Vicoforte, botta e risposta tra Nuzzo e il sindaco Gasco sul turismo

Il tema del turismo continua a far discutere a Vicoforte. Dopo l’avviso pubblicato dal Comune, in cerca di nuove idee e strategie per potenziare il settore, che abbiamo pubblicato sull’ultimo numero, la consigliera Elisabetta Nuzzo, di “Vico Futura”, ci ha inviato una lettera con alcune riflessioni. Eccola, di seguito: “Tre anni fa, in campagna elettorale, la lista che oggi guida il Comune di Vicoforte prometteva mari e monti: sviluppo, valorizzazione, una visione nuova per il paese. Il turismo, si diceva, sarebbe stato uno dei pilastri del mandato - la Basilica, i percorsi naturalistici, il patrimonio storico e culturale: tutto pronto per essere finalmente “messo a sistema”. Oggi, a due anni dalla fine della legislatura, il Comune pubblica un avviso pubblico per chiedere a operatori, associazioni e liberi professionisti... idee. Non progetti da realizzare, non strategie da attuare: idee. Le stesse che, a rigor di logica, un’amministrazione dovrebbe portare con sé già dal giorno dell’insediamento, e non andare a cercare a due terzi di mandato ormai trascorso, con l’aggravante di una scadenza fissata per il 18 agosto - mese in cui, notoriamente, tra ferie e paese semivuoto, la partecipazione è ai minimi storici.
Non è la prima volta che il tema viene sollevato. In più occasioni, in Consiglio comunale, la minoranza ha chiesto direttamente alla Giunta quale progettazione fosse prevista per l’ufficio turistico e quali idee si avessero per il rilancio del paese. Le risposte, ogni volta, sono rimaste vaghe, prive di qualsiasi consistenza progettuale. Il bando di agosto, letto in questa luce, non è un’iniziativa lodevole: è la certificazione pubblica di un vuoto che segnaliamo da tempo.
Eppure, le occasioni non mancavano. Vicoforte non parte da zero: ha uno dei santuari a pianta ellittica più grandi al mondo e un tessuto di percorsi escursionistici e naturalistici già esistenti sul territorio. Bastava mettere a sistema ciò che c’è - penso a una rete con i santuari e i poli culturali della zona, capace di dare massa critica che il solo paese non può generare, o a un’offerta di turismo lento che unisca natura ed enogastronomia sfruttando risorse già presenti. Non servivano bandi né consulenze esterne: serviva, semplicemente, guardare a ciò che il paese ha sempre avuto sotto gli occhi.
E se il turismo del futuro resta ancora tutto da immaginare, verrebbe da chiedersi come si stia gestendo, nel frattempo, quello che già esiste. La storica fiera del Santuario - appuntamento che per generazioni ha portato gente, colore e vita nelle vie di Vicoforte - non è certo un problema nuovo da inventare: eppure, di anno in anno, chi la frequenta da sempre nota la stessa cosa, sottovoce, come si dice di una cosa che dispiace ma non stupisce più: meno bancarelle, meno vita, meno fiera. Non serviva un bando per accorgersene. Sarebbe bastato esserci. Un’opposizione che segue con attenzione l’amministrazione del proprio paese non può che notare il paradosso: chi doveva guidare, oggi chiede di essere guidato. Ci auguriamo, per il bene di Vicoforte, che le proposte raccolte - quelle vere, non quelle a chiacchiere - non restino, come troppo spesso accade, semplici carte in un cassetto”.

La replica del sindaco Gasco non si è fatta attendere: “La promozione turistica di Vicoforte merita una visione più ampia di quella che abbiamo localmente e il nostro programma elettorale - al quale pone attenzione e richiama la consigliera Nuzzo - contiene obiettivi e proposte operative che si sviluppano, ovviamente, nel corso del mandato amministrativo quinquennale; e ciò sta avvenendo. La ricerca di supporti esterni e competenti, anche di “idee” che possano consentire una progettazione di valorizzazione e promozione turistica che guardi oltre al nostro paese, riteniamo possa essere un valore aggiunto; non siamo tuttologi e sentiamo il bisogno di essere supportati da competenze specifiche in una materia complessa qual è la promozione turistica attuale che va ben oltre alla gestione di un punto di informazione.
La nostra esperienza e volontà deve essere calata nel concreto ed essere coordinata con i circuiti e le collaborazioni di cui facciamo parte ad esempio l’ATL del Cuneese e l’associazione Le Terre dei Savoia, oltre a fare rete con gli operatori locali interessati. Ben vengano suggerimenti da parte di chicchessia, anche da parte dei consiglieri comunali che, se lo desiderano, hanno anche la possibilità di esprimersi ed attivare un immediato confronto di opinioni in occasione delle sedute del Consiglio comunale”.








