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| Meteo e tradizioni

L'ennesima rimonta del caldo africano

Confessiamolo: chissà quanti hanno pensato e sperato che questa pausa fresca di fine luglio, meglio meno calda, fosse il preludio di un primo declino dell'estate ad agosto, di un abbozzo di ritorno alla ragionevolezza climatica, insomma una specie di ripensamento della stagione. Diciamolo pure che fino al 2010 circa eravamo abituati ad un agosto che nelle temperature minime via via sempre più basse e comunque quasi sempre inferiori a quelle di luglio già presagiva l'arrivo dell'autunno. Classico era ancora allora il temporalone che a san Rocco, il 16,  accompagnava le processioni in onore del Santo guaritore e che faceva anche uscire tra l'erba bagnata le prime lumache pomazie alpine e, in Riviera, i primi scuri “Cìu”, quelle locali. Dal decennio 2011/2020 è successo invece che le minime notturne di agosto superano ormai le minime di luglio: un segno tangibile del prolungamento delle nostre estati nel riscaldamento globale. È un dato piuttosto omogeneo per il nostro cul di sacco alpino che, ricevendo dalla Provenza e dal mare i primi sbuffi atlantici se li ritrova riscaldati da un mare ormai più caldo di due gradi rispetto a quello del 1950 e da una terra infuocata come solo la Provenza può essere nelle stagioni “africane”. Insomma, come l'estate inizia ormai un mese prima, a maggio, così finisce almeno un mese dopo: a settembre compreso e, a volte anche fino ad ottobrate quasi estive. Che non succeda quest'anno con questa siccità che comincia a fare paura, in uno scenario che ci priva anche dei temporali in pianura relegati da ultimo soltanto sulla corona alpina... Ma le premesse per un prolungamento del caldo ci sono quasi tutte. Intanto ritroviamo i modelli previsionali concordi nel prefigurare la rimonta fino a noi da oggi, mercoledì, dell'anticiclone subtropicale di matrice africana. Sarà il quarto dell'estate vera e propria, il quinto se teniamo conto anche di quello di maggio. Promette di riportare su su le minime notturne, ancora al di sopra di quei venti gradi che sono la soglia della zona di comfort notturno. Minaccia di riportarci a massime diurne che, in un crescendo di nuovo sopra i 30 gradi, minacciano di toccare i 36/37 attorno al prossimo martedì. Il tutto senza manco una goccia di pioggia. Fate voi...Il deficit idrico è ormai minaccioso e da maggio non piove in modo serio. Le difficoltà dei fiumi, le sorgenti che ricominciano come tre anni fa a spegnersi: uno scenario che conosciamo ormai troppo bene.


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