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title: 'Consumo di suolo, nella Granda trasformati 262 ettari in un anno'
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Il cemento continua ad avanzare, sottraendo spazio ai terreni agricoli e alle superfici naturali. Il Piemonte non fa eccezione e il Cuneese è tra i territori maggiormente interessati dal fenomeno. A riaccendere l’attenzione è il rapporto 2026 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che fotografa una situazione nazionale sempre più preoccupante: nel 2025 sono stati trasformati oltre 102 chilometri quadrati di territorio. Al netto dei ripristini, la perdita nazionale sfiora i 9.500 ettari. In Piemonte il nuovo consumo di suolo ha raggiunto 854 ettari, contro i 557 dell’anno precedente. Già nel 2024, secondo Arpa Piemonte, le superfici artificiali occupavano 171.136 ettari, pari al 6,74% del territorio regionale. Il dato più significativo riguarda la provincia di Cuneo: **262 ettari di nuovo consumo nel 2025**, il valore più elevato del Piemonte e il sesto in Italia, secondo Coldiretti Cuneo. Sono oltre 2,6 milioni di metri quadrati, più di 7.000 al giorno: circa un campo da calcio ogni ventiquattr’ore. Al netto dei ripristini, l’incremento provinciale è di circa 244 ettari. La Granda concentra così quasi un terzo del nuovo consumo regionale. Il presidente della Provincia, Luca Robaldo: «Preoccupa molto, soprattutto perché questo consumo di suolo avviene per progettualità che passano sopra la testa degli Enti Locali e di chi li amministra». E richiama in particolare il tema degli impianti fotovoltaici a terra. Secondo i dati ISPRA rielaborati dal portale SuoloData. Per fare degli esempi locali secondo i dati ISPRA rielaborati dal portale SuoloData, nel 2025 Mondovì ha registrato un incremento netto del consumo di suolo di circa quattro ettari, mentre a Villanova Mondovì l’aumento è stato di circa 1,2 ettari, pari a 12 mila metri quadrati. Si tratta di nuove superfici trasformate dall’intervento umano, al netto di quelle eventualmente recuperate. A incidere sul territorio cuneese sono infrastrutture, insediamenti produttivi e impianti energetici**.** Nell’analisi relativa al 2024, ARPA segnalava i cantieri dell’autostrada Asti-Cuneo, interventi viari a Ceresole d’Alba e Savigliano e nuovi impianti fotovoltaici a terra. Nel resto del Piemonte pesa anche la logistica: secondo ISPRA, nel 2025 ha occupato altri 115 ettari nella regione, sui 390 registrati in Italia. A preoccupare non è soltanto la quantità di territorio trasformato, ma anche la qualità dei terreni perduti. L’impermeabilizzazione riduce la capacità del suolo di assorbire l’acqua, aumentando il deflusso superficiale e le possibili criticità idrauliche. «Per una provincia a forte vocazione agricola come la nostra, proteggere la terra fertile significa difendere la produzione di cibo, il lavoro delle imprese e il futuro delle comunità», sottolinea Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, chiedendo una legge nazionale sul consumo di suolo. C’è poi il rapporto con la demografia. Arpa evidenzia come il consumo di suolo piemontese rimanga sostenuto nonostante una crescita della popolazione molto contenuta. Un disallineamento che solleva interrogativi sulla necessità di occupare nuove superfici anziché recuperare aree già urbanizzate. Il rapporto ISPRA 2026 indica anche una possibile alternativa: a livello nazionale sono stati individuati oltre 2.100 chilometri quadrati di superfici potenzialmente recuperabili e più di 1.100 chilometri quadrati di tetti utilizzabili per il fotovoltaico.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 04 Novembre 2026

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