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| Mondovì

Domenica e lunedì si vota per il referendum sulla giustizia

PROVINCIA GRANDA - Il fac-simile della scheda elettorale con il quesito referendario

Il contenuto del quesito e le ragioni del sì e del no – I risultati lunedì nel tardo pomeriggio

Ultimi giorni di campagna elettorale per sostenere le ragioni del sì o del no al referendum sull’ordinamento giudiziario. Dopo settimane di incontri e toni via via sempre più alti nella dialettica tra le varie forze politiche, domenica e lunedì finalmente si vota. Le urne rimarranno aperte domenica 22 dalle 7 alle 23 e lunedì 23 dalle 7 alle 15. Si tratta di un referendum costituzionale, per confermare la legge proposta dal ministro della Giustizia Nordio e approvata in Parlamento a fine ottobre. Non serve il quorum, votando sì si punta a far entrare in vigore la legge e a modificare sette articoli della carta costituzionale in materia di ordinamento giudiziario. Votando no si vuole, invece, mantenere la Costituzione inalterata, affossando la legge proposta dal governo Meloni. Vediamo il contenuto della legge.

Separazione delle carriere

Si vuole prevedere la separazione delle carriere tra magistrati, operando una netta demarcazione tra coloro che svolgono la funzione requirente (i pubblici ministeri, che compiono le indagini e sostengono l’accusa) e quella giudicante (i giudici, chiamati a decidere una causa in una condizione di terzietà, senza vincoli con le parti). Attualmente entrambi sono magistrati e devono seguire lo stesso percorso di studi e sostenere lo stesso concorso per accedere alla carica. In caso di vittoria del sì ci sarebbero percorsi, concorsi e organi di autogoverno distinti fin dall’inizio.

Sdoppiamento del CSM

La riforma Nordio prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno del potere giudiziario. In caso di vittoria del sì, diventerebbero due: uno si occuperebbe di assegnazioni, trasferimenti e avanzamenti di carriera dei giudici, l’altro dei pubblici ministeri. Rimarrebbero immutati i membri di diritto dell’organo (Presidente della Repubblica e primo presidente e procuratore generale della Cassazione), a cambiare sarebbe il metodo di elezione dei membri togati (20 in tutto) e laici (10, tra avvocati e professori universitari con almeno quindici anni di servizio). Oggi questi membri vengono scelti, rispettivamente, dai magistrati e dal Parlamento, con la riforma invece verrebbero sorteggiati, sia quelli togati che quelli laici. L’estrazione servirebbe a ridurre il peso delle correnti associative tra i magistrati.

Alta Corte Disciplinare

I provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, che oggi sono di competenza del CSM, sarebbero infine affidati ad un nuovo organo, l’Alta Corte Disciplinare. Questa sarebbe composta da 15 membri: 9 estratti a sorte tra i magistrati che hanno almeno 20 anni di servizio e che svolgono o hanno svolto funzioni di legittimità, cioè presso la Corte di Cassazione, 3 scelti dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con almeno 20 anni di servizio e 3 sorteggiati da un elenco predisposto dal Parlamento in seduta comune. Il Presidente dell’Alta Corte sarebbe uno tra i membri laici nominati dal Presidente della Repubblica o sorteggiati dall’elenco parlamentare.

Come si vota

Per votare occorre presentarsi di persona al seggio elettorale, muniti di documento d’identità e tessera elettorale. Gli uffici comunali rimarranno aperti nelle giornate di sabato, domenica e lunedì per assistere gli elettori.