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## [ Affidata la concessione dei servizi educativi alla prima infanzia di Beinette ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/affidata-la-concessione-dei-servizi-educativi-alla-prima-infanzia-di-beinette)

Il Comune di Beinette, tramite la Stazione unica appaltante convenzionata, ha affidato la concessione dei servizi educativi alla prima infanzia in partenza nel mese di settembre 2026. Si tratta dell'affidamento in concessione più grande nella storia amministrativa dell’ente, con un importo a base di gara di 1.573.548 euro. L’aggiudicataria, “Il Nido dei Bimbi” di Cinzia Marchisio, ha offerto un ribasso del 3% e gestirà per cinque anni i servizi educativi del Nido d’Infanzia (aperto ai bambini dai 3 ai 36 mesi) e della Sezione Primavera (dedicata ai bambini da 24 a 36 mesi). 
Il progetto educativo proposto dall’aggiudicataria prevede iniziative e strumenti pedagogici in linea con la filosofia che ha ispirato la realizzazione del nuovo Polo per l’Infanzia di Beinette - il Reggio Emilia children la cui base si fonda sul tirare fuori il potenziale del bambino, metodo introdotto da Loris Malaguzzi: molteplici attività outdoor nelle grandi aree verdi offerte dalla nuova struttura, atelier volti a stimolare la creatività e l’espressione emotiva dei bambini, uscite sul territorio e stretta collaborazione con le realtà associative e sociali del paese per promuovere la curiosità e la crescita dei piccoli ospiti. 
“Siamo finalmente giunti alla conclusione di un iter burocratico lungo, partito ad inizio anno con la decisione della giunta comunale di affidare in regime di concessione il servizio. Personalmente sono contento per l’esito della gara: la professionalità e la competenza dell’aggiudicataria sono la garanzia del fatto che il servizio verrà svolto con alti livelli di qualità”, sostiene il Sindaco, Lorenzo Busciglio. La partenza della Sezione Primavera è prevista per il 1° settembre, mentre quella del Nido 
d’Infanzia è prevista per il 14 settembre. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Cinzia Marchisio al numero 3311279336.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 21 Agosto 2026

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## [ Beinette: stasera al via i festeggiamenti di San Magno ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/beinette-stasera-al-via-i-festeggiamenti-di-san-magno)

Beinette si prepara a celebrare San Magno. Stasera, venerdì 21 agosto, prendono il via i cinque giorni di festa organizzati dalla Pro Loco, con cene, musica e appuntamenti che animeranno la cittadina fino a martedì 25 agosto. Si parte alle 20 con la serata dello stinco, seguita dalle 22 dal DJ set di Lorenzo Bernocco. Domani, sabato 22 agosto, spazio invece alla cena di pesce, alle 20, con entrée, tre antipasti, pasta allo scoglio e dolce. Dalle 22 musica con la Yoyo Band. Per chi volesse ancora partecipare alla cena di pesce, restano sette posti disponibili. Le iscrizioni non vengono più raccolte presso Arte in Farina e Fiorilù: per le adesioni last minute è necessario scrivere al 388/9088466. Domenica 23 agosto sarà la giornata più particolare, con la possibilità di volare in mongolfiera dalle 19 alle 22, nell’area giostre. Dalle 19 sarà inoltre possibile mangiare panini allo stand presente sul posto, mentre dalle 22,30 la serata proseguirà con il DJ set di DJ Aldo. Lunedì 24 agosto appuntamento alle 20 con la cena a base di crèpes, proposte sia in versione salata sia dolce. Alle 21,30 esibizione della scuola di ballo e, dalle 22,30, DJ set di Leonardo Tomatis. Chiusura martedì 25 agosto con la cena dei massari alle 20, seguita dall’ultimo DJ set della festa. Tutti gli appuntamenti, ad eccezione dei voli in mongolfiera, si svolgeranno al salone polivalente di via Gauberti 15. Per le cene è necessario portare le proprie stoviglie. Per informazioni sugli eventi: 334/652025. Per il volo in mongolfiera e le iscrizioni last minute alla cena di pesce: 388/9088466.

