Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Cuneese

Caro carburanti, Confartigianato Cuneo: «Basta misure a singhiozzo»

Le imprese artigiane e gli autotrasportatori non possono più fare i conti con rincari e agevolazioni che cambiano ogni pochi giorni. È il grido d’allarme di Confartigianato Imprese Cuneo, che chiede al Governo interventi strutturali sul costo dei carburanti, insieme a misure mirate per le famiglie più esposte agli aumenti. Il nuovo provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre, con la proroga della riduzione delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre, offre un sollievo soltanto temporaneo. Lo sconto, considerando anche l’effetto dell’Iva, sarà di 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre, per poi scendere a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Il decreto prevede inoltre 21,2 milioni di euro per estendere a ottobre il credito d’imposta destinato agli autotrasportatori. Per l’associazione cuneese si tratta di interventi utili nell’immediato, ma insufficienti per affrontare una situazione che pesa sulla capacità delle imprese di programmare costi, tariffe e investimenti. Al caro carburanti si sommano infatti gli aumenti delle materie prime, l’instabilità dei costi energetici e le difficoltà di accesso al credito. Secondo i dati citati da Confartigianato, negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso circa 434 mila artigiani, pari al 25,1% del totale delle imprese. Per non trasferire integralmente gli aumenti sui clienti e non perdere ulteriore domanda, molte attività hanno assorbito i maggiori costi, comprimendo i propri margini. Una situazione particolarmente delicata riguarda l’autotrasporto. Le aziende devono affrontare l'aumento dei costi operativi, i rapporti con la committenza e margini ridotti, mentre la volatilità dei prezzi del carburante rende difficile pianificare l'attività nel medio periodo. Se prima della crisi il carburante rappresentava mediamente il 20% dei costi aziendali, oggi la sua incidenza può arrivare attorno al 30%, seconda soltanto al costo del personale. «Non è possibile governare un problema strutturale attraverso proroghe di una settimana o di quindici giorni», afferma Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Imprese Cuneo. «Un autotrasportatore deve poter stabilire il costo di un servizio, concordare una tariffa con il cliente, programmare un investimento. Non può farlo se una delle sue principali voci di costo cambia continuamente».

L'associazione richiama anche le stime dell'Ufficio studi della Cgia, secondo cui nel 2026 l'aumento dei costi dei carburanti determinerebbe a livello nazionale un aggravio di circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, pari al 20,4% in più. Per imprese e famiglie, la stima dei maggiori costi di benzina e gasolio raggiunge invece 807 milioni di euro, con un incremento del 19,7%. La richiesta di un sostegno stabile Confartigianato Cuneo ritiene che il riconoscimento della specificità dell'autotrasporto, confermato dall'estensione a ottobre del credito d'imposta, debba rappresentare il punto di partenza per una politica più stabile. La proposta è quella di introdurre un trattamento agevolato specifico sul carburante per la categoria, prendendo a riferimento meccanismi già previsti per comparti particolarmente esposti ai costi energetici, come l'agricoltura. L'associazione torna inoltre a chiedere una revisione del meccanismo dell'Iva sulle accise, che porta l'imposta ad applicarsi anche sulla componente fiscale del prezzo del carburante. «Per un'impresa di autotrasporto il gasolio non è una spesa accessoria: è una materia prima indispensabile per svolgere il proprio lavoro», sottolinea Claudio Berardo, rappresentante provinciale degli Autotrasportatori di Confartigianato Cuneo. «Continuiamo a ritenere necessario uno strumento specifico e stabile per la categoria, invece di dover attendere di volta in volta la prossima misura emergenziale».

Diversa, secondo l'associazione, dovrebbe essere la risposta per le famiglie. Al posto di una riduzione generalizzata del prezzo alla pompa, viene proposto un «Credito Mobilità Rimborsabile», uno strumento temporaneo rivolto soprattutto ai nuclei con redditi più bassi, ai pendolari e a chi vive in aree dove il trasporto pubblico non rappresenta un'alternativa concreta all'automobile. «Per le famiglie è essenziale proteggere maggiormente chi è realmente esposto agli aumenti. Per l'autotrasporto occorre riconoscere che il carburante è un fattore produttivo e costruire finalmente una risposta specifica», conclude Balestra. «Continuare con interventi validi per pochi giorni può attenuare l'emergenza, ma non consente alle imprese di uscirne».