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title: 'Cuneese - Provincia Granda - Risultati da #18'
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## [ Il Cappone di Morozzo guarda al futuro ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/il-cappone-di-morozzo-guarda-al-futuro)

Oltre 4.300 capponi allevati, una giovane donna che ha scelto di imparare un mestiere antico e una collaborazione sempre più stretta con la scuola agraria di Fossano. A due mesi dalla Fiera nazionale, il presidente del Consorzio di tutela, Moshé David, racconta un’annata positiva, ma soprattutto la sfida di custodire una tradizione che rischia di scomparire. «Non alleviamo il cappone che si trova al supermercato. La nostra missione è proteggere una razza unica».

**Presidente David, come sta andando la produzione?**

«Il bilancio è positivo. Abbiamo superato i 4.300 capponi, un risultato importante, anche se quest’anno abbiamo dovuto affrontare il pensionamento di un’allevatrice che rappresentava un punto di riferimento per il Consorzio. Stiamo lavorando per assegnare tre posti che si sono liberati, cercando nuove disponibilità anche tra i familiari dei soci, in modo da non perdere quella produzione. Il nostro obiettivo non è soltanto mantenere i numeri, ma garantire continuità a un’attività che richiede esperienza, passione e sacrificio».

**E proprio sul ricambio generazionale arriva una bella notizia: una giovane allevatrice ha scelto Morozzo per imparare questo mestiere.**

«È una delle cose che ci fanno più piacere. Una ragazza originaria delle Valli di Lanzo si è trasferita a Morozzo e ha imparato da sola a capponare. È un segnale importante, anche perché storicamente erano soprattutto le donne a occuparsi di questa lavorazione. Ci piacerebbe che altre seguissero il suo esempio. Dobbiamo però essere realisti: con 200 animali non si mantiene un’azienda agricola. L’allevamento del cappone rappresenta un’integrazione ad altre produzioni, ma è un’attività di grande valore per tutto il territorio provinciale».

**Un altro investimento sul futuro passa dalla scuola agraria di Fossano. Come?**

«La collaborazione sta andando molto bene. Vogliamo coinvolgere sempre di più gli studenti e trasmettere loro le conoscenze necessarie per continuare questa tradizione. Abbiamo ampliato la nostra zona di riferimento anche a Fossano e, d’accordo con la scuola, stiamo lavorando per arrivare ad allevare al suo interno i riproduttori durante l’inverno. L’obiettivo è realizzare un ciclo chiuso, nel quale i ragazzi possano seguire direttamente la produzione dei propri capponi. Per il momento gli animali vengono forniti da un nostro socio, ma vogliamo fare un passo ulteriore. È fondamentale che i giovani conoscano questa realtà e imparino un mestiere che rischia di andare perduto».

**Perché il riconoscimento della razza autoctona è così importante?**

«È un traguardo al quale teniamo moltissimo. Dopo un dossier molto complesso, realizzato anche grazie all’intervento del Distretto di Agraria di Grugliasco, abbiamo ottenuto il riconoscimento della Nostrana di Morozzo come quarta razza autoctona del Piemonte. Il cappone è il simbolo della nostra attività, ma alla base di tutto c’è la razza che alleviamo. Senza quella, perderemmo la nostra identità».

**La biodiversità è quindi il cuore della vostra missione?**

«Assolutamente sì. Stiamo vivendo un momento nel quale la biodiversità sta scomparendo. Abbiamo già perso quasi tutte le razze autoctone e noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di conservarne almeno una parte. Proteggere la Nostrana di Morozzo è la missione principale del Consorzio».

**Anche il sistema di allevamento contribuisce a preservare questa unicità?**

«Certamente. Lavoriamo con un circuito chiuso: non acquistiamo animali dall’esterno, ma abbiamo allevatori che si occupano direttamente dell’incubazione. Il Consorzio sostiene i costi delle vaccinazioni e può contare su un veterinario che segue la tracciabilità e l’assistenza sanitaria. È un’organizzazione strutturata, che ci permette di controllare la filiera e mantenere le caratteristiche della nostra produzione. Possiamo inoltre contare sul contributo di soci esperti, che ci hanno aiutato sia nella preparazione del dossier per il riconoscimento sia nel miglioramento delle pratiche di allevamento».

