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title: 'Jarno Iotti racconta i suoi ritratti dell’amico Ligabue - Provincia Granda'
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Ventitré anni. Centonovantatremila fotografie. Settantuno immagini scelte per raccontarne una vita. Dietro i numeri di *ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE*, la mostra inaugurata sabato 13 giugno al Museo della Stampa di Mondovì, c’è molto più di un archivio fotografico. C’è il racconto di un rapporto costruito nel tempo, tra palchi, viaggi intorno al mondo, backstage e momenti privati. «Mi emoziona ancora oggi rileggere ciò che Luciano ha scritto per introdurre questa mostra», confessa Jarno Iotti mentre accompagna i visitatori tra gli scatti esposti. Un percorso che racconta non soltanto il rocker di Correggio, ma anche l’uomo e l’amicizia nata in oltre vent’anni di strada condivisa.

**Jarno, quanto tempo è servito per costruire questa mostra?**

«Per raccogliere tutte queste fotografie ci sono voluti 23 anni di percorso insieme a lui. Ho seguito qualsiasi cosa facesse: tour italiani, europei e mondiali. Una volta abbiamo fatto anche il giro del mondo e infatti qui c’è una foto che lo ritrae in Australia. Quindi il tempo necessario è stato quello di tutti questi anni vissuti accanto a Luciano.»

**E per arrivare alla selezione finale?**

«Ci sono voluti alcuni mesi di lavoro. Alla fine ho scelto 71 fotografie tra circa 193 mila scatti. Ho fotografato dal 2002 al 2023, quindi le occasioni sono state davvero tantissime.»

**Non ci sono soltanto immagini dei concerti.**

«No. Ci sono anche fotografie che raccontano momenti privati. Ad esempio c’è una foto del matrimonio. A un certo punto il nostro rapporto è andato oltre quello professionale. Ci sono immagini inedite, legate alla sua vita privata, e sono molto felice che facciano parte di questa mostra.»

**Che effetto le fa vedere tutto questo raccolto in un’unica esposizione?**

«Sono molto felice soprattutto perché è piaciuta tanto a lui. E poi continuo a emozionarmi leggendo quello che ha scritto come introduzione alla mostra. L’ho riletto anche ieri mentre riallestivo tutto per la quarta volta, perché questa è la quarta edizione dell’esposizione, e mi ha emozionato di nuovo.»

**In fondo è il racconto per immagini di un’amicizia.**

«Sì, mi piace questa definizione. Ci sono dei sorrisi quando guarda nell’obiettivo che secondo me, se dall’altra parte non c’è un amico, non vengono fuori. Mi piace pensare che questa mostra racconti anche questo.»

**Un’amicizia che continua ancora oggi?**

«Direi di sì. Ho compiuto gli anni e lui mi ha scritto due giorni dopo per scusarsi del ritardo negli auguri. Mi ha scritto: “Scusami, ma ho troppe cose per la testa”. In quei giorni stava facendo l’Arena, era al Salone del Libro ed era impegnato nel tour europeo. Questo per dire che il nostro è un rapporto vero e io ne sono molto contento.»

**C’è uno scatto a cui è particolarmente legato?**

«Ce ne sono diversi. Uno in particolare perché racconta la vita vera. Luciano mi ha detto: “Questa è la foto che avrei voluto avere con mia moglie”. Poi ce n’è un’altra che racchiude quel sorriso di cui parlavo prima, un sorriso che nasce dall’intimità e dall’empatia tra fotografo e soggetto.»

**E tra le immagini simbolo della mostra?**

«Sicuramente quella di Roma del 2008, a cui sono molto legato. Poi la gigantografia esposta all’esterno e anche la fotografia scelta per la locandina. In realtà sono affezionato a tutte perché ognuna mi riporta a un ricordo preciso: dove eravamo, cosa stavamo facendo, come stavamo vivendo quel momento.»

**Mondovì le è piaciuta?**

«Mondovì mi piace da matti. Mi è piaciuta subito perché è una bomboniera, un presepe. Quando ci sono venuto mi ha davvero toccato il cuore. Tra l’altro era periodo natalizio e l’atmosfera era ancora più suggestiva. Mi ricorda molto Correggio e ci ho trovato tante affinità».

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Scritto da zaira

Categoria: [News](https://provinciagranda.it/zone)

Pubblicato: 17 Giugno 2026

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