Confagricoltura Cuneo: «Nocciole e vino tra calo delle rese e mercato complicato»

L’organizzazione agricola chiede interventi urgenti per due filiere centrali nell’economia di Langhe e Roero Noccioleti e vigneti sono alle prese con una fase difficile. Per la corilicoltura si registrano calo delle rese e prezzi in diminuzione, mentre il comparto vitivinicolo continua a fare i conti con un mercato complicato. Intanto, per le aziende aumentano i costi di produzione. Un quadro che preoccupa Confagricoltura Cuneo, che chiede interventi urgenti a sostegno delle imprese. «Parliamo di comparti che da anni garantiscono sviluppo, occupazione e solidità all’economia locale e che oggi si trovano ad affrontare una fase molto complessa, tra difficoltà produttive, aumento dei costi e prospettive di mercato incerte», afferma il direttore provinciale Roberto Abellonio. Da qui la richiesta di misure per sostenere aziende che negli ultimi anni hanno investito nell’ammodernamento delle strutture e nelle tecniche di produzione. Il problema riguarda in particolare le imprese che si occupano esclusivamente della coltivazione e non possono contare sui margini aggiuntivi della trasformazione e della vendita diretta. A pesare sono soprattutto i rincari dei fattori produttivi. Secondo il monitoraggio Teseo per Clal.it, il gasolio agricolo registra un aumento del 43,1 per cento rispetto a un anno fa, mentre il prezzo dell’urea, tra i fertilizzanti più utilizzati, è salito del 36,2 per cento. Confagricoltura sottolinea inoltre che, al momento, i comparti corilicolo e vitivinicolo non rientrano tra quelli interessati dal contributo straordinario del Ministero dell’Agricoltura destinato alle imprese agricole penalizzate dall’aumento dei costi dei fertilizzanti. A questi aumenti si aggiunge il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai agricoli, che prevede un incremento complessivo delle retribuzioni del 5,1 per cento nel biennio 2026-2027. Per le aziende significa un ulteriore aumento dei costi. «Negli ultimi anni molti giovani imprenditori hanno scelto di insediarsi in agricoltura, investendo nella coltivazione dei vigneti e dei noccioleti e credendo nelle prospettive di queste filiere», sottolinea Alessandro Bottallo, responsabile di Confagricoltura zona di Alba. Oggi, prosegue, questi imprenditori si trovano invece davanti a costi crescenti e ricavi sempre più difficili da prevedere. La preoccupazione riguarda anche la tenuta del territorio. «È necessario intervenire per garantire condizioni di sostenibilità economica alle aziende e non disperdere il patrimonio imprenditoriale costruito nel tempo», aggiunge Bottallo, richiamando il valore delle Langhe e del Roero, territori riconosciuti dall’Unesco. Sul tema interviene anche il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia. «Non possiamo ignorare le difficoltà di settori che rappresentano un elemento identitario ed economico specifico del territorio di Langhe e Roero», afferma. L’organizzazione chiede in particolare l’estensione del credito d’imposta sul gasolio agricolo, così da attenuare almeno in parte l’impatto dei rincari energetici. Confagricoltura Cuneo annuncia infine che le proprie Sezioni di prodotto stanno preparando una serie di proposte da sottoporre alle istituzioni. L’obiettivo dichiarato è intervenire sulle difficoltà immediate senza perdere di vista la sostenibilità economica futura di due filiere che, oltre alla produzione agricola, contribuiscono in modo significativo all’economia e al paesaggio di Langhe e Roero.










