Un intervento ingente, per un importo complessivo di 7.650.000 euro di fondi inizialmente PNRR e poi convertiti in fondi ex art. 20 della legge 67/1988. L’intervento verrà effettuato sul corpo C1 dell’edificio, coprendo un’area di circa 1000 mq e per un totale di 477 giorni di lavori, con il termine previsto da cronoprogramma per inizio 2028.
Gli obiettivi sono il miglioramento della sicurezza strutturale, il rinnovo degli impianti elettrici, meccanici, speciali, idrico-sanitari, gas medicali e antincendio e la riorganizzazione della funzionalità sanitaria, il tutto mantenendo la continuità operativa e garantendo in toto erogazione dei servizi ospedalieri.
Nello specifico, il progetto prevede il consolidamento delle fondazioni e il miglioramento della capacità portante, l’irrigidimento dei solai, il rinforzo di travi e nodi trave-pilastro per l’incremento della duttilità, la realizzazione del nuovo giunto sismico tra corpo C1 e corpo C2 per prevenire il martellamento e la realizzazione di sistemi antisfondellamento e antiribaltamento degli elementi non strutturali.
Per garantire la continuità la piena funzionalità della struttura ospedaliera, lo svolgimento dei lavori prevede inoltre alcuni accorgimenti specifici: la separazione dell’area di cantiere attraverso apposita recinzione posta in adiacenza del copro C1; gli accessi e i percorsi di cantiere distinti dagli accessi e dai percorsi sanitari e di emergenza; la programmazione delle interruzioni impiantistiche in condizioni controllate e concordate; i sezionamenti localizzati e il mantenimento delle utenze sanitarie essenziali e la massima riduzione possibile di polveri, rumori, vibrazioni e attraversamenti interferenti, così da impattare minimamente sulle attività all’interno del resto dell’ospedale. Proprio in merito a questo,
Poggio ha ricordato che nei container, alcuni di questi già installati nel cortile antistante l’ingresso, verranno trasferiti gli sportelli del laboratorio analisi e del pre ricovero, proprio per garantire un accesso differenziato e non sovrapponibile ai percorsi di cantiere.
“Effettuare lavori in un ospedale è come cambiare le gomme a un’auto in corsa, la sanità non si può fermare, ed è questa la vera sfida”. Ha commentato il direttore amministrativo.
“Il nostro obiettivo è quello di apportare ingenti lavori strutturali arrecando il minor disturbo possibile e, soprattutto, garantendo le prestazioni sanitarie nel loro complesso”.
Un impegno in termini di lavori e di sforzo economico, che si inserisce in un percorso di valorizzazione della sanità territoriale e che darà seguito a una riorganizzazione non solo architettonica, ma funzionale, illustrata dal direttore sanitario dell’ASL, la dottoressa Monica Rebora.
La riorganizzazione si innesta in un solco di eccellenza già tracciato dall’ospedale cebano.
Il 9% in più di prestazioni erogate rispetto ai primi 5 mesi del 2025 secondo il PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa), un importante incremento di erogazione di prestazioni, soprattutto in Gastroenterologia e Ostetricia-Ginecologia, e un aumento del 5% rispetto ai primi 5 mesi del 2025 di interventi chirurgici a bassa e media intensità, il che ha comportato un impegno significativo nelle attività di pre ricovero, ma anche nella gestione delle sale operatorie. Anche in termini di assunzioni, Ceva si è contraddistinta per un bilancio particolarmente positivo: 31 nuove unità dal primo gennaio 2024 a oggi, a fronte di 10 cessazioni di attività professionale nello stesso periodo di tempo.
Il nuovo Piano Direttorio, così come deliberato già con provvedimento del primo ottobre 2025, prevede collocazioni più omogenee dei reparti e un’ottimizzazione dei percorsi. La ricollocazione della Dialisi dal quarto al primo piano, l’aumento delle postazioni da 8 a 12 e il rifacimento dell’impianto di osmosi rappresenteranno uno dei fiori all’occhiello di questo percorso, che permetterà un accesso sia più agevole, sia più esteso, lasciando così spazio anche a eventuali villeggianti, che potranno sottoporsi alla dialisi in un nosocomio vicino alle vallate e alla Langa cebana.
