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| Cuneese

Quattromila agricoltori in piazza a Torino

Erano circa 4 mila, con una folta delegazione dalla Granda, gli agricoltori che ieri, martedì 27 ottobre, hanno partecipato al sit-in organizzato da Coldiretti Piemonte davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale a Torino. Al centro della mobilitazione la difesa del reddito delle imprese agricole, alle prese con costi di produzione sempre più elevati, e la tutela della salute dei cittadini. Dalla Regione è arrivato l’annuncio dei primi 13 milioni di euro di risorse aggiuntive. "L’agricoltura deve avere e dare futuro" è stato lo slogan della protesta, accompagnata da cartelli contro il caro carburanti, l’aumento dei costi e lo squilibrio nella distribuzione del valore lungo le filiere.

Tra le richieste anche una maggiore attenzione alla qualità dell’alimentazione nelle mense pubbliche, con l’esclusione dei cibi ultraprocessati. Coldiretti ha presentato alla Regione dieci priorità per scongiurare il rischio di crisi del comparto. Il primo nodo riguarda i costi di produzione: l’associazione chiede interventi per contenere il prezzo del gasolio agricolo, estendere il sostegno per il caro fertilizzanti a tutti i settori e alleggerire gli oneri finanziari che pesano sulle aziende. L’obiettivo indicato è riportare il carburante sotto un euro al litro. Un altro fronte è quello dei rapporti con la grande distribuzione organizzata, per riequilibrare la ripartizione del valore lungo la filiera e tutelare i produttori. Per questo Coldiretti sollecita un confronto regionale con gli operatori della distribuzione, oltre alla convocazione del tavolo dedicato alla filiera ortofrutticola.

Tra le altre questioni affrontate figurano i cambiamenti climatici e la gestione dell’acqua, con la richiesta di riconoscere lo stato di calamità naturale per l’estate 2026, indicata dall’associazione come la più calda degli ultimi 70 anni, e di avviare un piano per nuovi invasi multifunzionali. Chiesti inoltre più fondi per le assicurazioni agevolate contro gli eventi avversi, misure per contenere i danni della fauna selvatica e una maggiore tutela delle aree agricole dal consumo di suolo. Le rivendicazioni riguardano anche le aziende zootecniche, per le quali viene chiesta una revisione delle tempistiche di adeguamento alle misure del Piano regionale per la qualità dell’aria, con un periodo di sospensione delle sanzioni. Completano il quadro il sostegno agli investimenti per l’accoglienza dei lavoratori stagionali e la revisione delle fasce altimetriche e dei periodi di pascolamento nelle aree montane.

A ricevere la delegazione sono stati il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, i capigruppo e, in collegamento, l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni. Nicco e il presidente della terza commissione consiliare Claudio Sacchetto hanno illustrato gli impegni assunti dalla Regione, a partire dallo stanziamento dei primi 13 milioni, dalla convocazione del tavolo verde e degli incontri sulla filiera ortofrutticola e con la grande distribuzione, fino agli interventi sulle urgenze segnalate dal settore. «Prendiamo atto dell’impegno della Regione a stanziare i primi 13 milioni di euro», ha dichiarato Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, sottolineando anche gli impegni annunciati su corilicoltura, oneri finanziari, mense pubbliche e aziende zootecniche. Il direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo ha ribadito la necessità di intervenire in modo trasversale: «Non possiamo chiedere ai nostri produttori di produrre cibo di qualità, garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute dei cittadini, oltre a presidiare i territori mentre i costi di produzione continuano a divorarne il reddito».

L’associazione ha annunciato che seguirà da vicino l’attuazione degli impegni presi durante la mobilitazione, chiedendo risposte concrete per garantire la sostenibilità economica delle imprese agricole piemontesi.