«Sei stato tanto, a volte tutto», Magnino dice addio al calcio

Ci sono 34 anni di calcio dentro quelle parole. E c’è soprattutto la consapevolezza che, questa volta, non si può più rimandare. Fabio Magnino annuncia il suo addio al calcio, chiudendo una lunga carriera che lo ha visto protagonista sui campi della provincia, dall’inizio nelle giovanili fino all’ultima stagione con il Busca.
«Purtroppo è arrivato questo momento che tanto continuavo a posticipare. Ed è giusto che sia arrivato», ha scritto il 37enne attaccante di Villanova Mondovì. Un messaggio che ripercorre una storia fatta di oltre 150 goal, cinque campionati vinti e 19 stagioni vissute da protagonista.
Una storia iniziata molto presto. Da bambino Magnino entra nel settore giovanile della Juventus, poi passa al Cuneo, prima di affacciarsi al calcio dei grandi. Tre Valli, Villar ’91, Virtus Mondovì, Savigliano, Giovanile Centallo, Monregale, Saviglianese e Busca sono le otto società che hanno accompagnato il suo percorso.
Alcune delle pagine più significative avvengono proprio tra Mondovì e Villanova. «Penso al successo con la Virtus Mondovì, che ha fatto conoscere il mio nome, ma anche a vittorie meno scontate, come la salvezza ai playout con la maglia del Tre Valli. Emozioni uniche».
Con la Virtus arriva la vittoria del campionato di Promozione 2013-14 e il conseguente salto in Eccellenza. Magnino è parte di quella squadra che domina il girone e conquista la promozione con cinque giornate di anticipo.
Poi c’è il lungo capitolo alla Giovanile Centallo, sei stagioni in Eccellenza e 63 goal, prima del ritorno a Mondovì. Nel 2022 Magnino accetta la proposta della Monregale e diventa uno dei riferimenti di un gruppo giovane. Da lì arrivano altre due promozioni consecutive: dalla Prima Categoria alla Promozione e dalla Promozione all’Eccellenza.
È anche il periodo in cui Magnino conferma di essere molto più di un semplice finalizzatore. Forza fisica, tecnica, esperienza e capacità di trascinare i compagni ne fanno uno degli attaccanti più riconoscibili del calcio locale. E anche quando gli anni passano, i goal continuano ad arrivare.
Nel suo ultimo messaggio, però, non sono i numeri a occupare il primo posto. C’è il peso dei sacrifici fatti dalla famiglia, ma anche tutto ciò che il calcio gli ha restituito: «Mi hai dato molto più di quello che meritavo. Oltre alle vittorie, che non nego fanno molto piacere, mi hai dato amici, la casa, il lavoro e soprattutto la moglie e di conseguenza Lorenzo».
Il finale, ammette, non è stato quello che avrebbe immaginato. Ma subito aggiunge: «Non tutte le belle storie hanno un lieto fine, e spesso sono proprio i finali più amari o imperfetti a renderle indimenticabili».
E allora resta il viaggio. Quello di un ragazzo di Villanova Mondovì partito dalle giovanili di Juventus e Cuneo e diventato, sui campi della Granda, un attaccante capace di segnare più di 150 goal e di trascinare le proprie squadre verso cinque campionati vinti.
«Mi sento fortunato», scrive Magnino. E alla fine arriva il saluto che racchiude tutta la sua storia: «Calcio, sei stato tanto e a volte anche tutto».
Dopo tanti anni, il pallone non sarà più una partita da preparare, un allenamento da disputare o un goal da inseguire. Resteranno le maglie, le promozioni, le salvezze, i goal e soprattutto le persone incontrate lungo la strada. E quei ricordi che, come scrive lui, «sicuramente mi faranno venire sempre un sorriso».










