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| Langa

I Poderi Einaudi di Dogliani premiati a Montecitorio

I Poderi Luigi Einaudi di Dogliani conquistano la Bandiera Verde Gold 2026, il massimo riconoscimento assegnato da Cia Agricoltori Italiani alle realtà agricole italiane. Assegnato anche il titolo di miglior Agri-farmhouse 2026 alla struttura ricettiva della tenuta. Un doppio risultato per una storia legata a Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica e fondatore dei Poderi nel 1897. A ritirare il premio, giovedì nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, è stata Lorenza Abbona, in rappresentanza della famiglia. «Dal 1897, quando Luigi Einaudi fondò a Dogliani la cantina che ancora oggi porta il suo nome, generazione dopo generazione abbiamo cercato di custodire e sviluppare un patrimonio agricolo fondato sulla cultura della terra e sul legame con questi luoghi - commenta -. La nostra filosofia è guardare avanti, investire nella qualità e nell’innovazione, senza dimenticare la storia e i valori che ci sono stati trasmessi».

Il legame tra Einaudi e Dogliani resta vivo. Nei giorni scorsi, a 65 anni dalla morte dello statista, la comunità lo ha ricordato con un omaggio alla tomba. L’acquisto del primo podere a San Giacomo, nel 1897, non fu soltanto un ritorno alle origini: Einaudi credeva nelle potenzialità dell’agricoltura come strumento di crescita economica e sociale delle Langhe. Investì nella modernizzazione delle coltivazioni e, dal 1915, nella produzione e nell’imbottigliamento del vino. Una storia proseguita da quattro generazioni. «Siamo particolarmente orgogliosi che il massimo riconoscimento nazionale di Cia sia stato assegnato a un’azienda della nostra provincia - dichiarano il direttore provinciale Igor Varrone, peraltro doglianese, e il presidente Marco Bozzolo -. I Poderi Luigi Einaudi rappresentano un modello di economia agricola capace di generare valore oltre la produzione primaria, integrando qualità, storia, innovazione, occupazione e accoglienza. Un’impresa che contribuisce allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse locali».

Oggi la proprietà conta 150 ettari, di cui 75 vitati, in tredici poderi tra Dogliani e le Langhe. Il titolo di miglior Agri-farmhouse riguarda il Relais Poderi Luigi Einaudi, ricavato dal recupero di una dimora di fine Settecento. Il premio valorizza così anche l’accoglienza e le produzioni locali.