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Scritto da v.s.

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

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## [ Cuneo: due arresti per maltrattamenti in famiglia ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/cuneo-due-arresti-per-maltrattamenti-in-famiglia)

Due interventi diversi, due arresti per maltrattamenti in famiglia. succede a Cuneo nei giorni di Ferragosto. Il primo arresto è a carico di uomo, italiano - già gravato da diversi precedenti per reati contro la persona e il patrimonio – che ha violato le misure cautelari del divieto di avvicinamento verso uno dei genitori con applicazione del braccialetto elettronico e del divieto di dimora nel comune di Cuneo, disposte nell'ambito delle tutele previste dal "Codice Rosso". L'intervento degli Agenti della Squadra Volante è scattato immediatamente a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 ed ha consentito di intercettare e bloccare il soggetto, che è stato condotto in stato di arresto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la quale successivamente ha convalidato, confermando la restrizione della libertà personale.

Il secondo episodio occorso in città, ha riguardato un cittadino straniero - già in stato di detenzione domiciliare per spaccio di sostanza stupefacente - che è stato tratto in arresto dagli Agenti delle Volanti dopo diverse segnalazioni e richieste di aiuto, in quanto aveva insultato e minacciato i propri familiari conviventi, brandendo un grosso coltello da cucina. Anche in questa caso la persona, dopo essere stata soccorsa per le ferite alle mani causate dall’aver danneggiato il vetro del portone dell’ingresso condominiale, è stata portata presso la locale Casa circondariale in stato di arresto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha in seguito convalidato e disposto la misura cautelare in carcere.

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Scritto da zaira

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Pubblicato: 21 Agosto 2026

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## [ Confagricoltura Cuneo: «La siccità è ormai strutturale» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/confagricoltura-cuneo-la-siccita-e-ormai-strutturale)

La siccità non è più un’emergenza da superare. È una condizione con cui l’agricoltura dovrà fare i conti ogni anno. Per questo l’acqua diventa una questione strategica per la Granda. Servono invasi, sistemi di irrigazione più efficienti e colture capaci di resistere meglio al caldo. È la posizione di Confagricoltura Cuneo, che dopo un’estate segnata da temperature elevate e precipitazioni scarse lancia un appello a istituzioni e mondo agricolo. «Dobbiamo iniziare a considerare caldo e siccità come un problema strutturale, senza pensare che le prime piogge autunnali possano farci dimenticare una questione che tornerà certamente a ripresentarsi la prossima estate», sottolinea il direttore Roberto Abellonio. «Stato, Regione e Provincia devono prendere atto che la disponibilità di acqua è diventata una questione strategica. Allo stesso tempo anche il mondo agricolo deve prepararsi ai cambiamenti che questo comporterà, accelerando, ad esempio, l’utilizzo di colture e varietà più resistenti».

Il problema non è soltanto avere meno acqua. È anche il costo necessario per procurarsela. In molte aziende gli impianti devono funzionare più a lungo. In alcuni casi anche 24 ore su 24. Crescono così le spese per energia, gasolio e gestione dell’irrigazione. E la scarsità di foraggi e materie prime può avere conseguenze anche sulla zootecnia e sui prezzi lungo la filiera. C’è poi un altro nodo. I vincoli sui minimi deflussi dei corsi d’acqua possono limitare i prelievi proprio quando le colture hanno maggiore bisogno di essere irrigate. «In alcune zone, come a Caraglio, alle aziende non è stata data la possibilità di irrigare proprio a causa dei vincoli legati ai minimi deflussi», spiega Abellonio. «È un tema sul quale stiamo confrontandoci a livello locale e regionale, perché occorre trovare un equilibrio tra la tutela della risorsa idrica e la necessità di garantire acqua alle attività agricole».

Gli effetti cambiano da comparto a comparto. Per la frutta, spiega il presidente della Sezione frutticola Michele Ponso, l’acqua dei pozzi è ancora sufficiente. Ma il caldo obbliga a irrigare molto di più. «Le alte temperature obbligano molte aziende a mantenere gli impianti di irrigazione localizzata in funzione anche 24 ore su 24. La qualità della frutta resta elevata, ma l’aumento dei costi di produzione erode i margini».