**Il Cappone di Morozzo è anche un nome storico nel mondo Slow Food. Quanto conta oggi questa identità?**

«Conta moltissimo. Il nostro è stato il primo Presidio Slow Food al mondo, nato nel 1999. Siamo quindi una realtà storica e cerchiamo di essere sempre presenti agli appuntamenti più importanti. Quest’anno abbiamo partecipato a Terra Madre, che per noi è stata una vetrina straordinaria. Abbiamo incontrato tante persone e raccolto numerosi contatti. Per l’occasione abbiamo anche anticipato la produzione dei nostri plin, che normalmente prepariamo soltanto in prossimità del Natale. Volevamo portare a Torino qualcosa che raccontasse concretamente il nostro lavoro».

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 16 Ottobre 2026

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## [ Festival Internazionale di Arpa Celtica a Peveragno ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/festival-internazionale-di-apra-celtica-a-peveragno)

Nel weekend del 17 e 18 ottobre Peveragno sarà interessata dal Festival Internazionale di Arpa Celtica. La manifestazione, nata a Pamparato grazie alla Celtic Harp International Academy Italia, quest’anno coinvolge per la prima volta la “città della fragola” in un cartellone diffuso condiviso con la città di Cumiana, nel torinese. A Peveragno gli appuntamenti saranno molteplici: sabato 17 ottobre alle ore 21, presso il centro polifunzionale “A la Sousta”, concerto dell’arpista e compositrice scozzese Ailie Robertson, preceduto da un workshop per musicisti nell’arco della giornata. Domenica 18 ottobre invece, alle ore 15, sempre presso “A la Sousta”, pomeriggio Balfolk con Adriano Sangineto. Per i più piccoli invece, sabato 17 presso la Biblioteca civica, dalle 16 alle 18, laboratorio alla scoperta dei miti e delle tradizioni piemontesi e irlandesi con “Mache, puca e sarvanòt”. “Ogni anno cerchiamo di proporre sempre più attività, e sempre più complesse.” Asserisce Valentino Barbareschi, presidente e fondatore della Celtic Harp International Academy Italia. “Noi siamo un’accademia di arpa celtica nata nel 2020, purtroppo proprio a ridosso dei lockdown da Covid. Attualmente abbiamo 3 filoni all’attivo: quello concertistico e didattico, che prevede la presenza di musicisti di calibro internazionale che vengono a tenere lezioni e laboratori e, al contempo, si esibiscono live; la sezione Academy Production, incentrata sulla produzione musicale, attraverso la quale diamo spazio a musicisti e realtà legati all’arpa celtica, sia a livello italiano, sia dal panorama internazionale; terzo e ultimo, il settore di studi non solo sulla musica, ma sulla cultura e sulla tradizione celtica e dei Paesi a cui appartiene, perché essendo musica non autoctona, non appartenente alla nostra tradizione, è opportuno approfondire l’aspetto antropologico e sociologico entro cui questo stile nasce e si diffonde. Noi questo lo facciamo anche tramite un podcast appositamente dedicato alla storia, alla cultura e allo studio di quei luoghi e di quelle comunità”. “Da un punto di vista di discografia, produciamo 5 o 6 progetti musicali all’anno, oltre a un album live, registrato proprio in occasione dei concerti del festival, ma che viene divulgato solo sulle piattaforme di streaming. Come format invece proponiamo le conferenze-concerto, quindi la parte più legata alla didattica per musicisti, e i laboratori, per bambini e ragazzi, sia per adulti, che si tengono non solo all’interno del festival, ma durante il corso dell’anno”. Prosegue Barbareschi “Quest’anno abbiamo voluto, per la prima, dare ampio spazio a Peveragno proponendo un calendario *ad hoc.* Adriano Sangineto, inoltre, che sarà nostro ospite la domenica, è un artista di Monza con cui collaboriamo da anni che abbiamo scelto di portare qui per le sue sonorità futuristiche e, al contempo, ancestrali. Attraverso la musica dimostriamo come molte cultura in Europa, e forse anche fuori dall’Europa, siano in realtà simili, abbiano punti di contatto, solo che talvolta sembra che ce ne dimentichiamo”. Appuntamento quindi sabato 17 e domenica 18 ottobre a Peveragno per un’immersione nel magico mondo della tradizione celtica. Si ricorda che il concerto di domenica pomeriggio prevede un ticket d’ingresso di euro 10.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 16 Ottobre 2026

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## [ Razza Piemontese: proposta di legge per tracciare la carne servita nei ristoranti ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/razza-piemontese-proposta-di-legge-per-tracciare-la-carne-servita-nei-ristoranti)

Rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine della carne bovina servita nella ristorazione, per garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare la filiera della razza Piemontese. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera dei deputati su iniziativa dell’onorevole Enzo Amich, al centro dell’incontro “La certificazione e l’origine delle carni bovine nel settore della ristorazione”.