Tutta l’area chirurgica verrà parimenti riorganizzata al primo piano, dove troveranno casa quindi il Day Surgery, la Chirurgia, l’Oculistica, il servizio di endoscopia e l’Ospedale di Comunità inaugurato a febbraio.
Il secondo piano vedrà degenza e riabilitazione, con locali di supporto al personale e all’utenza.
Al terzo piano verranno ampliati gli spazi ambulatoriali dedicati alla libera professione e ci saranno locali dedicati all’attività di associazioni del settore socio-sanitario, in particolare l’AVIS.
Il quarto e ultimo piano sarà destinato agli uffici e al Corpo Logistico Sanitario Piemontese, una rete di volontari istituita dalla Regione Piemonte per il trasporto e l'accompagnamento protetto di anziani e soggetti fragili verso altri ospedali e case di cura.
Il piano seminterrato, infine, ospiterà locali tecnici, depositi, spazi di servizio, farmacia e il locale osmosi a servizio del reparto Dialisi.
La riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio è in sintonia con una serie di iniziative già avviate, o in fase di avvio, volte a implementare ulteriormente il servizio presente a Ceva.
Da luglio infatti è stato aperto un ulteriore ambulatorio per prime visite allergologiche, dando una risposta a un’esigenza molto diffusa e ramificata. A partire da agosto verranno potenziati gli ambulatori di Chirurgia Cardiovascolare, con almeno 3 ambulatori al mese da 4 ore ciascuno. Verrà inoltre siglato un protocollo Piemonte-Liguria per uno scambio di competenze, figure professionali e buone prassi. Nello specifico, alcuni medici dell’Ostetricia-Ginecologia si recheranno a supporto dell’ASL di Savona e alcuni radiologi si recheranno negli ospedali di Ceva e Mondovì. Oltre a questo, Ceva vedrà l’arrivo di un nuovo geriatra e un ambulatorio di ortopedia garantito dalla collaborazione con l’ospedale di Mondovì.
Il potenziamento delle prestazioni è dato inoltre anche dalla tecnologia messa in campo per diagnosi e terapie. Dal 19 giugno è infatti operativa la nuova TAC, ma prima ancora di questo importante traguardo Ceva ha visto l’inserimento della MOC, del nuovo ecografo per il reparto di Medicina Interna e, tra le apparecchiature collaudate tra il 2025 e il 2026, si ricordano alcuni ecografi, PC medicali per le cartelle cliniche elettroniche, i cicloergometri per la riabilitazione e i ventilatori polmonari trasportabili.
“L’ospedale di Ceva si contraddistingue per dinamicità ed eccellenza, è un presidio fondamentale per l’intera area ed eroga numerose prestazioni”. Queste le parole della dottoressa Rebora. “Lo scopo della riorganizzazione è non solo garantire questi alti livelli di prestazione, ma migliorarli e implementarli ulteriormente. Il nuovo impianto di osmosi della Dialisi, che è fondamentale per evitare infezioni e complicazioni, la nuova collocazione delle chirurgie, che garantirà un efficientamento ancora maggiore, l’agevolazione dell’accesso ai percorsi da parte dei pazienti in ogni campo, in particolare in campo endoscopico e gastroenterologico, che nel Cuneese sono oggetto di indagini di prevenzione che raccolgono un’ampia adesione, tutto questo ci permette di rinnovare e arricchire l’offerta del servizio agli utenti”.
