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Migranti, Coldiretti Cuneo: «Meno ostacoli nell’apertura dei conti»

Semplificare l’accesso ai conti correnti di base per i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti, riducendo gli ostacoli burocratici che possono complicare sia la vita dei lavoratori sia quella delle aziende agricole. È quanto Coldiretti Cuneo chiede di fare alla luce dell’orientamento espresso dalla Banca d’Italia sulla questione. L’organizzazione agricola considera positivamente l’intervento di Bankitalia, ritenendo che una maggiore facilità nell’apertura dei conti possa favorire la tracciabilità dei pagamenti e contribuire a rendere più trasparenti i rapporti di lavoro nel settore agricolo. «In questo modo sarà possibile eliminare le sacche di opacità nei rapporti di lavoro, che favoriscono le irregolarità e colpiscono tanto gli occupati nei campi quanto le imprese agricole oneste», sostiene Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. Il tema riguarda in particolare i lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi bancari. Per Coldiretti, superare questi ostacoli significa anche rendere più semplice per le imprese effettuare i pagamenti attraverso strumenti tracciabili, evitando situazioni che possono alimentare zone grigie nei rapporti di lavoro. Ma, secondo l’organizzazione, la semplificazione non può essere l’unico intervento. Nada chiede infatti di rafforzare contemporaneamente i controlli contro il lavoro irregolare e lo sfruttamento. «Il provvedimento di Bankitalia deve ora essere accompagnato da un ulteriore rafforzamento dell’azione di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalità», afferma il presidente provinciale. Coldiretti Cuneo propone inoltre un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali nella gestione dei flussi migratori, collegando quindi il tema dell’accesso ai servizi bancari a quello più ampio dell’organizzazione della manodopera agricola. Sul fronte del contrasto al caporalato interviene anche Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. «Coldiretti è stata l’unica organizzazione di rappresentanza a livello nazionale a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato, quando ancora il fenomeno non era al centro dell’attenzione pubblica», sostiene Goffredo. Per l’organizzazione, la possibilità di utilizzare più facilmente un conto corrente e la tracciabilità dei pagamenti rappresentano dunque uno degli strumenti per rendere più trasparenti i rapporti di lavoro. A questo si deve affiancare, secondo Coldiretti, un’attività di controllo capace di colpire le situazioni di irregolarità e sfruttamento.