La proposta punta a estendere l’obbligo di etichettatura d’origine anche al canale Ho.Re.Ca., che comprende hotel, ristoranti e attività di somministrazione, così da permettere ai clienti di conoscere la provenienza della carne consumata fuori casa. All’incontro sono intervenuti, oltre ad Amich, Bruno Mecca Cici, vicepresidente regionale di Coldiretti con delega alla zootecnia, Andrea Rabino, presidente di Anaborapi, e Guido Groppo, presidente di Coalvi. «Avere l’etichettatura d’origine obbligatoria nella ristorazione significa far compiere al consumatore una scelta consapevole, garantire tracciabilità affinché la carne servita nel canale Ho.Re.Ca. venga obbligatoriamente identificata», sottolinea Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. Per Nada, la questione riguarda anche le mense, dove la tracciabilità rappresenta uno strumento per offrire maggiori garanzie alle famiglie. Il presidente di Coldiretti Cuneo richiama inoltre le caratteristiche della carne di razza Piemontese, descritta come magra e altamente digeribile, e l’importanza di un’alimentazione equilibrata. La proposta viene sostenuta anche per il valore economico e territoriale della filiera.

«È necessario - aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo - rendere accessibili le informazioni sull’origine della carne anche nella ristorazione: solo così il valore della Piemontese e delle nostre produzioni può emergere ulteriormente». Dietro la carne servita in tavola, evidenzia Goffredo, c’è il lavoro degli allevatori, impegnati nella conservazione della biodiversità e nella tutela di territori che rischierebbero altrimenti di perdere la propria presenza agricola. Rendere riconoscibile l’origine della carne anche quando viene consumata al ristorante significherebbe quindi dare maggiore visibilità a una filiera che lega allevamento, qualità delle produzioni e presidio del territorio.

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Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 13 Ottobre 2026

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## [ Biolè: «La ripubblicizzazione dell’acqua è una vittoria collettiva» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/biole-la-ripubblicizzazione-dellacqua-e-una-vittoria-collettiva)

Da un paio di settimane il servizio idrico integrato dell’Ato4 Cuneese è affidato interamente a CoGeSi, società consortile a capitale pubblico, che subentra come gestore unico sul territorio provinciale. Un passaggio che arriva al termine di un percorso durato oltre vent’anni, segnato da battaglie politiche, iniziative popolari e dal referendum del 2011 sull’acqua pubblica. A ripercorrere le tappe di questa vicenda è Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, oggi residente a Clavesana, che ha seguito il percorso fin dalle prime raccolte firme.

Riceviamo e pubblichiamo la sua lettera.

