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title: "Sixties Graffiti, il rock di casa da quarant'anni"
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**La prima volta fu il 2 agosto 1986, alla Cascina di San Michele. Davanti c’erano oltre mille persone e sul palco, come ospite, salì anche la cantante jazz monregalese Francesca Oliveri.** Nessuno, quella sera d’estate, poteva sapere che quel debutto sarebbe diventato il primo capitolo di una storia lunga quarant’anni.L’ultimo è invece già scritto sul calendario: **giovedì 3 settembre, alle 20.45, in piazza Maggiore**. I Sixties Graffiti hanno scelto Mondovì per il loro “gran finale”, un concerto a ingresso gratuito inserito nella rassegna MoVì con il quale saluteranno il pubblico dopo quattro decenni di musica.In mezzo ci sono centinaia di serate, musicisti entrati e usciti dalla formazione, locali, teatri e piazze. Ma soprattutto c’è una band diventata una delle presenze più longeve della musica dal vivo monregalese. I Sixties Graffiti nascono dalle esperienze di musicisti provenienti dai gruppi che avevano animato la scena rock locale degli anni Sessanta e Settanta, tra cui i **Prima Pagina**. Tra i fondatori c’è **Attilio Ferrua**, chitarra e voce, mentre **Marco Golinelli**, anche lui chitarrista e cantante, è un altro dei volti storici della formazione. La loro carta d’identità musicale è scritta già nel nome, ma non si ferma agli anni Sessanta. **Beatles, Rolling Stones e Creedence Clearwater Revival** sul versante internazionale; **Lucio Battisti, Lucio Dalla, New Trolls e PFM** su quello italiano sono alcuni dei riferimenti di un repertorio che negli anni si è allargato fino ai successi dei decenni successivi. E i Sixties non sono mai stati un corpo estraneo alla scena musicale della città. Ferrua e Golinelli hanno condiviso l’esperienza dell’**Akoostic Trio**, Ferrua e Sandro Lavagna quella dei **B. &amp; S.**; Gino Botto e Alberto Bracco hanno militato nei **Mercenari**, mentre Bracco e Gianfranco Bruno hanno suonato anche negli **Ear 4 Music**. Quattro decenni di Sixties finiscono così per incrociare molte altre storie della musica monregalese. Nel gruppo sono passati negli anni numerosi musicisti. Quando nel 2016 arrivò il momento di festeggiare il trentennale, accanto a Ferrua e Golinelli c’erano **Gianfranco Bruno** al basso, **Alberto Bracco** alla batteria e voce, **Sandro Lavagna** alle tastiere, **Gino Botto** alle tastiere e voce e **Corrado Leone**, polistrumentista tra tastiere, fiati, percussioni e fisarmonica. Quella sera, l’**8 luglio 2016**, piazza Maggiore si trasformò anche nel luogo della memoria del gruppo. Tornarono sul palco **Ermano Dardanelli** al sax, **Rosangela Borghese, Ferdinando Canavero, Tommaso Iannelli, Mauro Tomatis e Simona Demaria** alle voci, **Renzo Coniglio e Gianni Scarpace** alla batteria. Ad aprire furono i Castadiva. Dieci anni prima, invece, il ventennale era stato celebrato al **Christ** con una serata organizzata dal Lions Club. Ma la continuità dei Sixties Graffiti non si misura soltanto negli anniversari. Una parte consistente della loro attività è stata legata alla **solidarietà**. Nel 2014 un concerto al Baretti contribuì alla nascita dello sportello della Croce Rossa “L’Orecchio di Venere”, dedicato alle vittime di violenza. Nel 2016 la band suonò per Autismo Help Cuneo e nel 2017 partecipò alla raccolta fondi per dotare Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Mondovì di una vasca per il travaglio e il parto in acqua. Una tradizione continuata fino agli ultimi anni. Nel maggio 2024 un concerto organizzato dall’Inner Wheel sostenne un progetto di pet therapy nelle Rsa monregalesi; nell’ottobre successivo i musicisti si esibirono gratuitamente per una raccolta fondi destinata alla **Rsa Sacra Famiglia**. Nel maggio 2025 il Baretti registrò il tutto esaurito per una nuova serata benefica: i Sixties rinunciarono al compenso e l’intero incasso fu destinato alla Croce Rossa per contribuire all’acquisto di un mezzo per il trasporto degli infermi. Nel luglio dello stesso anno arrivò anche il concerto di Niella Tanaro per il restauro della Confraternita di Sant’Antonio. La formazione, intanto, ha continuato a evolversi. Nel maggio 2024 risultavano sul palco Ferrua, Golinelli, Botto, Corrado Leone, Lavagna e Bruno insieme a **Renzo Coniglio e Lorella Leone**. Il nome dei Sixties è rimasto mentre intorno cambiavano interpreti e generazioni. Persino in famiglia. Il nipote di Ferrua, **Riccardo Mercenati**, giovane musicista, raccontava nel 2025 di essere cresciuto ascoltando Battisti, Battiato e «nonno»: i cd dei Sixties Graffiti facevano parte della musica della sua infanzia. Un piccolo passaggio di testimone per una band che nel frattempo aveva già superato abbondantemente i trent’anni. E proprio sulla propria longevità i Sixties avevano scherzato pubblicamente nel luglio del 2023. Durante i “Doi Pass per Mondvì” fecero i conti dal palco: **37 anni di attività**. «Facciamo conto di arrivare a 40 poi penseremo alla Casa di riposo». La battuta aveva fissato inconsapevolmente una scadenza. I quaranta sono arrivati e il **3 settembre** piazza Maggiore ospiterà il concerto conclusivo, nello stesso luogo dove dieci anni fa il gruppo aveva celebrato il trentennale. «Non sarà soltanto uno spettacolo – spiegano i Sixties Graffiti – ma il modo più bello per ringraziare tutte le persone che ci hanno seguito, ascoltato e sostenuto in questi quarant’anni». **Dalla Cascina di San Michele a piazza Maggiore sono passati quarant’anni. Questa volta, dopo l’ultimo pezzo, non ci sarà un altro anniversario da preparare.**

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Scritto da zaira

Categoria: [Mondovì](https://provinciagranda.it/zone/mondovi)

Pubblicato: 20 Agosto 2026

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