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title: 'Langa - Provincia Granda - Risultati da #99'
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## [ Murazzano, addio alla Fiera dei Trenta? ](https://provinciagranda.it/zone/langa/murazzano-addio-alla-fiera-dei-trenta)

La Fiera dei Trenta resta fuori dall’estate 2026 di Murazzano. L’appuntamento dedicato alla pecora delle Langhe era stato inserito nel programma degli eventi estivi e fissato per venerdì 28 agosto ma non ci sarà. Per il terzo anno consecutivo, dunque, la manifestazione non tornerà ad animare il paese. A pesare sono soprattutto la difficoltà di coinvolgere gli allevatori e gli aspetti pratici legati alla movimentazione degli animali. Non ci sono, questa volta, particolari emergenze veterinarie: è la situazione del comparto, con un numero sempre più contenuto di aziende e capi, a rendere difficile allestire una vera esposizione. Il Comune esprime dispiacere per lo stop e ribadisce la disponibilità a lavorare per tutelare le tradizioni locali. Ma ora si apre una domanda inevitabile: la Fiera dei Trenta tornerà mai?

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Biolè: «Plasma buttato e primo soccorso senza fondi non sono episodi isolati» ](https://provinciagranda.it/zone/langa/biole-plasma-buttato-e-primo-soccorso-senza-fondi-non-sono-episodi-isolati)

Da Clavesana riceviamo una lettera di Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, che parte da due vicende di stretta attualità in ambito sanitario: il caso delle sacche di plasma non utilizzate nelle Marche e il disegno di legge sul primo soccorso, noto come “legge Bove”. Biolè mette in relazione i due episodi per aprire una riflessione sulle risorse destinate alla sanità, alla prevenzione e alla formazione dei cittadini. Di seguito pubblichiamo integralmente la sua lettera.

“Scrivo per parlare di due fatti che, pur diversi, raccontano con chiarezza le priorità con cui vengono gestite le risorse pubbliche in Italia in ambito sanitario. Il primo riguarda lo scandalo del plasma nelle Marche. Secondo quanto documentato da diverse inchieste giornalistiche, centinaia di sacche di plasma – fino a quasi sei quintali secondo alcune ricostruzioni – sono state smaltite perché non processate entro le 24 ore dal prelievo. La causa indicata è la carenza di personale tecnico nell’officina trasfusionale di Ancona. Centinaia di donatori volontari hanno donato tempo e sangue nella convinzione di salvare vite; invece quel gesto è stato vanificato da un’organizzazione insufficiente. Vale la pena ricordare a cosa serve il plasma che viene donato. Non è solo un liquido giallo: è la materia prima da cui si ricavano farmaci salvavita detti plasmaderivati. Tra i principali ci sono le immunoglobuline, essenziali per i pazienti con immunodeficienze primitive (oltre 250 patologie) e per diverse neuropatie invalidanti; l’albumina, utilizzata in caso di gravi carenze proteiche; i fattori della coagulazione (VIII, IX e altri), indispensabili per chi soffre di emofilia; l’antitrombina e altri farmaci altrettanto preziosi. Questi medicinali tornano al Servizio sanitario nazionale senza costi aggiuntivi per i pazienti. Senza di essi, molte persone non potrebbero vivere una vita normale. L’Italia, però, non è ancora autosufficiente: per raggiungerla servirebbero almeno 18 kg di plasma ogni mille abitanti, mentre la media nazionale si attesta intorno ai 14 kg. Ogni sacca buttata è quindi un doppio danno: etico e sanitario. La carenza di personale non è certo un problema solo marchigiano. La stessa criticità è presente in molte regioni, anche nella nostra. Per questo motivo è stata depositata dalla consigliera Giulia Marro un’interrogazione alla Giunta regionale del Piemonte che chiede proprio se episodi analoghi si siano verificati o possano verificarsi anche sul nostro territorio, e quali strumenti siano stati adottati per prevenirli. L’interrogazione, a oggi, risulta ancora senza risposta.

Il secondo fatto sul quale mi permetto di soffermarmi è il disegno di legge sul primo soccorso noto come “legge Bove”. Esso nasce dall’esperienza di Edoardo Bove, calciatore salvato da un arresto cardiaco in campo grazie all’intervento tempestivo dei sanitari. Il provvedimento mira a estendere l’insegnamento delle manovre salvavita, dalla rianimazione cardiopolmonare all’uso del defibrillatore, nelle scuole e in altri contesti formativi. I numeri italiani sono drammatici: solo nel 16% dei casi la popolazione interviene con manovre di rianimazione cardiopolmonare; solo il 20% sa usare un defibrillatore semiautomatico esterno; il 74% degli adulti non ha mai frequentato un corso di primo soccorso. Ogni anno si registrano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri, con una sopravvivenza che si aggira intorno al 9%. Nei Paesi in cui si è investito seriamente nella formazione della popolazione, quella percentuale sale fino al 50-70%. Eppure il disegno di legge è fermo da mesi: servirebbero circa 5 milioni di euro di copertura.

