Un'estate che si spegnerà con stanchezza

Parliamoci chiaro: questo stallo caldo quanto durerà ancora? Come e quando si dissolverà sotto l’assalto della prima offensiva autunnale? Ormai non sono più soltanto domande giornalistiche o di pura curiosità personale. Qui si giocano le sorti dei fiumi , delle sorgenti, di tanti prodotti più o meno convenzionali o preziosi del nostro territorio. I modelli sono divisi. L’ ECMWF, l’europeo è un pochino più ottimista: la cupola africana subirebbe una prima infiltrazione atlantica sul nostro Nordovest nei prossimi giorni. Non un vero cedimento ma soltanto la fine della salita del caldo con i temporali che la accompagneranno e un calo di 3-5 gradi nelle massime ma con minime sempre attorno o sopra i 20 gradi la notte fino al 10 agosto. Il modello americano crede invece in una continuità dell’alta pressione africana anche se i dubbi di entrambi non sono tanti sul “se” ma sul “quando” ci sarà l’irruzione atlantica. Niente break netto omunque, ma un raffreddamento “per esaurimento” con pomeriggi meno opprimenti. Per il 10-16 agosto ancora comunque valori sopra la media con le minime che scenderanno più lentamente delle massime. Sulla pioggia: nessun segnale di rottura organizzata prima di Ferragosto. Se arriva, sarà probabilmente convettiva/temporalesca — utile per abbassare il termometro, quasi ininfluente per falda e bacini. D’altronde un’estate che si “spegne per stanchezza” dell’anticiclone piuttosto che per intervento di una perturbazione atlantica organizzata è la firma tipica delle estati 2003 e 2022, casi simili all’attuale e in cui il ritorno alla norma è arrivato a settembre inoltrato, non a Ferragosto. Se il pattern, la configurazione di quest’anno seguirà quella logica (alta pressione che si “stira” invece di crollare), il rischio concreto per la Granda è che l’agosto chiuda ancora in deficit pluviometrico marcato, aggravando la crisi idrica. Il verdetto che ricavo confrontando questa estate con quelle del 2003 e del 2022, le più simili a questa, è che il 2026 sta tracciando la stessa “firma” di 2003 e 2022 (alta pressione che “si stira” invece di rompersi) più che un pattern con exit rapido tipo temporale organizzato di fine agosto ( o “ di san Rocco”..!. Se l’analogia regge, il rientro alla norma per la Granda potrebbe slittare a settembre, non a Ferragosto, con le conseguenze che già abbiamo osservato e documentato in questo ultimo ventennio sulla falda, sulla vendemmia, sul mais e sui tartufi e funghi.






