La Casa madre degli Alpini di Cavernago intitolata al martire di Pievetta Carlo Micheletti

In occasione del 10° anniversario dalla fondazione del Gruppo Alpini di Cavernago, in provincia di Bergamo, l’Amministrazione comunale e gli alpini della città hanno scelto di intitolare la Casa Alpina a Carlo Angelo Micheletti. Nato a Cavernago nel 1900, Micheletti fu uno dei tre lavoratori bergamaschi caduti nel tragico eccidio di Pievetta il 26 luglio 1944. Un avvenimento doloroso che ha finito per unire queste due comunità distanti geograficamente. Alla cerimonia avvenuta nei giorni scorsi ha preso parte anche il sindaco di Priola, Laura Canavese, invitata dall'Amministrazione comunale di Cavernago e dal Gruppo Alpini locali per condividere un momento di memoria e partecipazione.
“Un'iniziativa di profondo valore storico ed umano che l'Amministrazione comunale ed il Gruppo Alpini hanno voluto condividere con la comunità di Priola, invitandomi a presenziare alle celebrazioni – commenta il primo cittadino di Priola -. Domenica, insieme al mio compagno, abbiamo vissuto una giornata indimenticabile: siamo stati accolti con quel calore e quella generosità straordinaria che solo gli Alpini sanno trasmettere. È stata una cerimonia commovente e profondamente partecipata”.
L'evento si è rivelato un'occasione speciale per rinsaldare un ponte d'amicizia e memoria condivisa tra i due Comuni.
“Accogliendo con piacere l'invito, ho partecipato alla cerimonia di intitolazione della Casa Alpina a Carlo Angelo Micheletti, uno dei tre bergamaschi caduti nell'eccidio di Pievetta del 1944, originario proprio di Cavernago. È stato un onore ed un'emozione - ha sottolineato la sindaca -. Desidero ringraziare di cuore l'Amministrazione comunale di Cavernago e le Penne Nere per questa importante opportunità, e immensamente il collega sindaco Giuseppe Togni ed il Gruppo Alpini per l'invito, oltre a tutte le persone presenti per la calorosa accoglienza ed ospitalità. Ci siamo salutati con il sindaco e la Giunta con la promessa di ricambiare presto questa splendida ospitalità, accogliendoli con gioia nel nostro territorio”.