"Gentile direttore, dopo oltre vent’anni di battaglie, ostacoli, ricorsi e resistenze, oggi, 1° ottobre 2026, il percorso di ripubblicizzazione del ciclo idrico integrato in provincia di Cuneo trova il suo compimento. Con il subentro effettivo di CoGeSi, società consortile interamente a capitale pubblico, come gestore unico del servizio idrico sull’intero territorio dell’Ato4 Cuneese, si chiude una pagina lunga e difficile e se ne apre una nuova, finalmente coerente con la volontà popolare. Non è stato un risultato di pochi. È stato il frutto di una battaglia collettiva, portata avanti con tenacia dal Comitato popolare cuneese per l’Acqua Bene Comune, da migliaia di cittadini, da amministratori coerenti e da un tessuto associativo che non ha mai smesso di battere sulla stessa porta. Fin dal 2005, con la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica, passando per i due referendum del 2011 – quelli che hanno visto milioni di italiani dire con chiarezza che l’acqua non è una merce – il popolo ha indicato la strada. Quei due referendum non sono stati solo un voto: sono stati un mandato morale e politico che troppe volte è stato ignorato o diluito. Oggi quel mandato viene finalmente rispettato. Personalmente ho seguito questo percorso fin dall’inizio: dalla raccolta firme del 2005, all’attivismo referendario del 2010-2011, al lavoro in Consiglio regionale del Piemonte e poi, come sindaco di Gaiola, con iniziative tecnico-amministrative e di piazza. Ho sempre sostenuto con forza la nascita e il rafforzamento di CoGeSi come soggetto consortile pubblico in house, perché era – ed è – il modo più concreto per dare attuazione al voto popolare. Non da solo, ma insieme a tanti altri amministratori e, soprattutto, insieme a un movimento dal basso che non si è mai arreso. La forza di questa vittoria sta proprio nella sua natura collettiva. Non è il successo di un partito o di un singolo amministratore: è il risultato della caparbietà di un comitato popolare, della determinazione di chi ha raccolto firme sotto la pioggia, di chi ha riempito le piazze, di chi ha tenuto viva la memoria dei referendum anche quando sembrava tutto fermo. È la dimostrazione che la democrazia diretta, quando trova continuità e organizzazione, può ancora cambiare le cose. Oggi l’acqua della Granda torna interamente pubblica. Non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una responsabilità più grande, visto anche i rischi di siccità sempre più pressanti: tutelare i fiumi cuneesi, ammodernare le reti, fermare gli sprechi e la cementificazione, gestire bene questa risorsa essenziale, ma come un bene comune delle generazioni presenti e future. Ringrazio tutti coloro che, in questi lunghi anni, hanno tenuto dritta la barra. Il percorso è stato lungo e accidentato, ma oggi possiamo dire, con orgoglio e senza retorica: ce l’abbiamo fatta".

Fabrizio Biolè

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 13 Ottobre 2026

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## [ Il Principe Alberto di Monaco a Niella Belbo elogia i siti storici Grimaldi ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/il-principe-alberto-di-monaco-a-niella-belbo-elogia-i-siti-storici-grimaldi)

- Url watch YT: [https://www.youtube.com/watch?v=hv63V0\_JIXw](https://www.youtube.com/watch?v=hv63V0_JIXw)

Intervenuto a Niella Belbo, per [l'inaugurazione di Ca' Balun](https://provinciagranda.it/sport/ca-balun-di-niella-belbo-il-9-ottobre-apre-il-museo-degli-sport-sferistici) , il Principe Alberto di Monaco ricorda la recente visita del Presidente Mattarella - la prima in assoluto - al Principato, che aveva sottolineato i legami della famiglia Grimaldi con l'Italia, e loda l'associazione dei Siti Storici Grimaldi: "Un percorso avviato una decina di anni fa, la rete si è costituita in modo autonomo sulla parte italiana dal 2020 grazie all'impulso del sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola, che ringrazio con la sua squadra per l'instancabile energia con cui rinnova e consolida una storia plurisecolare". Ricordiamo tra questi comuni, anche Ceva.

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Scritto da z.m.

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 09 Ottobre 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_10_07/Mostra-Dahl_intro.webp)

## [ Inaugurata la mostra “Roald Dahl &amp; Quentin Blake. Una Splenderrima Collaborazione” ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/inaugurata-la-mostra-roald-dahl-quentin-blake-una-splenderrima-collaborazione)

E' stata inaugurata presso lo **Spazio [Innov@zione di](mailto:Innov@zione%20di) Cuneo** la mostra **“Roald Dahl &amp; Quentin Blake. Una Splenderrima Collaborazione” che rimarrà visitabile s ino al 25 aprile 2027.** Promossa da **CRC Innova** (ente strumentale di Fondazione CRC) e ideata e curata dall’associazione culturale **CUADRI ETS,** l'iniziativa è realizzata in collaborazione con il **Roald Dahl Museum and Story Centre** di Great Missenden, con **Quentin Blake**, la **Roald Dahl Story Company**, **Peter Harrington London**, **Salani Editore** e **Wingspan Productions**.

![Mostra DAhl persone](https://provinciagranda.it/images/2026_10_07/Mostra-DAhl_persone.jpg)

**ROALD DAHL E QUENTIN BLAKE: UN DIALOGO TRA PAROLA E IMMAGINE**

L'esposizione ripercorre oltre trent'anni di lavoro comune tra due figure cardine della cultura e della letteratura per l'infanzia a livello internazionale. All'apparenza sembravano una coppia del tutto improbabile – Roald alto e loquace, Quentin più piccolo e silenzioso –, ma tra loro si creò fin da subito un'immediata e profonda sintonia.