Nel frattempo l’Italia destina alla difesa, secondo i dati Nato, oltre 45 miliardi di euro, di cui più di 13 miliardi solo per l’acquisto di armamenti. Cinque milioni rappresentano lo 0,01% di quella cifra. Credo sia oggi più che mai necessario interrogarci su cosa sia davvero prioritario quando si parla di salvare vite umane. Queste due storie – plasma buttato e primo soccorso senza fondi – non sono episodi isolati. Sono il termometro di un sistema che fatica a riconoscere il valore del gesto solidale e della prevenzione.

Nessuno di noi, da solo, può risolvere problemi strutturali di questa portata. Ma ciascuno può dare un contributo concreto e gratuito. Io, nel mio piccolo, sono sia donatore di plasma - e ho donato lunedì 17 agosto prima di andare in ferie -, sia orgogliosamente in possesso dell’attestato per l’uso del defibrillatore. Chi legge queste righe potrebbe fare lo stesso: informarsi presso le associazioni di donatori, prenotare una donazione di plasma, frequentare un corso di primo soccorso. Non costa nulla e può fare la differenza tra la vita e la morte di qualcuno. Credo sia una scelta di civiltà. E di priorità. Cordiali saluti”.

Fabrizio Biolè

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Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 24 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Romana-Raviola.jpg)

## [ Addio a Carlo Romana, una vita tra le vigne di Dogliani ](https://provinciagranda.it/zone/langa/addio-a-carlo-romana-una-vita-tra-le-vigne-di-dogliani)

È una perdita che tocca nel profondo la comunità di Dogliani quella di Carlo Romana, imprenditore vitivinicolo scomparso all’età di 78 anni. Un volto conosciuto e stimato, un uomo che aveva fatto della terra, delle vigne e del vino non soltanto il proprio lavoro, ma una vera ragione di vita. Nato nel 1947, Carlo Romana (nella foto con il sindaco di Dogliani Claudio Raviola) era titolare dell’Azienda Agricola Romana Carlo, nella frazione Gombe, una realtà familiare con radici profonde, che da innumerevoli generazioni coltiva Dolcetto e Barbera. Accanto a lui, nella vita e nell’attività dell’azienda, la moglie Andreina Marenco, con la quale aveva condiviso la passione per il territorio e il desiderio di farlo conoscere e apprezzare il più possibile. La storia dell’azienda racconta bene quella di Carlo. Ma Romana non era soltanto un viticoltore. La sua cascina era anche un luogo aperto alle degustazioni, alle iniziative capaci di raccontare una Langa vissuta e amata. Tra queste, un posto particolare occupa “Motovigna in Langa”, la motocavalcata non competitiva dedicata alle moto da enduro, organizzata dal Moto Club MotoLanga in collaborazione con l’azienda.

A rendere ancora più dolorosa la scomparsa è il fatto che Carlo lascia una famiglia già colpita, il 29 luglio, dalla morte, all’età di 83 anni, del fratello padre “Gino”, storico sacerdote dell’Oratorio di San Filippo Neri di Mondovì e figura amatissima da generazioni di monregalesi.

Carlo lascia la moglie Andreina, i figli Adriano, con Manuela, e Alessandro, con Joanna, e i nipoti Matteo, Elisa, Michele e Gabriele, oltre a cognati, cugini e parenti. La veglia funebre sarà recitata domenica 23 alle 20,30 nella Parrocchia di Dogliani. Funerali lunedì 24 agosto alle 10,30 nella stessa Parrocchia.

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Pubblicato: 22 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Cane-Outdoor-in-valle.jpg)

## [ Oltre 700 partecipanti per l’Outdoor in Valle 2026 ](https://provinciagranda.it/zone/langa/ciclismo-oltre-700-partecipanti-per-loutdoor-in-valle-2026)

Oltre 700 partecipanti nelle prime 12 tappe. Una media di circa 70 persone per appuntamento. “Outdoor in Valle” riparte dopo la pausa estiva e domenica 30 agosto arriva a Farigliano, con l’organizzazione dell’associazione Gat Ross. Trekking, Mtb ed e-bike sono la formula del circuito, che unisce sport e scoperta del territorio. I percorsi vengono preparati appositamente per ogni tappa, con ristori lungo il tragitto e merenda finale a base di prodotti locali. «Abbiamo avuto una media di circa 70 partecipanti ad ogni evento - spiega il doglianese Attilio Pecchenino di Outdoor Tramonti e Mare -. Un numero impressionante che dimostra la validità del format organizzativo. Ogni organizzatore ha dato il massimo sia per la preparazione del percorso che per la logistica».