In chiusura, la dottoressa Ornella Righello, dirigente medico del Distretto Sud-Est, ha invece illustrato le funzioni e gli ambulatori della nuova Casa di Comunità, attivata il 13 maggio in un’ottica di rafforzamento del legame sanità-territorio. La Casa di Comunità è uno spazio dove gli utenti possono trovare servizi trasversali, sia per il monitoraggio di patologie croniche, quali le cardiopatie, il diabete mellito, le patologie renali e la broncopatia cronica ostruttiva, sia per i piccoli malanni, inconvenienti e problemi di salute quotidiani. Qui infatti è possibile trovare due pediatre di libera scelta, gli ambulatori alcuni medici di Medicina Generale che hanno aderito a prestare alcune ore di servizio presso la Casa e lo sportello multifunzione, riattivato dall’ASL CN1 con un notevole sforzo economico. La compresenza di medici di base, specialisti e infermieri di comunità garantisce infatti un servizio atto a far fronte a molteplici necessità, garantendo al contempo un presidio immediato per chi ne abbia bisogno e un alleggerimento del caricodi pressione sul Pronto Soccorso. Uno snodo importante sia per il passaggio tra ospedale e territorio, sia per il passaggio tra territori diversi per la presa in carico delle cure domiciliari, e un ulteriore servizio sanitario per l’intera collettività.
“Sono particolarmente felice di essere qui questa sera, anche se oggi sono in veste di pubblico e di uditore. I protagonisti sono l’avvocato Diego Poggio e la dottoressa Monica Rebora, che illustrano queste importanti novità.” Queste le parole del direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra. “Posso confermare, come già anticipato dai due direttori, che Ceva avrà un ambulatorio ortopedico in più e che, in collaborazione con Savona, ci sarà uno scambio tra Ostetricia-Ginecologia e Radiologia, andando così incontro alle esigenze di due territori limitrofi. L’ASL CN1 ha particolarmente a cuore questi lavori perché apportano fondamentali migliorie sia alla struttura, da un punto di vista edilizio, sia alla qualità del servizio erogato, mantenendo sempre al centro il bene del paziente”.
“Accolgo con grande soddisfazione la presentazione del progetto di adeguamento antisismico dell’ospedale di Ceva, un intervento importante che guarda al futuro di un presidio fondamentale per tutto il nostro territorio”. Prosegue il sindaco Franco Bosio a nome del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est. “Esprimo il mio sincero apprezzamento all’ASL CN1 per l’impegno e il lavoro svolto nel rendere possibile questo investimento. L’auspicio è che, una volta completata l’opera, la riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio consenta di rafforzare ulteriormente l’offerta sanitaria e di garantire servizi sempre più efficaci ai cittadini di tutto il territorio.”
“L’ospedale di Ceva è, come sottolineato anche dai relatori, un punto importante per la sanità cebana e non solo”. Dichiara il primo cittadino di Ceva Fabio Mottinelli. “Il “nostro” ospedale non è nostro in senso letterale, lo sentiamo nostro forse per senso di appartenenza, ma è un presidio per tutto il territorio. Le modifiche e le migliorie che verranno apportate, e che sono già in corso, sono un quid pluris per tutti i cittadini che debbano recarsi in ospedale e che qui troveranno spazi nuovi, prestazioni efficientate, percorsi e accessi agevolati. Ringraziamo l’ASL CN1 e la Regione Piemonte per l’attenzione che sempre prestano all’ospedale cebano, un’attenzione che sta dando frutti importanti per la salute di tutti”.
“Finalmente la Direzione Generale ha accolto la richiesta dei sindaci e sta illustrando le iniziative che ha assunto per sostenere la sanità territoriale e ospedaliera di questo Distretto. Siamo grati per questo.” Conclude il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo. “È stato poi di particolare interesse comprendere meglio le funzionalità di Case e Ospedali di Comunità: su questi due elementi ho espresso alla Direzione Generale la forte volontà collaborativa del comune di Mondovì e, sono certo, di tutti i Comuni della zona per spiegare approfonditamente ai cittadini tali funzionalità”.










