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| Mondovì

Sicurezza, la preoccupazione attraversa il Cuneese

Sicurezza Urbana. Il presidente della Provincia e sindaco di Mondovì traccia una fotografia del territorio dopo l’appello dei nove primi cittadini. «Spesso i protagonisti sono poco più che adolescenti o appena maggiorenni, mentre la percezione di maggiore insicurezza riguarda soprattutto gli anziani». In estate più segnalazioni da parchi e aree verdi. E sul caso di via Funicolare durante i “Doi Pass”: «Un episodio grave». È la precisazione da cui parte Luca Robaldo, presidente della Provincia e sindaco di Mondovì, nel provare a riportare sul territorio cuneese il tema sollevato dalla lettera sottoscritta insieme ai sindaci di Alba, Borgo San Dalmazzo, Bra, Busca, Cuneo, Fossano, Saluzzo e Savigliano. Una premessa è necessaria: la Provincia non ha competenze dirette in materia di ordine pubblico e non è dunque all’ente provinciale che può essere chiesto di intervenire sulla sicurezza. Quella di Robaldo è piuttosto una lettura che nasce dal confronto con gli amministratori del territorio e, contemporaneamente, dalla sua esperienza di sindaco di Mondovì. Ed è proprio parlando con gli altri primi cittadini che Robaldo individua un elemento comune. «Dalle interlocuzioni quotidiane che ho con i colleghi Sindaci devo dire che la percezione è simile in tante zone del Cuneese – spiega –. È l’intensità ad essere diversa: un conto sono gli episodi che avvengono nelle città, un altro nei piccoli comuni». Una distinzione non secondaria, soprattutto dopo che i nove sindaci hanno scelto di intervenire pubblicamente chiedendo una responsabilità condivisa tra le istituzioni. Robaldo tiene infatti a delimitare il fenomeno: «Voglio sottolineare che si parla di episodi e non di situazioni quotidiane».

Giovani protagonisti, anziani più preoccupati. Ma senza generalizzare

Anche quando il discorso si sposta sull’età delle persone coinvolte, il presidente della Provincia evita di trasformare la propria esperienza in un dato statistico. «Non ho dati in tal senso e devo, quindi, affidarmi alla mia attività», premette. È sulla base di questa esperienza che individua però due fasce differenti: «Molte volte chi è protagonista di questi episodi è poco più che adolescente o appena maggiorenne e chi ha una percezione di maggiore insicurezza sono invece persone meno giovani, nella grande maggioranza dei casi persone anziane». Da una parte, dunque, ragazzi molto giovani che Robaldo dice di ritrovare «più vpòte rispetto ad altre fasce demografiche» tra i protagonisti degli episodi; dall’altra una percezione dell’insicurezza che, nella sua esperienza amministrativa, emerge soprattutto tra la popolazione anziana. Una valutazione che lo stesso sindaco circoscrive chiaramente alla propria attività, in assenza di dati specifici sulle fasce d’età.

Parchi e aree verdi più segnalati durante l’estate

Ci sono poi i luoghi. Con l’estate e una maggiore frequentazione degli spazi all’aperto, parchi e aree verdi finiscono più facilmente al centro delle segnalazioni. «D’estate i parchi cittadini, le aree verdi, sono molto più frequentati ed è chiaro che, a volte, sono anche le zone che vengono maggiormente segnalate dai concittadini». Robaldo aggiunge però un’altra considerazione: «Credo, però, che chi è maleducato o – peggio ancora – attui dei comportamenti contrari al decoro cerchi luoghi più isolati e poi magari si sbizzarrisca sui social per farsi pubblicità». Nel ragionamento entra anche un episodio recente avvenuto proprio a Mondovì. «Nella tarda serata dell’ultimo evento dei “Doi Pass”, ad esempio, via Funicolare è stata teatro di un episodio che ritengo grave e che ha visto l’intervento del personale di sicurezza della manifestazione (che ringrazio), della Polizia Locale e dei Carabinieri». Robaldo non estende quell’episodio a giudizio complessivo sulla città. Lo porta, piuttosto, come esempio concreto all’interno di un quadro che continua a definire fatto di episodi e non di una situazione quotidiana.

«Se non si muove l’intera filiera, difficilmente arriveranno le risposte»

Resta allora la questione politica posta dalla lettera: perché nove sindaci hanno sentito la necessità di intervenire insieme? «Abbiamo voluto dare il nostro contributo e, al contempo, ricordare le competenze di ognuno», risponde Robaldo. Ed è qui che ritorna uno dei punti centrali dell’appello: il sindaco è il primo interlocutore al quale il cittadino si rivolge quando avverte un problema sul proprio territorio, ma non dispone da solo di tutti gli strumenti necessari per affrontarlo. «Noi Sindaci sappiamo di essere la prima interfaccia dei cittadini e sappiamo di avere la responsabilità di mettere in campo alcune risposte alle esigenze che ci vengono rappresentate. Sappiamo anche, però, che se non si muove l’intera filiera della Pubblica Amministrazione difficilmente i cittadini avranno le risposte che si attendono. E che sono necessarie».