Il mais è invece uno dei raccolti più esposti. Andrea Ingaramo, presidente della Sezione cereali e semi oleosi, sottolinea che «dove le risorse sono insufficienti, le colture rischiano di non completare il ciclo produttivo». Anche per la soia la situazione cambia in base all’epoca di semina e alla disponibilità di acqua. La soluzione, secondo Ingaramo, passa da «investimenti in invasi e nell’innovazione varietale per rendere le colture più resilienti».

In vigna il problema è soprattutto l’equilibrio della maturazione. Il doglianese Gian Luca Demaria, presidente della Sezione vitivinicola regionale, segnala in alcune zone di Langhe e Roero «segnali di stress idrico, con scottature dei grappoli». Il caldo ha accelerato la maturazione delle uve. «Le alte temperature e la scarsità d’acqua hanno accelerato la maturazione delle uve, segnando una delle raccolte più precoci mai registrate nella zona di Cuneo, Langhe e Roero».

Anche i noccioleti mostrano i segni dello stress. «Abbiamo segnalato stress idrico, ingiallimento e caduta anticipata delle foglie nei noccioleti più esposti», riferisce Aldo Gavuzzo, presidente della Sezione frutta in guscio. A preoccupare sono anche «le condizioni delle gemme destinate alla prossima stagione».

Sul fronte zootecnico il problema diventa doppio. Da una parte l’acqua. Dall’altra il costo e la qualità dei mangimi. Enrico Racca, presidente della Sezione lattiero-casearia, richiama l’attenzione sul mais destinato all’alimentazione dei bovini e sulla possibile presenza di aflatossine. «È sempre più necessario realizzare nuovi invasi, soprattutto in montagna, per trattenere l’acqua quando è disponibile».

Alberto Brugiafreddo, presidente della Sezione bovini da carne, evidenzia invece le differenze tra le aziende. «Dove l’acqua è disponibile le aziende non hanno registrato particolari difficoltà, mentre nelle aree meno servite dall’irrigazione aumenta sempre più il rischio di raccolti insufficienti per l’alimentazione degli animali e, di conseguenza, il costo dei foraggi».

Anche i suini risentono indirettamente della siccità. Roberto Barge, presidente della Sezione suinicola, spiega che «se gli allevamenti non risentono direttamente della carenza d’acqua, rischiano però di dover affrontare un aumento dei costi dei mangimi a causa della riduzione delle produzioni cerealicole». Barge segnala anche un altro elemento. «La carenza idrica non rappresenta più un fenomeno eccezionale e quest’anno è arrivata con quasi un mese di anticipo rispetto al passato». Per questo, aggiunge, «è un segnale che impone di pianificare interventi strutturali per garantire la disponibilità della risorsa lungo tutta la filiera agroalimentare».

La richiesta dell’associazione è quindi di cambiare approccio. Non più interventi quando l’emergenza è già arrivata. Occorre programmare prima. «Servono una strategia di lungo periodo per la risorsa idrica, nuovi invasi e sistemi capaci di trattenere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità», afferma il presidente di Confagricoltura Cuneo Enrico Allasia. Servono anche «investimenti nell’irrigazione efficiente e nella ricerca di colture più resistenti». «Non possiamo permetterci di affrontare ogni estate come se fosse un evento straordinario», conclude Allasia. «La siccità è ormai una variabile strutturale dell’agricoltura e come tale deve essere affrontata, prima che le sue conseguenze diventino ancora più pesanti per le aziende e per l’intero sistema agroalimentare».

