Colpi di fucile nella notte a Roburent

Svegliati nel cuore della notte da tre colpi di fucile. È da quegli spari, esplosi a poche decine di metri dalle case di Roburent, che prende avvio una vicenda destinata ad approdare in Procura, se gli accertamenti daranno esito negativo. È successo domenica 28 giugno, poco prima di mezzanotte, lungo la provinciale che collega Roburent a Serra Pamparato, in località Scarrone. La mattina successiva il sindaco Emiliano Negro raggiunge il luogo degli spari. Sull’asfalto trova tracce di sangue e i segni del trascinamento di un animale. Nella lettera inviata alla Provincia di Cuneo scrive che potrebbe trattarsi di un capriolo e chiede di verificare se, per quella notte, fossero stati autorizzati interventi di controllo della fauna selvatica. «Qualora i riscontri fossero negativi, procederò con un esposto alla Procura della Repubblica». La richiesta riguarda tutta la documentazione relativa agli eventuali abbattimenti autorizzati e ai tutor incaricati del controllo notturno dei cinghiali. Ma la lettera va oltre il singolo episodio. Negro sostiene infatti che il sistema presenti «un risvolto allarmante» e riferisce di avere ricevuto nel tempo segnalazioni di animali feriti e carcasse abbandonate. Secondo il sindaco, in alcuni casi le autorizzazioni rilasciate per il contenimento dei cinghiali verrebbero utilizzate come «gradito pretesto» per abbattere anche altre specie selvatiche. Da qui la richiesta di un incontro con i responsabili provinciali della vigilanza venatoria.









