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title: 'Cristina Odasso: «A Venezia otto minuti di applausi»'
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![](https://provinciagranda.it/images/francesco_segre.jpg)Foto di Francesco Segre

Otto minuti di applausi. Cristina Odasso aggiunge un prudente «mi sembra», ma ricorda con precisione ciò che ha visto tra il pubblico alla proiezione veneziana de *I figli della scimmia*: «Era scosso, emozionato». E forse è proprio questa la soddisfazione più grande per un film che ha scelto di fare a meno persino della musica, affidando alla recitazione la «nudità e la crudità dei sentimenti». L’attrice monregalese è alla Mostra del Cinema di Venezia con l’opera prima di Tommaso Landucci, in concorso nella sezione Orizzonti. Nel cast ci sono Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman e Luigi Diberti. Odasso interpreta la moglie del personaggio di Russo Alesi, una madre costruita «in sordina», attraverso un meticoloso lavoro di sottrazione. Venezia arriva dopo «tanta gavetta, tanti anni». Il percorso era cominciato a Mondovì con il laboratorio teatrale di Alice Filippi, prima della scuola dello Stabile a Torino e poi di Roma. Ma la distanza non ha reciso il legame con la città: qui vivono i suoi genitori e qui Odasso torna appena può. «Sono sempre con un piede a Mondovì e uno a Roma». E quando torna ritrova anche cose molto più quotidiane: Piazza, «stupenda», la tranquillità che le manca nella capitale, cappuccino e brioche al Comino. E soprattutto «i plin e gli agnolotti», che «rimangono nel mio cuore».

**Che cosa ha significato Venezia?**

«Un’emozione fortissima. Hai la sensazione di essere dentro una scelta voluta e quindi hai anche delle aspettative su quello che si è fatto e speri che il pubblico lo prenda in un certo modo. Orizzonti è una selezione molto attenzionata, un concorso molto particolare. È un buon fiore all’occhiello per i nuovi artisti, per il futuro dei nuovi registi. Molti dei grandi sono passati da Orizzonti».

**E l’accoglienza del pubblico?**

«Credo abbia colto l’emozione della storia. Alla fine era scosso, emozionato, c’erano delle lacrime. È un film toccante, ma anche crudo, senza orpelli. E non ha musica. La musica normalmente ti accompagna, aiuta tantissimo a entrare nell’emozione, la veicola. Tommaso Landucci ha voluto invece la nudità e la crudità dei sentimenti, quello che succedeva davvero in scena. Anche nella recitazione ci ha indirizzati a non ancorarci a manierismi, ma a vivere la scena con semplicità, con la verità della scena. È stato un lavoro minuzioso, meticoloso, alla ricerca dell’autenticità dei personaggi. Vederlo poi sul grande schermo è stato emozionante. È stato accolto molto bene: mi sembra otto minuti di applausi».

**Il suo personaggio?**

«È un personaggio in sordina, sul quale ho lavorato per sottrazione. È una mamma un po’ ansiogena. Io ho tre figli, quindi capisco l’ansia delle madri. Mi ha conquistata innanzitutto la sceneggiatura: ha vinto il Premio Solinas non a caso, è scritta con tanta grazia, con tanta delicatezza. Tutti i personaggi hanno una loro forma. Sul mio ho potuto fare un lavoro di cesello, meticoloso, completamente in sottrazione».

**Scamarcio e Russo Alesi: che incontri sono stati?**

«Riccardo lo conoscevo già da vent’anni, avevamo fatto anche *Manuale d’amore 2*. L’ho trovato molto bravo, un grande attore. Ha fatto un ruolo veramente a tutto tondo. Fisicamente è anche un po’ cambiato dal solito e dentro il personaggio ha messo delle cose stupende: ci ha fatto piangere. Oltre a essere una persona deliziosa, è simpaticissimo. Con Fausto avevo le mie scene ed è stato veramente importante per me lavorare con lui. Anche lui viene dal teatro e ho trovato estremamente interessante il lavoro che fa sul personaggio, la maniera serissima in cui vi si cala. È un grande talento italiano».

**E fuori dal set?**

«Grande serenità. A Venezia non vedevamo l’ora di mangiare le tartine quando arrivavano, avevamo fame! Credo sia stato anche molto merito del regista e della produzione, della scelta di un cast rilassato, che stesse bene anche fuori dal set. Con delle umanità tutto sommato semplici, a differenza di quello che si immagina della grande star».

**Dove comincia il suo percorso?**

«Avevo dodici o tredici anni e avevo visto *Fantaghirò*. Kim Rossi Stuart con Alessandra Martines mi aveva folgorata: avevo detto “No, io voglio fare quella roba lì”. Oggi, con il senno di poi, mi chiedo se fosse proprio il desiderio di fare l’attrice o quello di stare vicino a Kim! Poi ho fatto per diversi anni laboratorio teatrale con Alice Filippi a Mondovì. Mi sono trasferita a Torino per lo Stabile e poi, piano piano, sono arrivata a Roma. Tanta gavetta, tanti anni».

**Mondovì è ancora casa?**

«Assolutamente sì. Appena posso torno, perché ho i miei cari genitori a Mondovì. Sono sempre con un piede a Mondovì e un piede a Roma. Mi mancano mamma e papà, la loro casa e anche quella tranquillità che non ho a Roma. Mi piace tantissimo Piazza, è stupenda. E mi piace sedermi al bar Comino e prendere un cappuccino con una bella brioche. A Roma c’è il cornetto, che è buonissimo, però il Comino su questo va forte. E poi i plin: a me piacciono da morire. I plin e gli agnolotti rimangono nel mio cuore».

**Che cosa cerca oggi come attrice?**

«Il desiderio è fare progetti che possano lasciare un segno, portare un messaggio, far interrogare il pubblico. Questo è un film che parla di genitori, più che di figli, ma anche chi non è genitore è comunque stato figlio. Figli lo siamo tutti e quindi c’è sempre un punto in cui ci si può riconoscere. Indaga l’animo umano in tante sfaccettature. Amo però anche la commedia, follemente. Anche la commedia può portare un messaggio, può farti distogliere per un attimo dai problemi, dal dolore della quotidianità. Amo tutto, dal drammatico al comico: ritengo che un attore debba essere a 360 gradi. Vorrei avere sempre una sfida davanti». I figli della scimmia, opera prima di **Tommaso Landucci**, è scritto da Landucci e **Damiano Femfert** è Prodotto da Lungta Film, Lebowski e Mosaicon Film, con **James Ivory produttore esecutivo**, la partecipazione di HBO Max e la collaborazione di Rai Cinema. Distribuito da Medusa Film, sarà al cinema dal 17 settembre.

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Scritto da zaira

Categoria: [Mondovì](https://provinciagranda.it/zone/mondovi)

Pubblicato: 09 Settembre 2026

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