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Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 20 Agosto 2026

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## [ In salvo l'escursionista disperso all'Argentera ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/in-salvo-lescursionista-disperso-allargentera)

Si è concluso intorno alle 8 di questa mattina, 20 agosto, un lungo intervento che ha coinvolto il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco per la ricerca di un alpinista disperso nella zona dell'Argentera, tra i comuni di Valdieri ed Entracque.
L'allarme è stato lanciato intorno alle 11 di ieri sera dai 2 compagni dell'uomo che non era rientrato al Rifugio Genova-Figari, dove si erano dati appuntamento. I 3 erano partiti alla mattina dal Rifugio Morelli-Buzzi con l'intenzione di scalare la Punta Argentera Sud ma si erano presto divisi. Il disperso ha proceduto fino al Rifugio Remondino e ha lasciato lo zaino prima di ripartire verso il Rifugio Genova-Figari dove non ha trovato i propri compagni. Ha quindi deciso di partire alla loro ricerca finché non è stato colto dal buio e si è rifugiato per la notte presso il Bivacco del Baus.
Nel frattempo i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese erano già stati attivati nel tardo pomeriggio dal gestore del Remondino che aveva trovato lo zaino del disperso e avevano già iniziato a ricostruire gli spostamenti dell'uomo. Dopo l'attivazione tramite chiamata al NUE 112, sono iniziate le operazioni di ricerca via terra. Intorno alle 3 di questa mattina, una squadra ha raggiunto a piedi il Bivacco del Baus trovandovi all'interno il disperso che non era stato in grado di contattare i propri compagni poiché nella zona non vi è copertura telefonica e aveva preferito trascorrere la notte all'interno della struttura. Alle prime luci dell'alba i tecnici e l'uomo sono ripartiti a piedi verso il Rifugio Genova-Figari dove l'uomo ha potuto ricongiungersi con i compagni.

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Scritto da zaira

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Pubblicato: 20 Agosto 2026

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## [ Beinette, nuova condotta per migliorare la distribuzione dell’acqua ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/beinette-nuova-condotta-per-migliorare-la-distribuzione-dellacqua)

**Sono iniziati a Beinette i lavori di ACDA per la realizzazione di una nuova condotta destinata a migliorare la distribuzione dell’acqua nella parte alta del paese. L’intervento interessa in particolare la zona del Parco di Rifreddo, via Pertini e via Chiusa di Pesio.** L’opera punta a dare una risposta ai problemi di distribuzione dell’acqua che da tempo interessano questa parte del territorio comunale. Il tema della rete idrica di Beinette era già stato oggetto di approfondimenti tecnici da parte dell’Azienda Cuneese dell’Acqua. Nella relazione sulla gestione relativa al 2021, ACDA riferiva infatti di aver sviluppato il modello idraulico delle reti acquedottistiche di Cuneo, Beinette, Tarantasca e Pietraporzio, per un totale di circa 500 chilometri di rete simulata, effettuando anche calcoli idraulici per verifiche localizzate.

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Scritto da zaira

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Pubblicato: 19 Agosto 2026

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## [ Sicurezza urbana: «Serve responsabilità condivisa tra le Istituzioni» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/sicurezza-urbana-serve-responsabilita-condivisa-tra-le-istituzioni)

**Dalla sicurezza reale a quella percepita, dal ruolo della Polizia Locale alla necessità di garantire il rispetto delle regole: i Sindaci di Alba, Borgo San Dalmazzo, Bra, Busca, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano intervengono sul tema della sicurezza e chiedono una nuova stagione di collaborazione tra Comuni e Stato. Un appello affinché ogni istituzione possa fare la propria parte, con competenze chiare, risorse adeguate e una presenza concreta sul territorio, per evitare che tra i cittadini si diffonda la sensazione che alle violazioni non seguano conseguenze e, con essa, venga meno la fiducia nelle Istituzioni. Riceviamo e pubblichiamo la lettera.**

*Caro Direttore,*

*noi Sindaci, insieme agli Agenti delle Polizie Locali dei nostri Comuni, ci troviamo oggi in una sorta di “doppia prima linea”: da una parte siamo i primi destinatari delle richieste dei cittadini, che chiedono più sicurezza e maggiore presenza sul territorio; dall’altra ci confrontiamo quotidianamente con il limite delle competenze e delle risorse che abbiamo a disposizione per poter dare risposte adeguate.*

