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title: 'Scavi nell’area del deposito di rifiuti, il Tar dà ragione al Comune di Clavesana'
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Nuovo capitolo nella lunga e ormai infinita vicenda del progetto di deposito di rifiuti, anche pericolosi, che la ditta Cement vuole realizzare nell’area artigianale di Clavesana. Il Tar del Piemonte, come si evince dalla sentenza datata 3 settembre 2026, ha giudicato legittimo l’intervento del Comune che, nel giugno 2024, aveva ordinato la sospensione dei lavori nell’area.

Ma quali erano i lavori finiti al centro del contenzioso? Durante un sopralluogo effettutato due anni fa il Comune aveva rilevato nell’area confinante con l’impianto già esistente della Cement, scavi e movimenti di terra per una lunghezza di circa 140 metri. Da qui, l’8 giugno 2024, l’ordinanza con cui il Comune aveva disposto la sospensione dei lavori. La Cement aveva impugnato il provvedimento chiedendone l’annullamento sostenendo che gli interventi fossero riconducibili alle opere già autorizzate per l’attività produttiva. In particolare, richiamava il permesso di costruire ottenuto per l’area dove si trova l’impianto di betonaggio e recupero dei rifiuti inerti già esistente, sostenendo che gli scavi contestati fossero collegati alle lavorazioni autorizzate. La Cement sosteneva inoltre che le opere potessero essere considerate attività di carattere geotecnico o comunque di limitata rilevanza edilizia e contestava la competenza del Comune a intervenire. Il Tar non ha annullato né confermato formalmente l’ordinanza del 2024: la domanda di annullamento è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, perché nel frattempo gli effetti della sospensione erano cessati. Ha comunque esaminato la legittimità dell’operato comunale ai fini della domanda di risarcimento presentata dalla Cement, escludendo che vi fosse stata un’azione illegittima da parte dell’amministrazione. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta e la società è stata condannata a pagare al Comune 3.000 euro di spese di giudizio.

La sentenza di giovedì si inserisce in una vicenda che dal 2023 vede contrapposti la Cement e il Comune. Dopo la terza Conferenza dei Servizi del novembre 2025, il procedimento era stato sospeso per consentire ulteriori approfondimenti, anche sulla situazione paesaggistica dell’area. Un percorso che aveva portato, il 14 maggio scorso, alla nuova ordinanza del Comune con cui è stata disposta la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi per opere ritenute eseguite in assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica. Ed è importante precisare che la sentenza del Tar appena arrivata non riguarda il ricorso presentato dalla Cement il 30 luglio contro quest’ultima ordinanza ma un procedimento precedente. La partita sul progetto del deposito resta quindi aperta.

Dettagli

Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 04 Settembre 2026

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