Agromafie: summit della legalità in Coldiretti
Fronte comune tra mondo produttivo e istituzioni contro sfruttamento e illegalità. Quanto emerge nel summit organizzatoda Coldiretti Cuneo
Le agromafie hanno assunto una dimensione sempre più internazionale, con collegamenti strutturati a livello europeo e sovranazionale. A fronte di una presenza diffusa delle infiltrazioni criminali in diversi Paesi, emergono però forti differenze nella capacità di rilevazione e contrasto, infatti in molti contesti mancano strumenti normativi e apparati investigativi dedicati, con il rischio che condotte riconducibili alle agromafie non vengano riconosciute come tali. È uno dei passaggi centrali emersi nel corso del convegno “Coltivare legalità: contrastare le minacce e promuovere le buone pratiche”, promosso da Coldiretti Cuneo e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, con il contributo della Camera di Commercio di Cuneo. L’evento, ospitato nella sede provinciale di Coldiretti, ha posto particolare attenzione alla direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali e al fenomeno del caporalato.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Patrizia Manassero, Sindaca di Cuneo, Luca Crosetto, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Robaldo, Presidente della Provincia di Cuneo e Mariano Savastano, Prefetto di Cuneo. È stato inoltre trasmesso un contributo video del magistrato Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie.

