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title: '“La casa dei cittadini”: la Prefettura apre agli 80 anni della Repubblica'
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Giardini e sale visitabili dal pubblico e una mostra che racconta i Presidenti

«Far entrare un evento culturale dentro la Prefettura, in un’occasione così solenne, significa far sentire il Palazzo del Governo come la casa dei cittadini». 
È probabilmente tutta qui, nelle parole del prefetto Mariano Savastano, la cifra più autentica delle iniziative con cui Cuneo celebrerà l’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana: non una commemorazione affidata soltanto al linguaggio delle istituzioni, ma un racconto civile costruito attraverso immagini, memoria e partecipazione. Dal 30 maggio la Prefettura aprirà eccezionalmente cortile, saloni storici e giardini al pubblico per ospitare una mostra fotografica dedicata agli ottant’anni della Repubblica. Un percorso nato dalla collaborazione con La Stampa, la Provincia e altre realtà del territorio. L’idea prende forma da una frase del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, richiamata durante la presentazione: “rivivere la storia della Repubblica come sfogliare un album di famiglia”. E proprio come un album di famiglia è stata immaginata la mostra cuneese: fotografie celebri accanto ad altre quasi sconosciute, visite ufficiali, volti istituzionali, frammenti di vita pubblica custoditi negli archivi del territorio. Non una semplice esposizione celebrativa, ma il tentativo di raccontare il rapporto tra lo Stato e una provincia che attraversa da protagonista alcune pagine simboliche della storia repubblicana. A partire dal referendum del 2 giugno 1946, quando il territorio cuneese votò in maggioranza per la monarchia, fino all’elezione, appena due anni dopo, di Luigi Einaudi come primo presidente della Repubblica. Una vicenda richiamata anche attraverso una delle immagini scelte per l’esposizione e attraverso le parole con cui Einaudi, nel discorso di insediamento, rivendicò il dovere di servire con lealtà la Repubblica e la Costituzione. Nel corso della presentazione il prefetto Savastano ha richiamato anche il valore del servizio pubblico e il ruolo delle istituzioni come punto di riferimento per i cittadini. Un passaggio che si è intrecciato con il ricordo della strage di Capaci e con la figura del magistrato Daniele Manganaro, già vicario del questore di Cuneo, insignito della medaglia d’oro al valor civile per l’attività di tutela nei confronti di Giuseppe Antoci.

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Scritto da zaira

Categoria: [News](https://provinciagranda.it/zone)

Pubblicato: 27 Maggio 2026

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