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title: 'Luciano Aimo va in pensione dalla Polizia Locale: «A Carrù la mia rinascita professionale»'
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Ci siamo conosciuti presumibilmente nel 2013, quando Aimo era assessore a Morozzo nella giunta di Peo Rossaro. Ci siamo ritrovati nel 2020, nel momento in cui è arrivato a Carrù per guidare la Polizia Locale. A 64 anni e dopo 34 anni nella pubblica amministrazione, sabato sarà il suo ultimo giorno di lavoro.

**Prima della divisa, c’era il negozio di famiglia.**

«Sono cresciuto nell’alimentari dei miei genitori a Morozzo. Si lavorava dalla mattina alla sera e anch’io davo una mano. Dopo il diploma e il servizio militare ho venduto auto da Marco Botto, a Mondovì. Poi sono tornato in famiglia e ho aperto con mia sorella l’Emporio Qualità, un negozio attento ai prodotti. Il nome esiste ancora».

**Perché ha scelto di cambiare lavoro?**

«Nel 1992 continuare sarebbe stato difficile. Ho vinto il concorso da agente di Polizia Locale a Morozzo. All’inizio era strano: tutti mi conoscevano come il verduriere, non con la divisa. Nel 1998 sono diventato comandante a Beinette».

**A Beinette si è occupato anche di Commercio e Suap.**

«Ho seguito la parte amministrativa delle attività produttive e, per otto anni, ho lavorato anche in convenzione con Peveragno, dividendomi tra i due Comuni. Poi, per esigenze familiari, ho ridimensionato l’incarico e ripensato al mio percorso».

**A Morozzo ha vissuto dieci anni da amministratore.**

«Dal 2010 ho fatto cinque anni da assessore con Peo Rossaro e cinque da consigliere con Mauro Fissore, sempre in maggioranza. Peo era stato il mio segretario comunale a Beinette: ci conoscevamo già ed è nata una bella amicizia. È stata un’esperienza intensa, che mi ha permesso di vedere il Comune anche dall’altra parte, non soltanto da dipendente».

**Nel 2020 è arrivata Carrù. Che cosa ha rappresentato?**

«Una rinascita professionale. Ho trovato nel sindaco Nicola Schellino e nell’amministrazione fiducia, stima e collaborazione. Lavorare in sintonia, condividendo una visione, mi ha permesso di svolgere il mio ruolo nelle condizioni migliori».

**Che cosa ricorderà di questi anni?**

«Sono arrivato durante il Covid, quando tutto era fermo. Poi Carrù si è risvegliata e le manifestazioni sono cresciute. Il paese ha un tessuto commerciale, artigianale e industriale importante e il lavoro sul Suap è stato intenso. Mi porto via un bellissimo ricordo dei colleghi, degli amministratori e delle persone incontrate».

**Che cosa farà adesso?**

«Mi dispiace fermarmi, perché a Carrù sono stato bene, ma sono sereno: dopo 34 anni è giusto fermarsi. Vorrei viaggiare e dedicarmi alle mie passioni, come la fotografia. Poi vedremo. Ho sempre pensato che siamo tutti necessari, ma nessuno è indispensabile: è giusto lasciare spazio agli altri».

Dettagli

Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 16 Ottobre 2026

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