L’ospedale di Mondovì entra nelle Comunità energetiche

Un ospedale consuma moltissima energia. Deve farlo giorno e notte, per illuminazione e climatizzazione, ma soprattutto per garantire il funzionamento di apparecchiature e servizi che non possono essere spenti per alleggerire la bolletta. E proprio questa caratteristica può rendere gli ospedali una componente importante delle Comunità energetiche. C’è anche l’ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì tra le strutture coinvolte nell’operazione presentata venerdì 18 settembre all’ospedale di Fossano. L’ASL CN1 ha aderito a MondoCER e CER Roero, mentre l’ASL CN2 entra in CER Roero. Complessivamente l’operazione coinvolge 64 utenze delle due Aziende sanitarie. Per l’ASL CN1 sono interessate le principali strutture ospedaliere e territoriali, tra cui gli ospedali di Mondovì, Savigliano, Saluzzo, Ceva, Fossano, Boves e Demonte: le utenze coinvolte dell’ASL CN1 registrano consumi annui complessivi superiori a 12,2 milioni di kWh.
L’ospedale, per ora, entra come consumatore
La particolarità è proprio questa: almeno nella prima fase, le Aziende sanitarie entrano nelle Comunità energetiche soprattutto perché consumano energia, non perché la producono. Per capire il meccanismo basta pensare a quello che accade in una giornata di sole. Gli impianti fotovoltaici aderenti alla Comunità producono elettricità e, perché il sistema generi energia “condivisa”, occorre che negli stessi intervalli di tempo ci siano utenze della Comunità che stiano consumando. Un ospedale lo fa con continuità. La corrente prodotta da un determinato impianto non viene materialmente indirizzata verso il Regina Montis Regalis: la condivisione avviene attraverso la rete ed è calcolata sulla contemporaneità tra energia prodotta e consumata. Sulla quota riconosciuta come condivisa interviene poi il meccanismo di incentivazione del GSE. Più produzione e consumi riescono a incontrarsi, maggiore può quindi essere il beneficio della Comunità. «Le CER hanno bisogno di nuovi impianti, ma hanno altrettanto bisogno di consumatori», ha spiegato durante la presentazione Daniele Demaria, presidente di CER Roero. Ed è questo il valore che l’ingresso delle ASL porta nel sistema: grandi utenze pubbliche con consumi elevati e continuativi.
Una Tac fa capire quanto consuma la sanità
Durante l’incontro è stato fatto l’esempio di una Tac che, quando entra in funzione, può richiedere una potenza nell’ordine dei 150 kW: per dare un termine di paragone, è stata messa a confronto con la potenza impegnata di una cinquantina di abitazioni da 3 kW.










