La pioggia non ferma il ricordo del 4 Novembre

Malgrado la pioggia battente di mercoledì, molti Comuni nel Monregalese hanno celebrato la ricorrenza della Festa delle forze armate e dell’Unità nazionale.
A Monastero Vasco sono stati ricordati i Caduti, per custodire la memoria e rinnovare l’impegno per la pace. “Con gratitudine alle donne e agli uomini delle Forze Armate, al servizio dell’Italia e della nostra comunità” ha detto il sindaco Bosio nell’orazione a Roapiana, davanti ad autorità militari, associazioni e volontari, finanzieri in congedo, il maresciallo dei Carabinieri di Vicoforte, Protezione civile, Alpini monasteresi, il parroco don Riccardo Agosti e il vescovo Miragoli, oltre ad una rappresentanza dei bambini delle scuole “Lidia Rolfi Beccaria”.
In precedenza il sindaco Bosio, accompagnato dal vice Musso e dal consigliere Antonucci, ha visitato come da tradizione i monumenti ai Bertolini Soprani e a Vasco.
Anche il Comune di Niella Tanaro ha celebrato il 4 Novembre in tre momenti distinti, presso le scuole, il monumento ai caduti in centro e a San Teobaldo. Presenti gli Alpini, il consigliere Macrì e Longo, delegato a rappresentare il sindaco Mina. Presso le scuole le alunne e gli alunni hanno letto alcuni brani, preparati e coordinati dalle insegnanti. Gli alpini hanno intonato l’inno di Mameli cantato poi tutti insieme. Momento di raccoglimento anche presso i due monumenti, dove sono state poste due corone di alloro.

“Il 4 Novembre è il giorno in cui nel 1918 si spensero i cannoni della Grande Guerra – ha detto Longo -. Ricordiamo oltre 600.000 italiani caduti allora, e tutti i caduti di tutte le guerre che sono seguite. Li ricordiamo qui, davanti ai nomi dei nostri caduti di tutte le guerre e non possiamo farlo senza guardare ad oggi. Ora mentre siamo in questa piazza, in pace, nel mondo ci sono oltre 100 conflitti armati. La guerra è tornata in Europa, in Ucraina, al quinto anno, a Gaza, dove la tregua è ancora fragilissima, nella guerra aperta tra Stati Uniti, Israele e Iran, con lo stretto di Hormuz chiuso. In Sudan, con 9 milioni di sfollati, nell’est del Congo, a Goma, nel Sahel, in Mali e Burkina Faso, in Myanmar, in Yemen, in Siria, in Etiopia. Il 4 Novembre ci insegna una cosa: l’Italia ripudia la guerra, come dice l’articolo 11 della nostra Costituzione, proprio perché l’ha conosciuta. La pace non è mai scontata. Va costruita ogni giorno, con il rispetto, con il dialogo, con l’aiuto umanitario, con l’educazione dei nostri ragazzi. Onorare i caduti del passato significa non rassegnarsi ai caduti di oggi, ma dare un significato nuovo e vivo a parole come pace, unità e solidarietà”.
Raccoglimento e memoria anche a San Michele: il sindaco Aimone, assieme al gruppo Alpini, ai rappresentanti delle associazioni e al parroco don Giordanengo, ha reso omaggio ai propri caduti, deponendo una corona di alloro davanti al monumento del Municipio e presso i cippi in paese.
Ha scelto di fermarsi per ricordare nel giorno giusto anche il Comune di Torre Mondovì: in piazza Mellino il sindaco Giaccone, accompagnato da alcuni amministratori, dagli Alpini, da alcuni volontari della Protezione civile e dai ragazzi delle scuole, ha ricordato i caduti torresi e l’importanza del loro sacrificio.













