Bozzolo (Cia Cuneo): «Prezzi troppo bassi per le nocciole»

Le quotazioni non risalgono nonostante un raccolto inferiore alle attese. Il presidente provinciale di Cia Cuneo richiama l’attenzione sulla redditività delle aziende corilicole, strette tra minori produzioni e costi in aumento. Il raccolto è inferiore alle aspettative, ma i prezzi delle nocciole non salgono. È questa la situazione che preoccupa il violese Marco Bozzolo, presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, che segnala le difficoltà delle aziende corilicole piemontesi, alle prese con una disponibilità di prodotto ridotta e costi di gestione sempre più elevati. «Ci aspettavamo che una produzione inferiore alle previsioni, in molte zone anche sensibilmente, determinasse una risalita delle quotazioni delle nocciole. Invece, questa dinamica non si è verificata e oggi ci troviamo di fronte a un’anomalia di mercato che merita una riflessione approfondita», afferma Bozzolo.
Le condizioni climatiche della scorsa estate, caratterizzata da caldo intenso e prolungato, hanno inciso sui raccolti, ridimensionando le prospettive iniziali. In questo contesto, secondo il presidente di Cia Cuneo, sarebbe stato ragionevole attendersi un sostegno alle quotazioni, che invece non hanno registrato la ripresa auspicata. Le prime indicazioni di mercato hanno anzi alimentato le preoccupazioni dei produttori. A pesare sui bilanci delle aziende è soprattutto la concomitanza di tre fattori: quantità raccolte inferiori alle attese, prezzi di vendita insufficienti e spese in crescita per carburanti, energia, concimi, mezzi tecnici e gestione degli impianti. «Un’azienda che raccoglie meno nocciole ha meno prodotto da vendere e, se il prezzo non compensa almeno in parte la perdita di quantità, vede ridursi drasticamente i propri ricavi», sottolinea Bozzolo.
Una combinazione che, secondo il presidente provinciale, mette a rischio la redditività di molte realtà agricole, già provate dalle difficoltà delle ultime campagne. La questione economica si intreccia con quella agronomica. Il cambiamento delle condizioni climatiche richiede infatti una gestione sempre più attenta dei noccioleti. «Il nocciolo non può più essere considerato una coltura che, una volta realizzato l’impianto, richiede soltanto interventi limitati», osserva Bozzolo, evidenziando la necessità di competenze specifiche e di un controllo costante, dalla nutrizione delle piante alla disponibilità idrica, fino al monitoraggio dello stato vegetativo e sanitario. Per Cia Cuneo, la professionalità dei produttori deve poter contare su condizioni economiche che permettano di investire e valorizzare il lavoro svolto. «Non possiamo chiedere alle aziende di continuare a migliorare tecniche e qualità se il mercato non riconosce un prezzo adeguato al prodotto e ai costi necessari per ottenerlo», conclude Bozzolo. La priorità, secondo l’organizzazione agricola, è chiarire le ragioni della mancata risalita delle quotazioni e garantire prospettive sostenibili alla corilicoltura piemontese.










