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title: 'Magliano Alpi, la discarica può durare altri 25 anni'
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La discarica di Magliano Alpi potrebbe continuare a operare per almeno altri venticinque anni. È la prospettiva illustrata da SMA ai sindaci degli oltre ottanta Comuni soci nel corso dell’assemblea chiamata ad approvare il bilancio 2025. Il progetto di ampliamento è attualmente in fase di valutazione da parte della Provincia e, secondo quanto riferito dal presidente Marco Odenato, rappresenta il punto centrale della programmazione futura del polo rifiuti del Monregalese. Il bilancio 2025 è stato descritto come il primo di due anni di transizione verso la piena operatività di SMA nella gestione degli impianti. Nel 2025, infatti, la gestione operativa è rimasta ancora affidata a Iren, in forza della proroga della concessione fino al 31 dicembre. La concessione, iniziata nel 2004, è stata chiusa attraverso un accordo contrattuale con il quale sono state regolate le partite ancora aperte, dagli investimenti sugli impianti alle manutenzioni straordinarie. Odenato ha parlato di un anno «bello complicato» dal punto di vista gestionale, segnato dalla trattativa con Iren e dalla necessità di preparare il passaggio alla gestione diretta. Tra i nodi affrontati, anche il completamento di alcune opere sulla discarica e gli interventi necessari a consegnare alla società un polo funzionante. Il progetto più rilevante resta l’ampliamento della discarica. La società conta di avere una risposta definitiva entro il 2026. L’intervento, se autorizzato, allungherebbe la vita dell’impianto di almeno venticinque anni. «La discarica sì, senza la discarica noi non arriviamo a poter coltivare l’attività di lavorazione», ha detto il presidente, distinguendo questo intervento dagli altri investimenti, definiti non indispensabili ma utili all’efficientamento del sistema. Il valore indicativo dell’ampliamento è stato quantificato in circa 11 milioni di euro. Un altro tema centrale è il percolato, il liquido prodotto dalla discarica. Il costo di smaltimento, ha spiegato Odenato, è aumentato molto negli ultimi anni. Nell’accordo con Iren è stata definita una soglia: fino a 7 mila tonnellate il costo è rimasto compreso nel canone, mentre le quantità eccedenti sono rimaste a carico di SMA. Nel bilancio è stata indicata una voce di circa 418 mila euro legata ai maggiori costi di smaltimento. Per questo la società sta valutando un impianto per il trattamento diretto del percolato, con l’obiettivo di ridurre il ricorso a impianti esterni. Secondo quanto riferito in assemblea, le difficoltà sono legate anche alle norme regionali e alla riduzione dei soggetti disponibili a ricevere il materiale, con conseguente aumento dei prezzi. L’assemblea ha affrontato anche l’aggiornamento del fondo per la gestione post-operativa della discarica. Una nuova perizia ha portato l’accantonamento da circa 5 milioni a quasi 8 milioni di euro. L’aumento è stato spiegato con la revisione dei volumi e con l’adeguamento dei costi all’inflazione. In caso di ampliamento, il fondo dovrà essere nuovamente rideterminato, ma gli accantonamenti potranno essere distribuiti su un periodo più lungo. Nella programmazione illustrata ai soci rientra anche un impianto fotovoltaico sui capannoni del sito. Odenato ha parlato di un impianto da circa un megawatt, con un costo stimato di circa 600 mila euro, in grado di incidere sulla spesa energetica, indicata in circa 400 mila euro l’anno. Un’altra linea di sviluppo riguarda la plastica: nell’ambito della specializzazione degli impianti pubblici provinciali, SMA intende valutare un investimento sulla linea di trattamento, con un ordine di grandezza indicato tra 2 e 3 milioni di euro. Il bilancio 2025 è stato approvato all’unanimità dei presenti. La relazione tecnica ha descritto una gestione complessivamente equilibrata, nonostante l’aumento di alcune voci di costo e gli interventi collegati alla transizione verso la gestione diretta. È stato ribadito che le tariffe applicate ai Comuni sono rimaste sostanzialmente invariate. Il bilancio preventivo 2026 non è stato invece portato in approvazione. Odenato ha spiegato che serve un ulteriore approfondimento sul nuovo modello tariffario, legato al passaggio alla gestione diretta. Ha però rassicurato i Comuni soci: «I costi sono in linea con quelli del 2025, quindi non ci saranno maggiorazioni» sulla richiesta complessiva, salvo variazioni legate alle quantità di rifiuti prodotte dai singoli Comuni.

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Scritto da zaira

Categoria: [Monregalese](https://provinciagranda.it/zone/monregalese)

Pubblicato: 01 Luglio 2026

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