Una lettera dal fronte ritrovata dopo oltre 80 anni

Una lettera rimasta nascosta per oltre ottant’anni è tornata alla famiglia di Matteo Gallesio, alpino fossanese disperso durante la campagna di Russia nel gennaio 1943. La scansione dell’ultima missiva scritta dal fronte è stata consegnata il 16 giugno, all’Archivio della Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, alla nipote Gisella grazie al lavoro del servizio Restoring Family Links (RFL) del Comitato di Cuneo della Croce Rossa Italiana e della stessa Fondazione. Per Gisella, che non ha mai conosciuto lo zio ma è cresciuta ascoltando i racconti del padre, il ritrovamento rappresenta un momento di grande emozione. «Questa lettera rappresenta un tuffo nei ricordi e nei racconti di mio padre. È come se Matteo fosse tornato tra noi, portando con sé la memoria di un tempo difficile e di una famiglia che ha sempre sperato nel suo ritorno», ha raccontato. Matteo Gallesio nacque a Fossano nel 1917. Dopo il servizio militare fu richiamato alle armi e combatté sui fronti occidentale, greco-albanese e italo-jugoslavo, fino a essere inviato in Russia nell’agosto 1942 con la Divisione Alpina Cuneense, Secondo Reggimento, Battaglione Borgo San Dalmazzo, 15ª Compagnia. Addetto alla salmeria, si occupava del trasporto di materiali, viveri e attrezzature per le truppe. Durante la guerra mantenne i contatti con la famiglia attraverso un fitto scambio di lettere e l’invio di vaglia postali alla madre. L’ultimo risale al 28 dicembre 1942. La sua ultima lettera è datata 10 gennaio 1943, pochi giorni prima della ritirata di Russia. Matteo non fece mai ritorno e il Comune di Fossano ne certificò la morte al 31 gennaio 1943. Il suo nome è oggi inciso sul monumento ai Caduti della città. La ricerca è iniziata nell’aprile 2026, quando Gisella si è rivolta alla Croce Rossa Italiana di Cuneo per cercare informazioni sullo zio. L’Ufficio RFL ha attivato le procedure con gli uffici della Croce Rossa di Torino e Roma per l’avvio delle ricerche negli archivi del Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra e, parallelamente, ha avviato verifiche sul territorio, coinvolgendo la Fondazione Nuto Revelli. Proprio nell’archivio della Fondazione è stata ritrovata la lettera originale di Matteo Gallesio, conservata nel fascicolo 1888. Si tratta di quattro pagine ingiallite, indirizzate alla zia e scritte con una grafia ordinata. Il testo racconta questioni legate alla vita contadina e si conclude con numerosi saluti alla famiglia, annotati anche lungo i margini della pagina e sulla busta, quasi a voler trovare spazio per non dimenticare nessuno. L’autenticità del documento è stata confermata attraverso il confronto della grafia e del numero della piastrina militare, che corrisponde a quello di Matteo Gallesio. L’Archivio della Fondazione Nuto Revelli custodisce migliaia di lettere raccolte dallo scrittore e reduce di Russia durante il lavoro di documentazione confluito nel volume L’ultimo fronte (Einaudi, 1971). Tra queste figurano anche le cosiddette lettere dei “Presenti alle Bandiere”, consegnate dalle famiglie dei caduti e dei dispersi nell’ambito delle pratiche per ottenere gli assegni anticipati delle pensioni di guerra e destinate, in origine, al macero. Il ritrovamento della lettera di Matteo Gallesio rappresenta una testimonianza della tragedia della guerra e del valore della memoria, ma anche del lavoro svolto dal servizio Restoring Family Links della Croce Rossa Italiana, che opera per prevenire la separazione delle famiglie, rintracciare le persone scomparse, ristabilire i contatti tra i familiari e fare luce sul destino dei dispersi in contesti di conflitto, violenza, disastri naturali e migrazioni.










