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title: 'Intervista a Cirio: «Il nucleare di nuova generazione è pulito»'
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Dalla crisi internazionale al costo delle bollette, fino al confronto con la Francia e alla memoria storica del Piemonte nucleare. Alberto Cirio torna ad affrontare uno dei temi più divisivi della politica energetica italiana, rilanciando la necessità di una riflessione sul nucleare di nuova generazione. Un tema che in Italia resta inevitabilmente legato ai referendum del 1987, dopo Chernobyl, e del 2011, dopo Fukushima, che hanno fermato i programmi nucleari nazionali. Ma il Piemonte continua ad avere un rapporto diretto con questa storia: dalla centrale di Trino ai siti di stoccaggio, fino alla vicinanza con la Francia, che sull’energia atomica ha costruito una parte importante della propria competitività industriale. Oggi, secondo il presidente della Regione, il contesto è cambiato. E la questione energetica non può più essere affrontata solo in chiave ideologica.

**Presidente Cirio, perché ritiene che il tema del nucleare sia tornato centrale proprio in questa fase storica?**

«Quello energetico è un tema di cui oggi percepiamo l’urgenza più che in altre fasi storiche a causa delle dinamiche geopolitiche internazionali. Purtroppo, come è accaduto con il Covid, che ha spinto tutti noi ad aprire una riflessione vera sul sistema sanitario e su decenni di mancati investimenti, allo stesso modo oggi facciamo i conti con troppi anni nei quali di energia si è ragionato troppo poco.

La politica ha il dovere di programmare e investire in prospettiva, tenendo conto delle sensibilità e dei timori di tutti, ma guardando ai dati scientifici che ci dicono che oggi il nucleare di nuova generazione è dimostrato essere sicuro, efficace ed efficiente anche nel rispetto totale dell’ambiente».

**Molti cittadini però pensano a tempi molto lunghi, incompatibili con l’emergenza energetica attuale.**

«È vero che ci vorrà del tempo per la sua applicazione, ma è oggi che si deve avere il coraggio di prendere delle decisioni. Se oggi siamo in grado di contenere gli effetti della crisi in Medio Oriente, della chiusura del canale di Hormuz e anche della guerra tra Russia e Ucraina è perché più del 15% del gas che arriva nel nostro Paese passa attraverso il Tap.

Ma se anni fa il governo non avesse avuto il coraggio di aderire a quel progetto, oggi quell’infrastruttura non l’avremmo. E non fu facile: c’erano i comitati No Tap, le proteste, chi sosteneva che avremmo devastato l’ambiente. Oggi invece possiamo godere dei vantaggi di quell’opera e l’Italia è in grado, più di altri Paesi europei, di contenere gli effetti della crisi energetica».

**Secondo lei il dibattito sul nucleare oggi assomiglia a quello che accompagnò il Tap?**

«Non è più il nucleare degli anni Ottanta e Novanta. Oggi abbiamo il nucleare di nuova generazione, sicuro, pulito e di gran lunga più affidabile di tante altre fonti di energia.

E lo dico da presidente di una Regione che in passato ha vissuto sulla propria pelle i rischi legati alle tecnologie di quegli anni e che ancora ospita il più grande deposito di scorie nucleari in Italia».

**Nelle sue parole torna spesso il tema del rapporto con la Francia. Perchè**

«Il Piemonte è una regione al confine con un Paese che ha fatto dell’energia nucleare uno dei motori economici e dei fattori di competitività della propria industria. Noi siamo al paradosso di pagare l’energia molto di più di quanto non facciano i nostri vicini francesi, ma di condividere gli stessi rischi nel caso di incidenti, perché gli effetti ambientali non conoscono i confini politici. Questo vuol dire che condividiamo tutti i rischi del nucleare, se ancora ci sono, ma non ne condividiamo nessun beneficio. Ed è l’assurdità dell’assenza di politica energetica nel nostro Paese per troppi anni».

**Nel frattempo il Piemonte continua a investire anche sull’idroelettrico?**

«Noi abbiamo una tradizione energetica più legata all’idroelettrico ed è il motivo per cui ci siamo riappropriati delle concessioni idroelettriche della Regione. Abbiamo inserito nei capitolati la possibilità che la Regione possa tenere una quota di energia a prezzo calmierato da mettere a disposizione delle famiglie più fragili, delle aziende in crisi e per attrarre investimenti».

Dettagli

Scritto da zaira

Categoria: [Mondovì](https://provinciagranda.it/zone/mondovi)

Pubblicato: 20 Maggio 2026

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