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title: 'Remo Schellino: «Racconto i miei anni ’80 tra discoteche e impegno»'
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![](https://provinciagranda.it/images/2026_07_29/Remo-Cesar-Palace.jpg)

Nel suo studio di frazione Naviante, a Farigliano, Remo Schellino prende in mano uno dopo l’altro alcuni oggetti: una musicassetta, un gettone telefonico, una Polaroid. Inoltre quello a cui il regista tiene di più: un biglietto ormai ingiallito di un concerto che Simon &amp; Garfunkel tennero a Nizza. «Ci arrivai in autostop nel 1983, dopo essere stato anche sulla tomba di Jim Morrison a Parigi. Quegli oggetti non sono semplici ricordi: sono il filo che mi accompagna nel racconto». È da quelle mani e da quella memoria che nasce “Tutto era turbo… o quasi, gli Anni ‘80”, il nuovo film documentario che debutterà il 15 agosto alle 21,15 nell’ambito della festa di San Rocco di Naviante.

**Molti si aspetteranno un documentario sulle discoteche degli anni Ottanta. Invece il suo film va oltre.**

«Le discoteche ci sono, perché ci andavo anch’io. Sono tornato dentro il Cesar Palace di Magliano Alpi, accompagnato da “Angelone”, il demolitore di Carrù, alla Göba di Niella Tanaro con mia consuocera, che quel locale lo frequentava da ragazza, e alla Baia Blanca di Levice. Ho voluto riportare quei testimoni nei luoghi che hanno vissuto quarant’anni fa. Ma non volevo fare un film nostalgico sulle discoteche. È un racconto molto personale, il racconto dei miei anni Ottanta. Per questo il titolo è Tutto era turbo… o quasi: c’era entusiasmo, voglia di vivere e spensieratezza, ma non era tutto così».

**Nel documentario ci sono, infatti, Goldrake e il Denim After Shave, ma anche le analisi di Alberto Fortis. Perché ha scelto di accostare mondi così diversi?**

«Perché gli anni Ottanta sono stati proprio questo. Il film si apre con il Ciao ripreso in soggettiva mentre impenna, quasi a trascinare subito lo spettatore dentro quel decennio, e si chiude con Rock’n’Roll Robot di Alberto Camerini. In mezzo ci sono gli oggetti, la musica, le pubblicità, ma anche le riflessioni di Teo Musso del Baladin di Piozzo. Mi è sempre piaciuto mettere insieme l’alto e il basso. Non volevo raccontare un decennio soltanto leggero o soltanto impegnato, perché la vita non funziona così».

**Accanto alla leggerezza trova spazio anche l’impegno sociale.**

«Era importante raccontare anche quello. Nel film ci sono le mie battaglie ambientaliste, ma anche Carlin Petrini che ripercorre la nascita dell’Associazione Arcigola, da cui sarebbe poi nata Slow Food, dopo lo scandalo del vino al metanolo. C’è Sergio Berardo dei Lou Dalfin che ricorda come la musica occitana abbia saputo rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Ho cercato di mostrare gli anni Ottanta nella loro interezza, con le contraddizioni, la creatività e la voglia di costruire qualcosa di nuovo».

**Che cosa spera che il pubblico porti a casa dopo la visione?**

«Mi piacerebbe che uscisse con la consapevolezza che gli anni Ottanta non sono stati soltanto consumismo o disimpegno. Sono stati anche relazioni, esperienze, creatività e scelte che hanno contribuito a costruire il presente. È un racconto soggettivo, il mio, ma credo che ognuno possa ritrovare almeno un pezzo della propria storia».

![Turbo 2](https://provinciagranda.it/images/2026_07_29/Turbo-2.jpg)

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 12 Agosto 2026

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