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| Cuneese

Robaldo, il bilancio prima del bis: «La Provincia torni protagonista»

La relazione di fine mandato guarda anche al prossimo. Luca Robaldo presenta il bilancio dei quattro anni alla guida della Provincia di Cuneo mentre ha già annunciato la ricandidatura alle elezioni del 29 novembre. Il messaggio politico che accompagna i numeri è una rivendicazione del ruolo dell’ente: dimostrare che la Provincia conserva una funzione necessaria, dal coordinamento dei 247 Comuni alla gestione di strade e scuole. «Abbiamo cercato di far tornare la Provincia ad essere protagonista», sostiene il presidente. È su questo terreno che il rendiconto amministrativo incontra la prospettiva del secondo mandato. Nel confronto sulla ricandidatura, dal Pd Sannazzaro ha indicato una disponibilità condizionata: «Se ci sono le condizioni, appoggiamo». Le condizioni e gli eventuali assetti politici restano dunque il passaggio da definire. Robaldo insiste intanto sulla dimensione collettiva del lavoro svolto. Ringrazia consiglieri e dipendenti, richiama il confronto interno e presenta la relazione come uno strumento di trasparenza per un’istituzione di secondo livello. La formula della «Casa dei Comuni» riassume l’impostazione rivendicata: una Provincia capace di raccordare amministrazioni, territorio e uffici, offrendo competenze e servizi. A misurare la distanza tra le esigenze del territorio e le risorse dell’ente è soprattutto il personale. I dipendenti, circa 700 nel 2014, sono oggi 325, a fronte di competenze indicate come invariate. In questo quadro Robaldo sottolinea il contributo del Servizio Europa Interventi Strategici, dedicato ai bandi, e la funzione degli uffici provinciali come centro servizi. Alla digitalizzazione sono stati destinati 972 mila euro del PNRR, tra cloud, identità elettroniche e aggiornamento dei sistemi informatici. La prova più immediata resta però sulle strade. La Provincia gestisce circa 3.200 chilometri di rete, con due valichi internazionali, e nel biennio 2025-2026 ha destinato 12,6 milioni alla manutenzione. Si aggiunge un nuovo sistema di monitoraggio per oltre 500 ponti e viadotti, mentre l’aumento del costo dei materiali, stimato nel 30-35%, rende più onerosi gli interventi. È anche il capitolo sul quale il presidente esprime apertamente insoddisfazione: «Sulla sicurezza stradale non siamo contenti», afferma, richiamando gli oltre trenta decessi registrati nell’anno. Alla manutenzione si affianca la prevenzione: il progetto “Sicuri per scelta” ha coinvolto 8.400 studenti e 560 insegnanti. Nell’edilizia scolastica si concentra un’altra parte rilevante del bilancio. Gli interventi citati comprendono il Rivoira di Verzuolo, per 8 milioni di euro, il Guala di Bra, per 12,1 milioni, il Grandis di Cuneo, per 19,4 milioni, il Vallauri di Fossano, per 7 milioni, e il Baruffi di Mondovì, per 12,8 milioni. Cinque principali interventi sulle palestre, ad Alba, Dronero, Bra, Barge e Mondovì, superano complessivamente i 12 milioni. Sono investimenti inseriti in un quadro territoriale più ampio, che va distinto dalle sole opere provinciali: secondo i dati presentati, il PNRR ha assegnato alla Granda 4,5 miliardi di euro, interessando tutti i Comuni, circa 5.000 progetti e 422 enti attuatori. Istruzione e ricerca rappresentano l’ambito con gli investimenti maggiori, seguito dalla transizione ecologica. Il ruolo di coordinamento trova un altro riferimento nel Piano Strategico Cuneo 2030, costruito con Camera di Commercio e Fondazione CRC e con il coinvolgimento di oltre 150 soggetti. Sul fronte della fauna selvatica, invece, la relazione registra tra il 2022 e il 2025 una diminuzione del 60% dei danni economici e dell’81% delle superfici danneggiate, insieme al rafforzamento del Nucleo Faunistico Ambientale, passato da 13 a 28 unità. La conclusione di Robaldo riporta il bilancio sul terreno istituzionale. L’auspicio è che il ruolo della Provincia venga rafforzato «anche attraverso una piena legittimazione democratica» e un assetto capace di rappresentare meglio i territori. Alla vigilia del voto, la richiesta di continuità amministrativa si accompagna così a una questione politica più ampia: quale peso riconoscere alla Provincia e quale rappresentanza darle.