Dogliani, una visita tra arte e ricordi di scuola a Valdibà

Una casa senza muri, fatta di segni, figure e ricordi di scuola. È l’opera di Petrit Halilaj che domenica 25 ottobre, a Dogliani, sarà al centro dell’ultimo appuntamento di “Opere Vive”, il ciclo di incontri dedicato all’arte pubblica del Cuneese. Il ritrovo è alle 12.30 in borgata Valdibà, per una visita guidata con la curatrice Marta Papini. L’installazione, intitolata Abetare (un giorno a scuola) e realizzata nel 2025, sorge nello spazio un tempo occupato da una piccola scuola di borgata. La sua struttura in tubi d’acciaio piegati e ritorti riprende una casa stilizzata disegnata sul banco da un’alunna o un alunno di Dogliani. Ad abitarla sono creature, scritte e simboli ricavati dai segni lasciati sui banchi delle scuole locali e dei Balcani. Il lavoro mette così in relazione l’immaginario dei bambini delle Langhe con quello dei luoghi in cui l’artista è cresciuto. Halilaj ha infatti iniziato a raccogliere disegni e incisioni dai banchi dell’ex scuola di Runik, il suo villaggio in Kosovo, dando vita nel 2015 al progetto “Abetare”. Il titolo indica l’abecedario usato per imparare la lingua albanese: un richiamo alla scuola come luogo di apprendimento, ma anche di gioco, immaginazione e memoria. Quella di Dogliani è la prima opera permanente del progetto. Dopo la visita, l’incontro proseguirà all’Azienda Agricola Zabaldano, dove ai partecipanti saranno offerti un pranzo leggero e un calice di vino. Chi lo desidera potrà portare un piatto da condividere. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria. Gli organizzatori consigliano di raggiungere Valdibà a piedi o in bicicletta; dal centro di Dogliani sarà disponibile anche una navetta gratuita, da prenotare. Per informazioni e adesioni si può scrivere a