- **Roald Dahl:** Oltre a essere uno degli autori per ragazzi più amati al mondo, ha vissuto una vita rocambolesca: è stato una spia, un asso dell’aviazione, uno storico del cioccolato e persino un inventore di apparecchiature mediche. Con il suo umorismo irriverente, i neologismi surreali e la capacità costante di osservare il mondo dalla parte dei bambini, ha sovvertito i canoni della letteratura giovanile.
- **Quentin Blake:** Tra i più celebri illustratori britannici contemporanei, noto per i suoi disegni vivaci, ironici e immediatamente riconoscibili, ha illustrato nella sua carriera oltre cinquecento libri ed è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti internazionali.

**Un'intesa nata nel 1976 e cresciuta nel tempo** La loro collaborazione iniziò con una semplice stretta di mano nell’ufficio di un editore nel 1976, quando diversi libri di Dahl erano già stati pubblicati e illustrati da altri artisti. L'avvio con *Il coccodrillo Enorme* fu l'inizio inaspettato di un sodalizio destinato a durare ben quindici anni, fino alla scomparsa dello scrittore nel 1990, e a proseguire poi nel tempo fino ai giorni nostri.

Se nei primi due lavori (*L'Enorme Coccodrillo* e *Gli Sporcelli*) autore e illustratore lavorarono per lo più separatamente, fu durante la realizzazione de *Il GGG* che instaurarono quel dialogo creativo diretto destinato a definire l’identità visiva dell'intera opera di Dahl. Nonostante le diversità caratteriali, fu proprio questo fecondo contrasto e una lieve tensione artistica a rendere la coppia così affine: Blake stesso arrivò a paragonare Dahl a una sorta di GGG, un uomo imponente capace di mettere sogni nella testa dei bambini.

Dal canto suo, Dahl ha sempre sottolineato come siano state proprio le illustrazioni di Blake, più delle semplici descrizioni testuali, a dare vita definitiva e forma ai volti e ai corpi di personaggi iconici come il GGG, Agata Spezzindue, il signor Sporcelli e la Strega Suprema, rendendoli indimenticabili nell'immaginario dei lettori di tutto il mondo circostante.

![Mostra DAhl opere](https://provinciagranda.it/images/2026_10_07/Mostra-DAhl-opere.jpg)

**UN RICCO PROGRAMMA DI EVENTI COLLATERALI**

Ad arricchire l'esperienza di visita, la mostra propone un ampio calendario di **eventi collaterali, laboratori didattici, incontri e attività tematiche** dedicati alle scuole, alle famiglie e agli appassionati di letteratura e illustrazione. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e su prenotazione.

- **Visite guidate per adulti:** Un sabato al mese, i visitatori saranno condotti dai curatori alla scoperta della mostra. Il primo appuntamento è fissato per **sabato 10 ottobre 2026 alle ore 15** (prenotazioni su [crcinnova.it](https://crcinnova.it/) a partire da lunedì 5 ottobre).
- **Visite guidate per scuole e gruppi:** Percorsi dedicati a cura di CUADRI ETS, su prenotazione dal martedì al venerdì (dalle 8.30 alle 15.30), studiati appositamente per le classi di ogni ordine e grado. Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- **Letture ad alta voce per bambini (6-12 anni):** Appuntamenti mensili in mostra, il sabato pomeriggio, dedicati ai grandi classici di Dahl, da *La fabbrica di cioccolato* a *Matilde*, *Le streghe*, *Furbo, il signor Volpe* e *Il GGG*.
- **Rassegna cinematografica "Film per tutti":** Proiezioni domenicali, a partire da dicembre presso lo Spazio Incontri, per vedere insieme i più celebri adattamenti cinematografici tratti dalle opere di Roald Dahl.
- **Laboratorio speciale di cioccolateria:** Un evento unico al Rondò dei Talenti in programma per **domenica 17 gennaio 2027**, dove bambini e accompagnatori potranno vivere un'esperienza tra creatività e degustazione guidati dal maître chocolatier Davide Comaschi, Campione del mondo di cioccolateria, ispirata alla magia della fabbrica di Willy Wonka.