*C’è poi una distinzione che merita di essere affrontata con lucidità: quella tra sicurezza reale e sicurezza percepita. I dati del Ministero dell’Interno, proprio in questi giorni, raccontano una realtà che in alcuni ambiti appare diversa dalla percezione diffusa. Ma questo non significa che la paura dei cittadini sia meno vera. Un episodio, un’aggressione, un atto di vandalismo o anche soltanto la presenza costante di situazioni di degrado possono cambiare profondamente il modo in cui una persona vive il proprio quartiere, una piazza, una strada.*

*Gli Amministratori Locali questo lo sanno bene, perché sono ogni giorno a contatto con le proprie comunità e hanno visto cambiare, nel tempo, le loro esigenze. Oggi le richieste più pressanti riguardano il decoro urbano, il rispetto delle regole della convivenza civile e, soprattutto, una questione che rischia di diventare una ferita profonda: la certezza che le regole vengano effettivamente rispettate e, quando vengono violate, che alle violazioni seguano conseguenze concrete.*

*È proprio qui che nasce lo scoramento. Quando un cittadino dice “tanto non gli fanno niente”, “domani sarà di nuovo lì” oppure “anche se segnalo, non cambia nulla”, non sta semplicemente esprimendo una lamentela. Sta manifestando qualcosa di più serio: la sensazione che la propria richiesta di tutela non trovi una risposta.*

*Come Comuni abbiamo fatto e continuiamo a fare la nostra parte. Abbiamo dato avvio a tanti progetti di natura sociale e di educativa di strada, abbiamo modificato i Regolamenti di Polizia Urbana, in alcuni casi adottato strumenti come i DASPO amministrativi, rafforzato i sistemi di videosorveglianza e investito nell’illuminazione e nella riqualificazione degli spazi pubblici. Abbiamo cercato di essere presenti, spesso con risorse limitate, là dove i cittadini ci chiedevano di esserci.*

*Ma dobbiamo anche avere l’onestà di riconoscere che nessuna telecamera, nessun regolamento e nessun investimento locale possono, da soli, risolvere un problema che ha dimensioni più ampie.*

*È necessario, quindi, aprire una nuova stagione di collaborazione tra le Istituzioni, nella quale ogni livello dello Stato possa esercitare fino in fondo le proprie responsabilità. Ai Comuni devono essere garantite maggiori possibilità di investimento per sostenere la Polizia Locale, estendere gli orari di servizio, rafforzare la formazione degli Agenti per affrontare criticità che sono profondamente cambiate rispetto al passato.*

*Allo stesso tempo, però, non possiamo chiedere ai Sindaci di essere ciò che non possono essere. Un Sindaco può prevenire, coordinare, presidiare, riqualificare e ascoltare. Non può sostituirsi alle Forze dell’Ordine, alla Magistratura o alle altre articolazioni dello Stato alle quali competono funzioni precise. E non può essere lasciato solo a rispondere di fenomeni che richiedono una responsabilità condivisa.*

*Forse è proprio questo il punto da cui partire: non dalla ricerca di un colpevole, ma dalla necessità di ricostruire una filiera della responsabilità. Ogni Istituzione deve poter fare la propria parte con strumenti adeguati, tempi certi e risorse sufficienti.*

*Perché la sicurezza non si costruisce soltanto dopo che qualcosa è accaduto. Si costruisce prima: attraverso la presenza sul territorio, la prevenzione, l’illuminazione, la cura degli spazi pubblici, il sostegno alle situazioni di fragilità, il coordinamento tra istituzioni e, quando necessario, attraverso la certezza che chi viola le regole ne affronti concretamente le conseguenze.*

*La paura dei cittadini, quando si accompagna alla convinzione che le regole possano essere violate senza conseguenze, rischia infatti di produrre qualcosa di ancora più grave del singolo episodio: la perdita di fiducia nelle Istituzioni e nello Stato.*

*Ed è una responsabilità che nessuno di noi può permettersi di sottovalutare. Perché una comunità sicura non è quella nella quale non accade mai nulla, ma quella nella quale, quando qualcosa accade, il cittadino sa che le Istituzioni ci sono, ciascuna nel proprio ruolo, e che nessuno viene lasciato solo.*

