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| Val Tanaro

Ormea celebra i cent’anni del Monumento all’Alpino

È iniziato ad Ormea il ricco programma di iniziative dedicato al centenario del Monumento all’Alpino di Piazza della Libertà. Sabato 24 ottobre, la cornice della Società Operaia ha ospitato il primo appuntamento, nato dalla sinergia tra l’Amministrazione comunale e la sezione Ana di Ceva e dall’impegno del sindaco Giorgio Ferraris e del Maestro Gianni Vinai, con il contributo della Fondazione CRC e la partecipazione della Fanfara Alpina che unisce i musici del Cebano e della Val Tanaro, diretta dal Maestro Vinai e dal Maestro Michelgiorgio Lione.
La serata ha intrecciato il racconto storico e l'emozione della musica. Ad aprire le riflessioni, dopo la prima parte accompagnata dalle note della Fanfara Alpina, è stato il presidente Ana Ceva Fabrizio Carena, presente con il vice Giorgio Candussio, il consigliere Giorgio Bove, il capogruppo di Ormea Roberto Sappa e il vessillo sezionale: «Cento anni sono importanti perché si tratta di un’opera che ricorda chi non c’è più. Ma sono anche un punto di partenza».
Il sindaco Giorgio Ferraris ha ricostruito le complesse vicende storiche che portarono alla nascita dell'opera. Eretto in memoria dei 126 caduti ormeesi della Prima Guerra Mondiale, a cui si aggiunsero i 55 del secondo conflitto, il monumento fu realizzato a titolo gratuito dallo scultore genovese Vittorio Lavezzari e finanziato con 33.000 lire raccolte grazie alla solidarietà delle famiglie dei Caduti, cittadini, Cartiera e Comune. Ferraris ha ripercorso il clima politico degli anni Venti: dalla destituzione del sindaco Carlo Bava e le tensioni con la prefettura, fino alla scelta del progetto e ai contrasti con il partito fascista che portarono al rinvio della cerimonia al 9 settembre 1926 con il Principe Umberto di Savoia. Rimasta per decenni senza i nomi delle vittime, l'opera è stata completata nel 2018 grazie al restauro curato dagli Alpini di Ormea e Genova Centro, che hanno inciso sulla lastra i nomi dei 120 ragazzi del paese che non fecero ritorno. Come ha ricordato Ferraris, «quando passiamo davanti a quella statua, dobbiamo ricordare che non è solo la statua di un alpino, ma di 120 ragazzi di Ormea che non sono tornati».
La seconda parte dell'evento è stata nuovamente affidata alle note della Fanfara Alpina. Roberto Allamandola ha spiegato: «Non sono serate nostalgiche queste, ma l'occasione per riscoprire un'opera d’arte che abbiamo sul territorio e a cui magari non prestiamo attenzione. È un'opportunità per rivivere la storia: pensiamo a quante mamme saranno state orgogliose che il nome dei loro figli fosse ricordato e alla gioia dei cittadini di Ormea per quel giorno di festa».
Tanti i brani eseguiti, tra cui “Aprite le porte”, l’omaggio al maestro Beppe Zoppi, che con lungimiranza aveva voluto l'unione dei musici della valle, con il brano “Scarpinando”, “La Montanara”, “Trenta sold”, inno del 2° Reggimento Alpini di Cuneo, “33”, inno degli Alpini, “Il ponte sul fiume Kwai”, “Monviso”, “Le campane di San Giusto”, “Signore delle cime”, la “Marcia dei coscritti” e l'Inno di Mameli. Molto apprezzata anche la piccola mostra di fotografie dell’epoca.
Le celebrazioni proseguiranno con altri due eventi: sabato 21 novembre, una serata dedicata alla corale e alla storia degli Alpini attraverso i canti delle varie epoche, e domenica 6 dicembre, in occasione del concerto di Natale della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense che si terrà nel pomeriggio, si terrà la cerimonia solenne presso il Monumento ai Caduti per celebrarne i 100 anni dell’inaugurazione.