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title: '«Giacenze di vino in crescita, ma bisogna difendere la qualità»'
description: 'Reazioni Langa monregalese allarme giacenze vino giugno 2026'
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Proprio in questi giorni Coldiretti Cuneo ha rilanciato la richiesta di interventi urgenti per il comparto del vino, a partire dal declassamento delle partite di vino da Doc e Docg e da misure di compensazione economica per alleggerire le eccedenze. Nelle nostre zone, però, la lettura delle giacenze pare più sfumata. I dati del comparto mostrano un andamento sostanzialmente in linea con il 2025, senza picchi anomali sulle giacenze. Un quadro che trova riscontro nelle parole di Nicola Chionetti, produttore di Dogliani e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. «Il 2026 - spiega - rappresenta un secondo anno di difficoltà, ma i numeri sulle giacenze non indicano una situazione peggiore del 2024. Siamo sostanzialmente in linea con il 2025. Le giacenze del Dogliani, per esempio, sono leggermente più alte di un anno fa ma bisogna considerare che la vendemmia 2025 è stata più abbondante rispetto a quella del 2024, che era stata scarsa. Non c’è un’esplosione delle cantine come si potrebbe pensare. Il punto vero è un altro: il mercato continua a vendere, ma con una flessione dei prezzi che è ormai evidente». Chionetti sottolinea anche la necessità di leggere i dati con cautela. «La situazione è complessa e in evoluzione. Non possiamo essere né troppo pessimisti né troppo ottimisti. Il Dogliani, inoltre, ha dinamiche particolari e non sempre le giacenze riflettono immediatamente ciò che accade nelle cantine, anche per effetto dei tempi di imbottigliamento».

Più critica Chiara Abbona dell’azienda agricola Marziano Abbona di Dogliani che sposta l’attenzione sulla struttura del mercato. «Le aziende - afferma - vanno avanti soprattutto grazie all’estero, perché il mercato nazionale fatica». Sul tema delle proposte avanzate da Coldiretti, in particolare su declassamento e compensazioni economiche, il giudizio è netto. «Non è svalutando il prodotto che si risolvono i problemi. Servono altre strade».

Dal versante della cooperazione arriva il contributo di Giovanni Bracco, presidente della Cantina di Clavesana, che invita a considerare anche i fattori climatici. «La perdita di uva causata dalla grandine del 2 giugno - osserva - potrebbe ridurre sensibilmente la disponibilità di prodotto e quindi incidere anche sugli equilibri del- le giacenze nei prossimi mesi. Se si studiano misure di sostegno o interventi sulle eccedenze, bisogna coinvolgere direttamente i produttori e tenere conto delle realtà colpite dalla grandine e delle perdite effettivamente subite».

A chiudere il quadro, da Vicoforte, è Giuseppe Blengini di Cascina Monsignore, che propone una lettura più ampia, lontana dall’idea di crisi strutturale: «Non parlerei di crisi del vino, ma di un settore in trasformazione. Il consumatore è cambiato, è più informato e il mercato si è evoluto. Il vino si continua a vendere, ma con logiche diverse rispetto al passato». Per Blengini il nodo non è quantitativo ma di posizionamento. «Le aziende che puntano sulla qualità non hanno problemi di vendita. È cambiato il modo di bere, il contesto sociale e il ruolo del vino nella vita quotidiana».

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 10 Giugno 2026

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