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| Cebano

Ceva, una serata di festa e memoria per la sezione ANA

Una bellissima serata all’insegna della convivialità e dei valori alpini quella che si è svolta venerdì sera a Ceva presso la sede Ana di via al Tirasegno. La “Cena alpina in sezione” ha visto una grande partecipazione di penne nere, amici e simpatizzanti.

A fare gli onori di casa è stato il presidente della sezione Ana di Ceva, Fabrizio Carena, che ha espresso soddisfazione ed emozione per la riuscita dell'evento: “Grazie a tutti per la presenza: queste sono le gioie e le soddisfazioni che un presidente prova per la sua sezione, la vera ricompensa del nostro impegno. È bello vedere qui rappresentati tutti i gruppi. Abbiamo superato un momento molto difficile, in cui la sezione rischiava persino di scomparire, ma ci siamo ripresi con quello spirito alpino che ci contraddistingue”.

Carena ha poi sottolineato l'importanza del ricambio generazionale senza mai dimenticare la storia del gruppo: “Abbiamo voluto fortemente questo momento anche perché, dopo anni, il gruppo di Ceva ha costituito un direttivo con forze e volti nuovi che hanno voglia di portare avanti la tradizione. Portare facce nuove non significa però dimenticare chi c’era prima e cosa ha fatto: oggi non saremmo qui senza di loro. Se oggi sono presidente è grazie a chi mi ha votato, ma soprattutto perché ho avuto al mio fianco come maestri di vita e di ruolo chi è venuto prima di noi e tutte le colonne portanti della sezione. La cosa fondamentale, alla fine, è una sola: siamo tutti alpini”.

Durante la serata non sono mancati momenti di commozione. Giampiero Sondrio, capogruppo Ana Ceva, ha consegnato ad Aurelio Passone una targa con la nomina a Capogruppo Onorario di Ceva.

Successivamente, Carena ha preso la parola per ricordare una ricorrenza fondamentale nella storia delle Penne Nere e dell'Italia intera: «Quest’anno ricorrono i 50 anni dal terremoto in Friuli. A giugno abbiamo presenziato alla cerimonia sul posto: un modo per ritrovarsi tra chi aveva lavorato nelle tendopoli e tra le macerie. Gli alpini sono questo: persone che smettono di lavorare, lasciano la famiglia e vanno ad aiutare gli altri. Da quella tragedia è nata la Protezione Civile. Stasera abbiamo qui due persone che hanno lavorato in quei giorni drammatici: Giancarlo Giacinto e Franco Vinai. Con loro c’era anche Romano Nicolino, di Garessio, che stasera non ha potuto essere presente. A Gemona ci è stato consegnato un riconoscimento dalla sezione locale e stasera ve lo consegniamo: una medaglia ricordo per voi che ci avete insegnato cosa significa davvero il volontariato. Il ringraziamento più bello resta sempre il sorriso della gente”.

A seguire, Carena ha quindi consegnato le medaglie ricordo del terremoto del Friuli agli alpini Vinai e Giacinto (a Nicolino il riconoscimento verrà consegnato successivamente).

La serata ha visto anche un prezioso gesto d'affetto per la memoria storica della sezione: Gianpaolo Daprea ha donato al Museo degli Alpini una vecchia baionetta da lui ritrovata nei boschi della Val Casotto.

L'evento si è concluso con uno sguardo fiducioso verso il domani: la presenza in sala di Enrica, di Bagnasco, giovane partecipante ai campi scuola dell'Ana, ha rappresentato il filo conduttore dell'evento, una serata in cui passato, presente e futuro si sono stretti in un unico grande abbraccio alpino.