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title: 'Export in frenata, ma cresce il saldo commerciale della Granda'
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I numeri del commercio estero della Granda raccontano una fase di rallentamento per una parte importante della manifattura provinciale. Una fotografia che interessa anche il Monregalese, dove meccanica, lavorazione del legno e trasformazione delle materie plastiche rappresentano da anni alcune delle principali specializzazioni produttive. Il commercio estero della provincia di Cuneo apre il 2026 con un andamento dai contorni contrastanti. Da un lato rallentano sia le esportazioni sia le importazioni, dall’altro migliora il saldo della bilancia commerciale, che raggiunge quota 1,3 miliardi di euro. Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni cuneesi hanno raggiunto un valore di 2 miliardi e 578 milioni di euro, registrando una flessione del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che si distingue dal contesto regionale e nazionale: nello stesso periodo, infatti, l’export piemontese è cresciuto del 2,8% e quello italiano dell’1,4%.

Nonostante il rallentamento, la provincia continua a rappresentare una componente fondamentale dell’economia regionale, contribuendo per il 16,5% alle esportazioni del Piemonte e per l’1,4% a quelle dell’intero Paese. Anche sul fronte degli acquisti dall’estero il segno è negativo. Le importazioni si sono fermate poco sotto 1,3 miliardi di euro, con una contrazione del 15,7% rispetto all’anno precedente. Una diminuzione molto più marcata rispetto a quella registrata in Piemonte (-1,9%) e in Italia (-0,2%).

Proprio il forte ridimensionamento delle importazioni ha però contribuito a rafforzare il saldo commerciale della provincia. Con esportazioni in calo ma importazioni diminuite in misura ancora maggiore, il surplus è cresciuto del 9% rispetto al 2025, attestandosi a circa 1,3 miliardi di euro. A livello nazionale, il primo trimestre è stato sostenuto soprattutto dal Centro Italia (+13,8%) e dal Sud (+7,1%), mentre il Nord-Ovest ha mostrato una crescita più contenuta (+1,3%). In flessione il Nord-Est (-2,4%) e le Isole (-19%).

Entrando nel dettaglio dell’economia cuneese, emerge come il rallentamento sia legato soprattutto alla manifattura, che da sola genera il 94,3% delle esportazioni provinciali e che nei primi tre mesi dell’anno ha registrato un calo del 6%. In controtendenza il comparto agricolo, forestale e della pesca, che rappresenta il 5% dell’export provinciale e cresce del 21,4%, mentre le attività estrattive, pur incidendo appena per lo 0,1%, segnano un incremento del 3,4%.

Tra i settori manifatturieri continua a dominare l’industria alimentare, che vale il 40,7% delle esportazioni del comparto. Anche questo settore, tuttavia, evidenzia una lieve flessione dello 0,8%. L’unico comparto industriale in crescita è quello dei macchinari e delle apparecchiature, che registra un aumento dell’1,5%. Un dato che rappresenta un segnale positivo in un contesto generalmente più debole. Più difficile, invece, la situazione per altri comparti importanti del tessuto produttivo provinciale. Gli articoli in gomma e materie plastiche accusano una pesante flessione del 31,7%, la chimica e farmaceutica arretrano del 15,4%, i metalli di base del 9,5%, il tessile e abbigliamento dell’8%, mentre il settore del legno registra un calo del 7,7%. In diminuzione anche apparecchi elettrici, elettronici e ottici (-4,3%).

Sul piano geografico, l’Unione Europea resta il principale mercato di riferimento per le imprese cuneesi, assorbendo il 63,3% delle esportazioni complessive. Anche qui, però, si registra una contrazione del 4,5% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. La Francia si conferma il primo partner commerciale con una quota del 17,3%, seguita dalla Germania con il 14,1%. Entrambi i mercati risultano però in calo rispettivamente del 3% e del 4,2%. Più marcata la diminuzione delle vendite verso la Spagna (-13,7%), mentre la Polonia limita le perdite al -1,9%. Tra i Paesi europei spicca invece la Grecia, che cresce del 16,6%, pur rappresentando ancora una quota contenuta dell’export provinciale. Fuori dall’Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito rimangono i principali sbocchi commerciali. I dati mostrano però andamenti molto diversi: gli Usa registrano una contrazione del 20,5%, mentre il mercato britannico cresce del 10,8%. Segnali positivi arrivano anche da Svizzera (+22,3%) e Canada (+14,2%), mentre il Giappone mette a segno il risultato più sorprendente con un incremento dell’81,7%, pur incidendo ancora soltanto per l’1,2% sul totale delle esportazioni. Di segno opposto, invece, l’andamento di alcuni mercati extraeuropei strategici, con forti riduzioni delle vendite verso Cina (-27%), Arabia Saudita (-21,7%), Federazione Russa (-19,8%) e Messico (-19%).

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Scritto da zaira

Categoria: [Monregalese](https://provinciagranda.it/zone/monregalese)

Pubblicato: 15 Giugno 2026

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