Finora il circuito ha toccato Cairo Montenotte, Perlo, Narzole, Pamparato, Sale San Giovanni, Murazzano, Murialdo e Lesegno. Dopo Farigliano, il calendario proseguirà il 6 settembre a Roccavignale, nel Savonese, il 13 settembre a Niella Belbo, sul sentiero Girasole, e il 27 settembre a San Michele Mondovì, sui sentieri del Landandè. La chiusura sarà a Dogliani domenica 11 ottobre: sarà la 13ª e ultima tappa, su un nuovo percorso tra il foliage doglianese e quello della Langa del Barolo. «Il livello qualitativo degli eventi è stato altissimo - sottolinea il presidente Quarelli -. Un enorme ringraziamento va a tutti gli organizzatori, ai volontari e ai sindaci dei Comuni interessati».

A Farigliano il ritrovo è alle 8 agli impianti sportivi. Tre i percorsi: 30 km e 800 m. di dislivello per il giro lungo Mtb/e-bike, 20 km e 500 m. per quello corto, 10 km e 300 m. per il trekking. Preiscrizione obbligatoria entro venerdì 28 alle 20, pagamento domenica mattina. Previsti 50 pacchi per Mtb/e-bike e 20 per trekking. Disponibili lavaggio bici, spogliatoi e docce. Possibile anche il pranzo, su prenotazione al 348/1222464.

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Pubblicato: 22 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Cugiumse-2026-Dogliani-1.jpeg)

## [ Da Brescia e Udine a Dogliani per Cugiumse! ](https://provinciagranda.it/zone/langa/da-brescia-e-udine-a-dogliani-per-il-cugiumse)

- gallery: [ ![Cugiumse-2026-Dogliani-1_original](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse-2026-Dogliani-1_thumb.jpeg) ](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse-2026-Dogliani-1_original.jpeg)

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[ ![Cugiumse_2026_Dogliani_3_original](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse_2026_Dogliani_3_thumb.jpeg) ](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse_2026_Dogliani_3_original.jpeg)

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[ ![Cugiumse_2026_Dogliani_5_original](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse_2026_Dogliani_5_thumb.jpeg) ](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/Cugiumse_2026_Dogliani_5_original.jpeg)

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[ ![1f3c0be8-9c80-4f06-8785-7c2aaa560950_original](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/1f3c0be8-9c80-4f06-8785-7c2aaa560950_thumb.jpeg) ](https://provinciagranda.it/media/acfgallery/content/4578/37/1f3c0be8-9c80-4f06-8785-7c2aaa560950_original.jpeg)

Circa 25 persone hanno scelto di trascorrere la notte di Ferragosto in piazza Carlo Alberto, a Dogliani, per il tradizionale appuntamento con "Cugiumse!", organizzato dal comitato Suta ’i Porti e ’n Piasa. Tra i partecipanti anche persone arrivate da Brescia, Udine, Torino e Barbaresco che hanno potuto ascoltare fiabe nel corso di una notte finalmente senza pioggia prima di fare colazione tutte insieme. Un’iniziativa semplice e suggestiva, con la piazza trasformata per qualche ora in un grande spazio di incontro. L'indomani, poi, in 115 hanno partecipato al pranzo a base di pesce sotto i portici di via Corte.

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Bollito-estivo.jpg)

## [ Il bollito di Carrù va in tv e sfida il caldo dell’estate ](https://provinciagranda.it/zone/langa/il-bollito-di-carru-va-in-tv-e-sfida-il-caldo-dellestate)

Il bollito di Carrù va in televisione e, soprattutto, non va in vacanza. Nemmeno d’estate, quando le temperature fanno pensare a piatti freschi e leggeri e l’idea di una pentola fumante di carne potrebbe sembrare quasi una provocazione. È proprio da qui che è partito il servizio di Studio Aperto Mag, andato in onda su Italia Uno, dedicato al “bollito estivo” della capitale del Bue Grasso. L’inviato Beppe Gandolfo è arrivato a Carrù per andare alla scoperta di una tradizione che, nella cittadina, non conosce stagioni. Teatro del servizio è stato il ristorante “Al Bue Grasso”, dove Gandolfo ha incontrato il titolare Ezio Caula e lo chef Francesco Alberto, raccontando come il piatto più rappresentativo della cucina carrucese possa essere proposto anche nei mesi più caldi.

