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title: 'RSA, il problema adesso si chiama personale'
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Dalle case di riposo del Monregalese la conferma: aumentano le richieste di assistenza, ma reperire personale qualificato diventa sempre più difficile. Le liste d’attesa e le convenzioni raccontano una parte del problema. L’altra riguarda chi, ogni giorno, deve garantire l’assistenza agli anziani. «La difficoltà nel reperire infermieri e operatori socio-sanitari è ormai evidente, soprattutto nelle aree periferiche e montane. Per assicurare la continuità dei servizi molte RSA devono ricorrere a forme organizzative aggiuntive e a professionisti esterni. Sono strumenti spesso indispensabili, ma incidono ulteriormente sui costi di gestione». La riflessione di Nadia Toselli, vicepresidente dell’Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità, trova conferma nelle testimonianze raccolte tra alcune strutture del Monregalese. A Farigliano, dove la casa di riposo è di proprietà comunale, il sindaco Ivano Airaldi individua proprio nel personale la criticità principale. «La richiesta c’è e le liste d’attesa non mancano. Ma oggi il vero problema è trovare gli operatori. Se anche domani avessimo la possibilità di aumentare i posti, dovremmo comunque trovare il personale necessario per assistere gli ospiti. È una difficoltà che riguarda un po’ tutto il territorio». Secondo Airaldi, il tema va affrontato in modo strutturale. «Occorre rendere queste professioni più attrattive e creare condizioni che permettano alle strutture di reperire personale con maggiore facilità. Altrimenti il rischio è che aumentino i bisogni senza che il sistema riesca a crescere». A Garessio, la presidente dell’Opera Pia Garelli, Viola Balbo, descrive una situazione altrettanto complessa. «Le domande sono tantissime e i posti letto sono quasi sempre esauriti. Per chi ha un’urgenza è davvero difficile trovare una sistemazione in zona e in tempi brevi». Accanto alla pressione della domanda, Baldo evidenzia un altro elemento. «Per quanto riguarda le convenzioni il trend è in serio calo. Nell’ultima decina d’anni, per la nostra struttura, i posti convenzionati si sono praticamente dimezzati». Un dato che, osserva, modifica anche l’equilibrio economico delle famiglie costrette a ricorrere all’ingresso come privati in attesa dello scorrimento delle graduatorie. Anche da Vicoforte arriva una fotografia simile. La struttura, presieduta dal sindaco Gian Pietro Gasco, dispone complessivamente di 72 posti, dei quali 30 in RSA e 42 in RA. I posti convenzionati sono sei. «Le liste d’attesa ci sono sia per la RSA sia per la RA», spiega Gasco. «Dipende dai periodi, ma la domanda rimane elevata». Sul fronte del personale, la criticità riguarda soprattutto gli infermieri. «Come operatori socio-sanitari riusciamo a garantire la copertura, anche se non è semplice. La difficoltà vera oggi è trovare infermieri. Attualmente ne abbiamo due, ma ne servirebbe almeno un altro e lo stiamo cercando da tempo». Da un lato aumentano gli anziani che necessitano di assistenza residenziale. Dall’altro le strutture devono confrontarsi con una crescente difficoltà nel reperire personale sanitario qualificato e con un numero di convenzioni che, secondo diversi gestori, non cresce allo stesso ritmo dei bisogni. È lo stesso quadro delineato da Toselli. «La non autosufficienza sarà una delle principali sfide dei prossimi anni. Per questo non basta discutere di liste d’attesa. Servono risorse, personale, programmazione e modelli organizzativi capaci di rispondere alle esigenze dei diversi territori».

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Scritto da zaira

Categoria: [Monregalese](https://provinciagranda.it/zone/monregalese)

Pubblicato: 24 Luglio 2026

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