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title: "Liste d'attesa in Rsa: una stufa può fare la differenza"
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Una stufa a legna può contare nella strada che porta un anziano non autosufficiente verso un progetto di assistenza residenziale. Non è una battuta e nemmeno un paradosso inventato per fare titolo. È uno degli elementi presenti nella Cartella geriatrica utilizzata dalle Unità di Valutazione Geriatrica del Piemonte. Alla voce «riscaldamento», nella sezione dedicata alle condizioni abitative, un impianto autonomo o centralizzato vale zero, una stufa a gas uno, una a cherosene o legna due. Non sono punti trasferiti automaticamente nella graduatoria: concorrono, insieme agli altri parametri dell’abitazione, alla determinazione della componente sociale della valutazione. La stufa resta il particolare più curioso di un meccanismo complesso. Per il Monregalese il dato che pesa davvero è un altro: alla fine del 2025 nell’Asl CN1 risultavano 1.408 anziani classificati come «differibili» in attesa di un progetto residenziale definitivo. Nel febbraio dello stesso anno erano 526. In dieci mesi l’aumento è stato di 882 persone, pari al 168 per cento. Al 31 dicembre 2025 gli anziani in attesa di residenzialità definitiva nella CN1 erano complessivamente 1.733: 30 urgenti, 295 non urgenti e 1.408 differibili. Oltre otto su dieci, l’81,2 per cento, appartenevano dunque a quest’ultima categoria. La disciplina regionale definisce differibili le situazioni caratterizzate da una «parziale perdita di autonomia nella gestione delle attività della vita quotidiana con presenza di supporto parentale e/o amicale». Cambiano soprattutto i tempi. Per gli urgenti è prevista una risposta entro 90 giorni dalla valutazione, per i non urgenti entro un anno. I progetti classificati come differibili, invece, «non hanno un tempo di risposta», ma devono essere monitorati periodicamente per verificare eventuali cambiamenti delle condizioni e la necessità di una nuova valutazione. Questo non equivale alla negazione della prestazione e non consente di concludere che i 1.408 casi abbiano tutti la stessa gravità. Indica però la condizione nella quale si trovava, alla fine del 2025, oltre l’81 per cento degli anziani in attesa di un progetto residenziale definitivo nella CN1. La valutazione UVG non riguarda soltanto la malattia. Alla componente sanitaria si affianca quella sociale: condizioni dell’abitazione, barriere architettoniche, accessibilità dei servizi, situazione familiare e assistenziale. La scheda prende in esame anche le difficoltà del caregiver, fra grave affaticamento, problemi di salute, lontananza e impegni lavorativi. Proprio questo meccanismo viene contestato dalla Fondazione Promozione Sociale Onlus. Secondo la presidente Maria Grazia Breda, una rete familiare in grado di assistere il malato può produrre un punteggio sociale inferiore e incidere sulla priorità. I due piani vanno distinti: il peso delle condizioni familiari e abitative è documentato dagli atti regionali; l’utilizzo delle valutazioni per contenere la spesa è invece una tesi della Fondazione, non dimostrata dai dati disponibili. Anche il passaggio da 526 a 1.408 differibili documenta l’aumento, non la sua causa.

**Il peso della retta**

La classificazione si inserisce nel più ampio problema dell’accesso alla residenzialità convenzionata. I Livelli essenziali di assistenza nazionali prevedono, per i trattamenti residenziali di lungoassistenza alle persone non autosufficienti, previa valutazione multidimensionale e presa in carico, una quota pari al 50 per cento della tariffa giornaliera a carico del Servizio sanitario. Per un ricovero in regime interamente privato, invece, la famiglia sostiene la retta senza quella compartecipazione sanitaria. Non sappiamo quanti dei 1.408 differibili della CN1 siano già ricoverati privatamente, quanti vengano assistiti a domicilio né quanti appartengano specificamente al Monregalese. Trasformare quei 1.408 casi in altrettante famiglie costrette a pagare l’intera retta sarebbe quindi scorretto. La pressione riguarda l’intero Piemonte. Al 30 giugno 2026 risultavano 12.148 persone in attesa della quota sanitaria per la residenzialità, contro 11.616 al 31 dicembre 2025. In sei mesi la lista è cresciuta di 532 persone, il 4,6 per cento: un aumento netto pari, in media, a quasi tre persone al giorno.

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Scritto da zaira

Categoria: [Mondovì](https://provinciagranda.it/zone/mondovi)

Pubblicato: 16 Settembre 2026

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