[Chi si fosse perso il servizio può rivederlo al seguente link](https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/studioapertomag/il-bollito_F314217801198C06)

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Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Murazzano-villaggio.jpg)

## [ “Le origini dei paesi dell’Alta Langa”: oggi presentazione a Murazzano ](https://provinciagranda.it/zone/langa/le-origini-dei-paesi-dellalta-langa-oggi-presentazione-a-murazzano)

Sarà presentato oggi, venerdì 21 agosto, alle 18, nella sala polivalente del Comune di Murazzano, il libro “Le origini dei paesi dell’Alta Langa”, scritto da Alberto Troia. L’appuntamento si svolgerà nella sala sulla piazza del Santuario, in piazza monsignor Giovanni Dadone, e al termine è previsto un rinfresco offerto ai partecipanti. Il volume nasce da alcuni anni di ricerche negli archivi storici, nei musei e nelle biblioteche e raccoglie numerosi documenti antichi, illustrazioni e immagini. Si tratta del primo volume di una collana che l’autore intende dedicare anche ai periodi successivi della storia dell’Alta Langa. Particolare attenzione è riservata a Murazzano e alle origini dei paesi del territorio. L’obiettivo, spiega Troia, non è soltanto ricostruire una successione di avvenimenti, ma «ricreare il contesto dell’epoca», raccontando le condizioni di vita delle popolazioni rurali e cercando di comprendere le ragioni che portarono allo sviluppo di «decine e decine di borgonovi». Il libro affronta quindi un periodo caratterizzato da grandi trasformazioni politiche e sociali, ma anche da conflitti, crisi alimentari, epidemie e guerre, cercando di restituire al lettore un quadro complessivo della vita nell’Alta Langa. L’opera è introdotta da un professore emerito dell’Università di Torino e rappresenta un ulteriore tassello nelle ricerche storiche condotte dall’autore. Troia ha infatti già pubblicato diversi volumi dedicati a Murazzano e al suo territorio, dagli edifici religiosi al convento dei Filippini, dall’abbazia benedettina alla geologia locale. La presentazione di oggi vuole dunque essere anche l’occasione per riportare l’attenzione su una parte della storia locale che, secondo l’autore, è stata finora «piuttosto trascurata dagli studiosi di storia locale», ma che merita di essere approfondita. L’appuntamento è oggi alle 18 nella sala polivalente del Comune di Murazzano. Al termine della presentazione, rinfresco omaggio per i presenti.

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Aldo-Gallesio-Rocca-Ciglie.jpg)

## [ Ben 49 anni in amministrazione: Rocca Cigliè saluta Aldo Gallesio ](https://provinciagranda.it/zone/langa/per-ben-49-anni-in-amministrazione-rocca-ciglie-saluta-aldo-gallesio)

Ben 49 anni in Comune, di cui 21 da sindaco, per cinque mandati consecutivi dal 1982 al 2004. Aldo Gallesio si è spento ieri all’età di 89 anni, lasciando un segno profondo nella storia del piccolo paese. Una vita dedicata alla comunità, ma anche alla terra e all’azienda di famiglia, che aveva iniziato a portare avanti da giovanissimo dopo la morte del padre. Nel 2003, proprio per i suoi oltre vent’anni alla guida del Comune, aveva ricevuto un riconoscimento dall’allora presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Era inoltre Cavaliere del Lavoro. Gallesio aveva lasciato l’amministrazione comunale nel 2019. In quell’occasione lo avevamo intervistato per ripercorrere la sua lunga esperienza. «Il paese era a terra», ci disse ricordando quando nel 1982 era diventato sindaco di Rocca Cigliè. «Ci siamo rimboccati le maniche» e, anche grazie ai rapporti costruiti in Provincia, in Regione e a Roma, erano arrivati nuovi interventi: dall’illuminazione alle strade, fino alla costruzione del municipio e della Sala polivalente da 200 posti. Tra le opere alle quali era più affezionato indicava il nuovo acquedotto. «Una volta l’acqua arrivava solo in centro paese e le cascine dovevano attingere dai pozzi», ricordava. Anche la realizzazione delle fognature aveva rappresentato, per lui, un importante passo avanti.