**Alberto Gatto** - Sindaco di Alba

**Roberta Robbione** - Sindaca di Borgo San Dalmazzo

**Giovanni Fogliato** - Sindaco di Bra

**Ezio Donadio** - Sindaco di Busca

**Patrizia Manassero** - Sindaca di Cuneo

**Dario Tallone** - Sindaco di Fossano

**Luca Robaldo** - Sindaco di Mondovì

**Franco Demaria** - Sindaco di Saluzzo

**Antonello Portera** - Sindaco di Savigliano

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 19 Agosto 2026

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## [ Biolè: «Levaldigi non ha i presupposti della sostenibilità» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/biole-levaldigi-non-ha-i-presupposti-della-sostenibilita)

Il possibile asse fra Caselle e gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate riaccende il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale piemontese e, inevitabilmente, anche su quello di Levaldigi. A intervenire è Fabrizio Biolé, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, oggi residente a Clavesana, che già durante la sua esperienza a Palazzo Lascaris si era occupato delle vicende dello scalo cuneese. In una lettera indirizzata agli organi di informazione locale e al consigliere regionale Mauro Calderoni, Biolé analizza numeri e prospettive di Levaldigi e mette in discussione la sostenibilità futura dell’aeroporto: la pubblichiamo integralmente.

Egregio Direttore, Egregio Consigliere Calderoni, scrivo come cittadino cuneese, non per spirito di polemica, ma per richiamare alcuni fatti che da anni sono sotto gli occhi di chiunque voglia guardarli senza “filtri” territoriali o di appartenenza. I numeri dell’aeroporto di Cuneo-Levaldigi parlano chiaro e non ammettono interpretazioni ottimistiche. Nel 2025 lo scalo ha chiuso sotto i 100.000 passeggeri (circa 97-100 mila, in calo rispetto ai 105 mila del 2024 e ai 114 mila del 2023). Dopo la ripresa del 2022 (160 mila), il trend è nettamente discendente. I bilanci della Geac raccontano da anni perdite strutturali (oltre 1,3 milioni nel 2022, quasi 1 milione nel 2023), con un patrimonio netto a lungo in territorio negativo e la costante necessità di apporti di capitale. Non esiste, nei dati pubblici, alcun elemento che possa far presagire una sostenibilità economica dello scalo né nel prossimo futuro né in quello remoto. Questo non toglie nulla alla passione autentica e ammirevole, per quanto ormai evidentemente datata, che il rimpianto Cavaliere Amilcare Merlo e il parimenti rimpianto Avvocato Gianni Vercellotti hanno dimostrato, nella propria dedizione e nel loro spendersi per l’aeroporto di Cuneo in tutte le sedi. Ma la passione, da sola, non muove i conti né attrae vettori in misura sufficiente a garantire un equilibrio e a distanza di alcuni anni dalla loro dipartita i dati sono sotto gli occhi di tutti. L’ipotesi di accordo tra Caselle e il sistema milanese (Linate e Malpensa) arriva, se mai arriverà, fin troppo tardi per dare una vera svolta a Torino. È noto da anni che Caselle risulta sovradimensionato rispetto ai volumi di traffico che riesce a generare, nonostante i recenti record (oltre 5 milioni nel 2025). La strategia del grande hub di Malpensa 2000 – inaugurato peraltro sotto un governo di centrosinistra e preparato da precedenti esecutivi dello stesso colore – ha avuto l’effetto di medio-lungo periodo di lasciare Caselle in una condizione di incertezza strutturale, a poco più di 100 chilometri di distanza. Stracciarsi le vesti di fronte a un possibile accordo Caselle-Linate significa fare finta di non aver capito che, anche in questo settore, l’unione fa la forza. Negare l’evidenza dei numeri di Levaldigi, o pretendere che una strategia regionale possa “salvare” uno scalo che da anni non mostra i presupposti della sostenibilità, rischia di apparire poco intellettualmente onesto, specialmente quando viene fatto in nome di un’appartenenza elettorale o territoriale. Non sono affatto felice del declino che prevedo per Levaldigi nei prossimi anni e che già qualche anno fa, nella mia parentesi a Palazzo Lascaris, avevo più volte esplicitamente immaginato. Ma preferisco guardare in faccia la realtà piuttosto che coltivare illusioni. A Mauro Calderoni, di cui riconosco da tempo le capacità di analisi e di lettura dei fatti e della realtà, chiedo soltanto di applicare quella stessa lucidità anche a questa tematica, senza lasciarsi trascinare dalla difesa “di bandiera”.

