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title: 'Anna Manfredi è tornata nella sua Carrù dall’Africa'
description: 'Intervista volontaria Anna Manfredi Carrù ritorno Kenya Tanzania'
lang: it-IT
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Quattro mesi lontana da casa. Due Paesi africani. Ospedali pediatrici, reparti di terapia intensiva neonatale, bambini da seguire ogni giorno e una realtà spesso durissima da affrontare. Ma anche un’esperienza capace di lasciare il segno. Anna Manfredi, 22 anni, di Carrù, è tornata dall’Africa dopo il lungo periodo di volontariato vissuto tra Kenya e Tanzania subito dopo la laurea in “Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva” all’Università di Torino. Una scelta maturata negli anni e diventata realtà pochi mesi fa, quando era partita con valigie piene di tutori, materiale riabilitativo e tanta curiosità. Oggi racconta cosa si porta dentro da quei mesi vissuti accanto ai bambini più fragili.

**Anna Manfredi, la sua che esperienza è stata?**

«È stata un’esperienza lunga e intensa. Sono stata due mesi in Kenya e poi da metà marzo a inizio maggio in Tanzania, spostandomi in autonomia da un Paese all’altro. Anche mentalmente è stato impegnativo, perché avevo paura di vivere la Tanzania con ancora il cuore e la testa rimasti in Kenya. Invece poi mi sono inserita bene anche lì, anche perché il lavoro era tanto e non c’era molto tempo per fermarsi a pensare».

**In Kenya e Tanzania ha vissuto situazioni molto diverse?**

«Sì, assolutamente. In Kenya lavoravo insieme a un’altra terapista e parlavamo principalmente inglese. In Tanzania invece ero da sola come terapista e la lingua nazionale era lo swahili. Ho imparato qualche parola, ma per comunicare con i genitori sulle cose più importanti mi aiutavano i ragazzi del servizio civile, che conoscevano la lingua».

**Che cosa le è rimasto più dentro di questi mesi?**

«Forse proprio la differenza nello stile di vita. È una mentalità che vive molto l’oggi, l’adesso, il momento. È difficile ragionare sul futuro pensando a quello che verrà. Lì l’importante è arrivare a fine giornata. E senza la possibilità di conoscere altre realtà, è difficile anche immaginare alternative. Io stessa, andando lì, ho cambiato modo di vedere tante cose».

**Dal punto di vista professionale quanto le è servita questa esperienza?**

«Tantissimo. Io avevo esperienza solo attraverso il tirocinio universitario e non avevo mai lavorato davvero “sul campo” prima di partire. Trovarmi dal primo giorno con pazienti da seguire in autonomia è stato un modo per mettermi subito alla prova. E poi lì impari anche a lavorare con pochissimi mezzi, adattandoti continuamente».

**Adesso che è tornata a Carrù, cosa si porta dentro?**

«Sicuramente tanto. È stata un’esperienza faticosa, sia fisicamente sia mentalmente, ma molto arricchente. E salutare i bambini è stato difficile: sentivo proprio uno strappo importante. Eravamo stati insieme tanto tempo».

**Pensa che tornerà in Africa?**

«Mi piacerebbe. So però che non sarebbe più come la prima volta, anche perché molti bambini magari non ci sarebbero più e tante cose sarebbero cambiate. Però sì, mi piacerebbe tornare».

Dettagli

Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 26 Maggio 2026

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