Gallesio era il sindaco-contadino, capace di dividere il proprio tempo tra il Comune e i campi. «Prima da solo e poi con mia moglie Giuseppina ho portato avanti l’azienda fondata da mio padre». Un’attività cresciuta nel tempo, passando da 10 a 40 giornate di terra, con uva e bestiame, e poi affidata al figlio Renato. Nel 2019, lasciando il consiglio comunale, aveva deciso di non ricandidarsi e di lasciare il posto alla figlia Cecilia, oggi vice sindaco del paese. «Se siete contenti si candiderebbe mia figlia», aveva detto al sindaco Luigi Ferrua. La risposta era stata entusiasta. Era il passaggio di testimone di una famiglia che per decenni aveva condiviso la vita amministrativa di Rocca Cigliè.

A piangerlo sono oggi la figlia Cecilia, il figlio Renato, il fratello Pino e la nuora Patrizia, insieme ai familiari e a tutta la comunità. Questa sera, venerdì 21 agosto, alle 20,30 nella chiesa parrocchiale di Rocca Cigliè è in programma la veglia funebre. I funerali saranno celebrati domani, sabato 22 agosto, alle 11, sempre nella chiesa parrocchiale.

«La scomparsa di Aldo Gallesio - dice l'attuale sindaco Ferrua - mi colpisce profondamente. Ho avuto l’onore di condividere con lui un tratto importante del mio percorso amministrativo, quando ero il suo consigliere più giovane. Di lui conserverò il ricordo di un sindaco appassionato e di una persona profondamente legata a Rocca Cigliè, capace di dedicare tempo, energie e impegno al servizio della nostra comunità. Oggi, da sindaco, sento ancora più forte il valore di quella esperienza e il debito di riconoscenza verso chi, prima di noi, ha lavorato per il bene del paese. Alla figlia Cecilia, nostra vice sindaco, e a tutta la famiglia rivolgo il mio più sincero e affettuoso abbraccio. A loro va tutta la mia vicinanza in questo momento di dolore».

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_07_29/Cartoline-torri.jpg)

## [ Otto itinerari tra le torri: uno unisce Murazzano, Castellino Tanaro e Rocca Cigliè ](https://provinciagranda.it/zone/langa/otto-itinerari-tra-le-torri-uno-unisce-murazzano-castellino-tanaro-e-rocca-ciglie)

Non la visita a una singola torre, ma un itinerario in grado di toccare più borghi turriti per regalare ai visitatori esperienze diverse. È questa la filosofia del nuovo progetto promosso dall’associazione Turris insieme a Love Langhe Tour, presentato ad Albaretto della Torre nel corso dell’incontro intitolato “Dall’alto, più lontano. Nuovi itinerari tra torri, paesaggi e comunità”. L’iniziativa propone otto itinerari che accompagnano il visitatore alla scoperta della rete Turris attraverso diverse chiavi di lettura del territorio, mettendo in relazione 19 torri storiche tra Langhe, Roero, Monferrato e Valle Tanaro (Tra i Comuni interessati anche Castelnuovo di Ceva e Ormea ndr).

Tra gli itinerari figura “Deserta Langarum”, che interessa Murazzano, Castellino Tanaro e Rocca Cigliè. Il percorso prende il via dalla Torre Maestra di Murazzano, con vista sulle colline dell’Alta Langa e sull’arco alpino, per poi accompagnare i visitatori alla scoperta di una realtà familiare dedicata alla produzione sostenibile del miele, con una colazione nell’orto a base di pane, marmellate, succhi, sciroppo di sambuco e tisane. La giornata prosegue tra i campi di spezie dell’Alta Langa, con la visita a un laboratorio di trasformazione, quindi in un’azienda agricola con stalla e caseificio, dove è previsto un pranzo degustazione. Nel pomeriggio si raggiungono le torri di Castellino Tanaro e Rocca Cigliè, mentre la conclusione è dedicata ai prodotti della Nocciola Piemonte Igp, con una merenda e la visita a un laboratorio di lavorazione. «L’idea - spiega il sindaco di Rocca Cigliè ed ex presidente di Turris, Luigi Ferrua - è quella di fare sempre più circuito e creare sinergia tra le torri. La torre diventa il punto di partenza di un viaggio esperienziale: dopo la visita si va alla scoperta delle aziende, dei prodotti tipici, del paesaggio e delle realtà locali che la circondano». Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Love Langhe Tour al 393/5762060, anche via WhatsApp, oppure scrivere a [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..](mailto:tour@lovelanghe.com.)

Tra le novità figurano anche 19 cartoline illustrate, una per ogni torre della rete, con il disegno del monumento, una breve descrizione storica, uno spazio per annotare la data della visita e un QR Code che rimanda al portale del progetto, invitando i turisti a collezionarle.

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Pubblicato: 20 Agosto 2026

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