Cordiali saluti.

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Scritto da f.trax.

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Pubblicato: 17 Agosto 2026

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## [ Imballaggi, le nuove regole Ue preoccupano per costi e burocrazia ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/imballaggi-le-nuove-regole-ue-preoccupao-per-costi-e-burocraiza)

Ridurre gli imballaggi e i rifiuti prodotti è l’obiettivo. Ma sulla strada scelta dall’Unione europea non sono mancate le perplessità delle categorie economiche italiane. E ora che il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, il cosiddetto **PPWR**, entra nella sua fase applicativa, l’attenzione si sposta dalle trattative di Bruxelles alle conseguenze concrete per le aziende. Tra le disposizioni che assumono rilevanza immediata c’è il limite alla presenza di **PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti**, applicabile dal 12 agosto. Confartigianato Imprese Cuneo ha richiamato nei mesi scorsi l’attenzione delle aziende proprio su questo aspetto, invitandole a verificare le caratteristiche degli imballaggi utilizzati e a confrontarsi con i fornitori. Ma il percorso non si esaurisce nel 2026. Il regolamento introduce una serie di scadenze successive riguardanti riciclabilità, contenuto di materiale riciclato, minimizzazione del peso e del volume delle confezioni, etichettatura e, per determinate categorie, riuso.

L’agroalimentare rappresenta uno dei principali punti di forza della Granda sui mercati internazionali. Secondo il **Rapporto Cuneo 2026 della Camera di commercio**, nel 2025 le esportazioni provinciali di prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno raggiunto circa **4,61 miliardi di euro**, in crescita rispetto ai 4,29 miliardi del 2024. Francia e Germania rimangono i primi due mercati di destinazione. È un dato che aiuta a comprendere perché una normativa sul packaging possa avere conseguenze che vanno oltre il settore degli imballaggi propriamente detto. Per chi vende prodotti alimentari e bevande, soprattutto quando destinati a mercati diversi, confezione, conservazione, etichettatura, trasporto e conformità normativa sono parti dello stesso processo produttivo e commerciale.

**Le critiche delle categorie: «Non penalizzare il modello italiano»**

Il regolamento arriva al termine di un confronto europeo tutt’altro che semplice. Nel corso dell’iter legislativo **Confartigianato**, insieme ad altre organizzazioni imprenditoriali, aveva espresso forti perplessità sulla proposta iniziale, soprattutto per il rischio di privilegiare il riuso rispetto al riciclo. Il timore era quello di penalizzare un sistema come quello italiano, che negli anni ha investito in modo significativo nella raccolta e nel riciclo dei materiali. Le associazioni hanno inoltre chiesto maggiore proporzionalità degli obblighi e attenzione alle piccole e medie imprese, per evitare che la transizione ambientale si traduca in un eccessivo aumento di adempimenti e costi. Anche **Coldiretti** è intervenuta nel dibattito europeo, concentrando le proprie osservazioni soprattutto sulle conseguenze per l’agroalimentare. Uno dei punti sollevati dal mondo agricolo riguarda il delicato equilibrio tra riduzione dell’imballaggio e conservazione degli alimenti: una confezione svolge infatti anche una funzione di protezione e può contribuire ad aumentare la durata commerciale di un prodotto. Per una grande industria modificare un packaging può significare avviare un progetto strutturato con uffici tecnici e fornitori specializzati. Per un laboratorio artigiano, una piccola attività alimentare o un’impresa agricola che confeziona direttamente il proprio prodotto, la capacità organizzativa è inevitabilmente differente.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 17 Agosto 2026

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