Il calendario dettagliato, con tutte le date e le modalità di prenotazione dei singoli appuntamenti, sarà pubblicato nelle prossime settimane e sarà consultabile su [crcinnova.it](https://crcinnova.it/) [ ](https://crcinnova.it/)e [fondazionecrc.it](http://www.fondazionecrc.it)

**ACCESSIBILITÀ ED ESPERIENZA IMMERSIVA** L'intero percorso espositivo è stato progettato con particolare attenzione all’inclusività e all'accessibilità universale:

- Pannelli informativi con titoli in **Braille**.
- **QR code audio** per l'ascolto delle spiegazioni e delle descrizioni dettagliate di testi e opere.
- App digitali interattive e corner sensoriali adatti a un pubblico di ogni età.

**INFORMAZIONI PRATICHE**

- **Titolo mostra:** Roald Dahl &amp; Quentin Blake. Una Splenderrima Collaborazione
- **Sede:** Spazio [Innov@zione](mailto:Innov@zione) – Via Roma 17, Cuneo
- **Periodo di apertura:** Dal 2 ottobre 2026 al 25 aprile 2027
- **Ingresso:** Gratuito

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Scritto da Redazione

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 08 Ottobre 2026

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## [ Fusioni, la Granda dei piccoli Comuni difende l’autonomia ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/fusioni-la-granda-dei-piccoli-comuni-difende-lautonomia)

Se c’è un territorio nel quale il dibattito sul futuro dei piccoli Comuni non può essere considerato marginale è la Granda. Dei 247 municipi della provincia di Cuneo, 223 – il 90% – hanno fino a cinquemila abitanti. E in questi centri vive il 43,17% della popolazione provinciale. Numeri che trasformano la discussione sulle fusioni da questione amministrativa a tema che riguarda direttamente l’assetto del territorio. Il confronto si riaccende mentre lo Stato conferma il sostegno economico alle fusioni. Il decreto del ministero dell’Interno del 7 agosto 2026, pubblicizzato in Gazzetta Ufficiale il 22 settembre, ha ridefinito modalità, criteri e termini per attribuire i contributi ai Comuni interessati dalle fusioni realizzate dal 2014 in avanti. Non si tratta di un obbligo ad accorparsi, ma di un sistema di incentivi destinato agli enti che scelgono quella strada. Una prospettiva contestata da Franca Biglio, sindaca di Marsaglia e presidente dell’Associazione nazionale piccoli Comuni d’Italia (Anpci). «Le fusioni sono la morte dei mille campanili», sostiene. La sua richiesta è di spostare l’attenzione – e una parte delle risorse – sulla sopravvivenza amministrativa degli enti minori. «Basta con questi incentivi. Chi vuole fondersi lo faccia». Biglio richiama i 5.522 piccoli Comuni individuati nell’elenco previsto dalla legge 158 del 2017 e mette sul tavolo anche il tema delle risorse erogate alle fusioni negli ultimi anni. La sua tesi è che almeno parte di quei fondi potrebbe essere utilizzata per sostenere direttamente i piccoli municipi, anche nelle spese necessarie al funzionamento quotidiano. Nel Cuneese le incorporazioni non sono soltanto un’ipotesi. Dal 2019 Castellar è parte di Saluzzo, Valmala di Busca e Camo di Santo Stefano Belbo. Tre operazioni disciplinate da leggi regionali del dicembre 2018 e accompagnate anche da contributi della Regione Piemonte: 260 mila euro per Castellar-Saluzzo, altrettanti per Valmala-Busca e 227.650 euro per Camo-Santo Stefano Belbo. Il punto sollevato dai piccoli enti, tuttavia, va oltre i trasferimenti. Biglio porta l’esempio di Marsaglia: ottanta chilometri di strade e amministratori che seguono direttamente le frazioni. «Sono le sentinelle del territorio», dice, ricordando anche interventi effettuati personalmente dagli amministratori durante le emergenze. È la prossimità che l’Anpci teme possa ridursi quando un municipio viene incorporato in un centro maggiore. Una posizione politica e associativa, mentre il legislatore continua a considerare le fusioni uno degli strumenti disponibili per riorganizzare gli enti locali. Nella Granda il confronto è destinato ad avere un peso particolare: qui il piccolo Comune non è un’eccezione amministrativa, ma costituisce la struttura prevalente del territorio.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 08 Ottobre 2026

