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![](https://provinciagranda.it/images/2026_03_04/Frutta-Giovanni%20Gullino.jpeg)

Il blocco dello stretto di Hormuz a causa della guerra in Iran rischia di avere conseguenze pesanti anche per l’export frutticolo della provincia di Cuneo.

A tracciare un primo quadro della situazione per Cia Agricoltori italiani di Cuneo è **Giovanni Gullino**, tra i maggiori esportatori del territorio, che parla di una fase estremamente critica per la logistica internazionale.

«Il problema principale oggi riguarda Hormuz – spiega **Gullino** –, il canale di Suez in teoria resta aperto, ma nella pratica molte compagnie di navigazione evitano di attraversare l’area per i rischi legati alla guerra e alla sicurezza delle navi. Questo significa che gli esportatori sono costretti a ricorrere a servizi di trasporto speciale, molto più costosi, oppure a lunghe soste nei porti di emergenza, con ulteriori spese di parcheggio e movimentazioni straordinarie».

Secondo **Gullino** la situazione sta già incidendo sulle scelte logistiche delle imprese frutticole: «Le mele, che rappresentano la parte più consistente dell’export del nostro territorio verso i mercati del Medio Oriente e dell’Asia, stanno evitando quella rotta. Molte spedizioni vengono dirottate circumnavigando l’Africa. Ma allungare il viaggio di quasi venti giorni per raggiungere destinazioni come Emirati Arabi o India può essere devastante per un prodotto deperibile come la frutta».

A complicare ulteriormente il quadro c’è il tema assicurativo e il conseguente riflesso sui costi: «Le assicurazioni rifiutano di coprire i rischi legati alla guerra – rileva **Gullino** –. Allo stesso tempo i noli marittimi e il costo dei carburanti stanno aumentando in modo esponenziale».

Quanto ai produttori ed esportatori cuneesi e piemontesi, gli effetti più pesanti riguardano soprattutto il comparto melicolo: «Per le mele il Medio Oriente rappresenta uno sbocco commerciale molto importante e il blocco logistico dei porti del Golfo – come Dubai, Qatar e Arabia Saudita – rischia di creare difficoltà enormi. I kiwi invece sono meno esposti a questa crisi, perché viaggiano prevalentemente sulle rotte atlantiche con destinazione Nord America».

Le prospettive dipendono soprattutto dal protrarsi della crisi: «Gli analisti parlano di una situazione che potrebbe durare settimane, forse mesi – osserva **Gullino** –; se si riuscissero a ripristinare gradualmente le rotte entro un mese, il sistema potrebbe ancora assorbire il colpo. Ma se il blocco dovesse prolungarsi più a lungo, per gli esportatori frutticoli cuneesi e piemontesi le conseguenze potrebbero diventare davvero drammatiche».

Dettagli

Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 06 Marzo 2026

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