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| Cebano

Giornate FAI a Ceva: la storia prende vita grazie ai giovani

Nel fine settimana di sabato 10 e domenica 11 ottobre, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, Ceva ha aperto le porte dei suoi tesori, regalando al pubblico un affascinante viaggio tra fortezze, dimore storiche e memorie di pietra. Protagonisti d’eccezione sono stati 22 studenti della classe quinta del Liceo Scientifico dell’Istituto "G. Baruffi", che con competenza si sono trasformati in appassionati "apprendisti ciceroni" del territorio.

I visitatori hanno potuto scegliere tra cinque itinerari: il Teatro Marenco, il Castello Rosso, storica dimora dei Pallavicino, dove i ragazzi hanno avuto l’onore di essere accolti personalmente dalla marchesa Adele Pallavicino, il forte distrutto da Napoleone, il castello di Mombasiglio e il Museo del Fungo.

A rendere speciale l’iniziativa non sono stati solo i luoghi, ma la preparazione e la sensibilità degli studenti.

“Vedere 22 giovani mettersi in gioco con tanta serietà, studiare con cura i dettagli storici e assumersi la responsabilità di raccontare la propria città è stato motivo di immensa fierezza - commenta la dirigente scolastica del Baruffi, la prof.ssa Armida Drago -. I nostri ragazzi non si sono limitati a ripetere nozioni: hanno saputo fare propria la storia, interpretarla e trasmetterla con un'empatia che ha conquistato tutti”.

Il successo dell'evento è confermato dai numeri: circa 2.000 visitatori hanno affollato i percorsi nelle due giornate. Un traguardo che premia l'impegno collettivo di studenti, docenti, del gruppo FAI e dei volontari del Gruppo micologico cebano e di Ceva nella Storia.

“Un traguardo di questo tipo dimostra quanto sia fondamentale fare rete tra scuola, associazioni e istituzioni per valorizzare il patrimonio culturale - sottolinea la preside Drago -. Per i nostri studenti è stata un’esperienza formativa di altissimo valore, che ha rafforzato il loro legame con il territorio. Hanno compreso che la storia non appartiene solo al passato, ma vive attraverso chi la custodisce e la trasmette. Perché il patrimonio più grande di una comunità non è fatto solo di mura e fortezze, ma dei giovani che scelgono di conoscerlo e amarlo”.

Un sentito ringraziamento dall’istituto va a tutti gli organizzatori e, soprattutto, agli studenti della quinta liceo, capaci di regalare a 2.000 visitatori la bellezza di scoprire Ceva attraverso gli occhi e la passione del suo futuro.