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## [ A Peveragno “Cose che capitano in montagna” ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/a-peveragno-cose-che-capitano-in-montagna)

Il consiglio di Biblioteca, in collaborazione con il CAI, la biblioteca di Beinette, e il patrocinio dei comuni di Peveragno e Beinette, organizzano la presentazione del libro “Cose che capitano in montagna” di Irene Borgna (CAI edizioni, 2025). L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto “Ama, rispetta e vivi la tua Terra”, che dal 2021 si pone come obiettivi quelli di sensibilizzare rispetto alle tematiche legate al cambiamento climatico e alla tutela del paesaggio e territorio, attraverso eventi e serate rivolti alla cittadinanza e alle scuole. Irene Borgna, l’autrice ospite di questa serata, si occupa di educazione ambientale per le Aree Protette delle Alpi Marittime e ha già pubblicato altri libri, tra cui “Manuale per giovani stambecchi”, “Sulle Alpi” e “Cieli neri”. In “Cose che capitano in montagna” raccoglie e descrive quaranta situazioni, realmente vissute e ricavate dall’esperienza sul campo di guide, guardiaparco e appassionati di montagna, invitando i lettori a riflettere su questi aspetti, sul proprio comportamento in montagna e sul contatto con la natura. La serata si terrà venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 21 presso la biblioteca di Peveragno (salone al primo piano – Centro culturale Ambrosino, via Vittorio Veneto, 22). Irene Borgna dialogherà con Francesca Pellegrino, CAI – sezione di Peveragno. uesti. Ingresso libero e gratuito. Per informazioni sulla serata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 0171.337728, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 3351805810

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 08 Ottobre 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_09_30/Biblioteca-Chiusa-Pesio.jpg)

## [ Chiusa Pesio: stamattina si inaugura il Giardino dei Germogli di Pace ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/chiusa-pesio-domani-si-inaugura-il-giardino-dei-germogli-di-pace)

Oggi, giovedì 8 ottobre, alle ore 11, presso il giardino interno della Biblioteca civica "Ezio Alberione" di Chiusa di Pesio, si terrà l'inaugurazione ufficiale del “Giardino dei germogli di Pace: Abir e Smadar, fiori tra i fiori”.

L'evento, che vedrà come protagonisti gli alunni e le alunne della Scuola secondaria di Primo Grado di Chiusa di Pesio, rappresenta il culmine e una tappa di fondamentale importanza all'interno del percorso di educazione alla Pace portato avanti con dedizione dall’istituto. Il cammino è nato e maturato a partire dalla lettura e dall'approfondimento del libro "Mio padre, tuo padre", che narra la toccante vicenda di due padri – uno israeliano e uno palestinese – uniti dallo stesso immenso dolore per la perdita violenta delle proprie figlie, Abir e Smadar, ma capaci di trasformare quella tragedia in un messaggio straordinario di dialogo, ascolto e riconciliazione.

A partire da questa lettura, gli studenti hanno maturato profonde riflessioni sulla necessità urgente di costruire percorsi di pace concreti e duraturi. In questo particolare periodo storico, segnato da guerre e conflitti che appaiono sempre più "normalizzati", la scuola di Chiusa di Pesio intende farsi promotrice di un’altra ottica e di un’altra visione del mondo: una prospettiva che si oppone alla logica dello scontro, delle divisioni, dei muri e della paura, offrendo invece un'alternativa fondata sul dialogo, la fraternità e la speranza.

Per radicare questa lezione nel territorio, le ragazze e i ragazzi hanno ideato, con il patrocinio del Comune e dell’Ente Aree Protette delle Alpi Marittime, un’aiuola all’interno del cortile della biblioteca dedicata alla memoria di Abir e Smadar e di tutte le vittime innocenti dei conflitti, affinché diventi il simbolo di una comunità unita contro ogni forma di violenza.

Durante la cerimonia, le alunne e gli alunni proporranno anche l'iniziativa solidale dei “Bulbi della Pace”: offriranno alla cittadinanza e alle famiglie dei bulbi da fiore in cambio di una donazione libera. Un gesto semplice e poetico per ricordare che la pace richiede cura e attenzione costante per poter germogliare.

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Scritto da v.s.

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 08 Ottobre 2026

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