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title: 'Granda: trentasei morti in sette mesi sulle strade'
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Trentasei morti sulle strade della provincia di Cuneo dall’inizio del 2026. Sono già tanti quanti quelli registrati in media in un anno tra il 2022 e il 2024: 45 nel 2022, 29 nel 2023 e 34 nel 2024. Il dato di quest’anno è ancora provvisorio; il confronto, invece, è netto. Nel 2024 l’Istat ha contato nel Cuneese 1.158 incidenti con lesioni alle persone, 34 morti e 1.626 feriti. Nel 2023 i decessi erano stati 29, il numero più basso degli ultimi trent’anni. Dodici mesi dopo erano tornati a salire. Nel 2026 la soglia dei 36 è stata raggiunta prima della fine di luglio.C’è un secondo dato. Gli incidenti mortali di oggi non coincidono più soltanto con l’immagine che ha segnato per anni il dibattito sulla sicurezza stradale: giovani, notte, fine settimana, alcol. Quelle tragedie non sono scomparse, ma la ricostruzione dei casi avvenuti nel Cuneese mostra anche motociclisti, ciclisti e pedoni, incidenti nelle ore diurne e spostamenti compiuti per lavoro o per le attività quotidiane. Cinque persone sono morte in dieci giorni nel maggio scorso. Quattro viaggiavano in motocicletta. Nei primi mesi dell’anno, secondo la ricostruzione dei casi di cronaca, sette delle vittime erano motociclisti; tra i morti figuravano inoltre pedoni e ciclisti. I numeri locali non costituiscono ancora una serie statistica definitiva, ma indicano quali elementi occorrerà verificare nel bilancio ufficiale. Il quadro nazionale dell’Istat va nella stessa direzione. Nel 2024 in Italia si sono verificati 173.364 incidenti con lesioni alle persone: 3.030 morti e 233.853 feriti. Gli incidenti aumentano del 4,1 per cento rispetto al 2023, i feriti del 4,1 per cento, mentre i decessi diminuiscono appena dello 0,3 per cento. Anche gli orari aiutano a capire. La distribuzione degli incidenti presenta picchi intorno alle 8, tra le 13 e le 14 e verso le 18: le fasce degli ingressi al lavoro e a scuola, della pausa di mezzogiorno e del rientro serale. Distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità troppo elevata rappresentano insieme il 37,8 per cento delle circostanze accertate dall’Istat. È in questo quadro che cade il decimo anniversario della legge 41 del 2016, che ha introdotto nel Codice penale il reato di omicidio stradale. La norma ha separato questa fattispecie dall’omicidio colposo ordinario e ha previsto pene più severe, aggravate nei casi di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’analisi pubblicata dal *Sole 24 Ore* colloca Cuneo al 33° posto tra le province italiane per mortalità stradale nel triennio 2022-2024: 36 morti all’anno, pari a 6,2 ogni centomila abitanti. Sul piano giudiziario, nel Cuneese risultano 18 denunce per omicidio stradale e 21 persone denunciate o arrestate. Ma il numero delle denunce e quello delle vittime non sono sovrapponibili. Un procedimento può coinvolgere più persone; in altri casi non viene individuata una responsabilità penale, il responsabile muore nell’incidente o la dinamica esclude il reato. La statistica giudiziaria misura l’applicazione della legge, non l’intera incidentalità. In vent’anni il numero dei morti è diminuito. Nel frattempo sono cambiati i mezzi utilizzati, gli spostamenti e la composizione degli utenti della strada. Le misure contro l’alcol e la guida notturna restano una parte della prevenzione. I dati impongono però di misurare con la stessa precisione anche la velocità, la distrazione, gli incroci, la sicurezza delle strade extraurbane e la protezione di motociclisti, ciclisti e pedoni.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 23 Luglio 2026

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