Ecomafia 2026, in Granda 295 reati ambientali

La provincia di Cuneo è uno dei territori piemontesi sui quali si concentra maggiormente l’attenzione in materia di illegalità ambientale. A indicarlo sono i numeri del rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato a Roma e relativo ai reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nel corso del 2025. In Piemonte sono stati complessivamente accertati 1.306 reati ambientali, con 1.177 persone denunciate e 271 sequestri. I controlli effettuati sono stati 49.799. La regione si colloca all’undicesimo posto nella graduatoria nazionale elaborata dall’associazione ambientalista. Rispetto all’anno precedente, Legambiente segnala una diminuzione del numero dei reati a fronte di un’attività di controllo rimasta sostanzialmente stabile.
Cuneo a quattro reati da Torino
Il dato provinciale evidenzia soprattutto la posizione assunta dalla Granda. Torino resta la provincia piemontese con il maggior numero complessivo di reati ambientali accertati, 299, ma Cuneo segue immediatamente con 295 casi. La situazione si ribalta quando vengono considerate alcune specifiche categorie. La provincia di Cuneo registra infatti il dato più elevato del Piemonte nel ciclo illegale del cemento, con 77 reati, e anche nel settore dei rifiuti, con 140 reati censiti da Legambiente. Un dato particolarmente significativo se rapportato al quadro regionale: in tutto il Piemonte sono stati 607 i reati accertati nel ciclo dei rifiuti durante il 2025. Le cifre descrivono gli illeciti rilevati nell’attività di controllo e non equivalgono, naturalmente, a un conteggio di condanne definitive. Una distinzione necessaria quando si utilizzano statistiche provenienti dall’attività delle forze dell’ordine.
Tredicimila controlli dei Forestali nella Granda
Alla fotografia fornita da Ecomafia 2026 si affianca il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025 dai Carabinieri Forestali della provincia di Cuneo. Sono stati effettuati 13.200 controlli, con verifiche che hanno interessato numerosi ambiti: tutela del paesaggio e dei corsi d’acqua, gestione dei rifiuti, utilizzazioni forestali, incendi boschivi, bracconaggio, protezione della flora, benessere animale e contrasto alle frodi nel settore agroalimentare. Il rendiconto dell’attività riporta inoltre 673 illeciti amministrativi contestati, con sanzioni per un importo complessivo di 945.745 euro. Si tratta di dati che non possono essere sommati a quelli contenuti nel rapporto Ecomafia, perché derivano da rilevazioni con criteri e perimetri differenti. Offrono però un’ulteriore indicazione sulla dimensione dell’attività di vigilanza ambientale svolta nel territorio provinciale.
Alba, l’indagine nell’area del Tanaro
Tra le vicende che hanno interessato il territorio nel periodo considerato c’è l’indagine nell’area del campo Pinot Gallizio di Alba, lungo il Tanaro. Nel giugno 2025 un’operazione dei Carabinieri aveva portato a 21 persone indagate. Le ipotesi formulate dagli inquirenti riguardavano, a vario titolo, una discarica abusiva, la gestione, il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti e il deturpamento di bellezze naturali in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Durante l’operazione erano stati sequestrati rifiuti e materiale ferroso e 13 mezzi utilizzati per il trasporto. L’attività investigativa aveva preso le mosse anche da precedenti accertamenti nell’area. La vicenda ha registrato un nuovo sviluppo il 1° ottobre 2026, quando circa quaranta Carabinieri sono nuovamente intervenuti nella zona del campo Pinot Gallizio.










