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title: 'Val Tanaro, dubbi sul nuovo assetto del 118'
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Novanta medici necessari per garantire la copertura teorica del servizio, ventisei quelli oggi effettivamente disponibili. È da questo dato che è partita l’assemblea dei sindaci convocata giovedì in Provincia a Cuneo per discutere la riorganizzazione del 118 alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, dei vertici di Azienda Zero e delle aziende sanitarie cuneesi. 
Nella relazione tecnica illustrata ai sindaci è stato spiegato che il modello previsto dalla normativa regionale richiederebbe oltre 140 mila ore annue di attività medica. La copertura attuale si attesta invece intorno alle 80 mila ore, sostenuta anche attraverso prestazioni aggiuntive e collaborazioni esterne. Da qui l’ipotesi di una progressiva riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza. 
La proposta presentata da Azienda Zero prevede la concentrazione delle risorse mediche in alcune postazioni operative h24 dotate di automedica e il mantenimento della rete territoriale dei mezzi avanzati con personale infermieristico. Nella simulazione illustrata durante l’assemblea le future postazioni sarebbero cinque: Borgo San Dalmazzo, Saluzzo, Genola, Verduno e Ceva, oltre alla centrale operativa. 
I numeri e il nuovo assetto proposto hanno aperto il confronto con gli amministratori locali, in particolare quelli dei territori montani e periferici. 
Il sindaco di Garessio Luciano Sciandra ha richiamato l’attenzione sulle peculiarità dell’Alta Val Tanaro, sottolineando come le valutazioni debbano tenere conto non solo della popolazione residente ma anche dell’aumento di presenze che caratterizza i periodi turistici. Sciandra ha inoltre ribadito la richiesta che Garessio possa essere sede di automedica, richiamando le distanze dai principali centri ospedalieri e il traffico che interessa la statale 28. 
La sindaca di Priola Laura Canavese ha posto una questione operativa legata alla gestione delle emergenze, chiedendo come verrebbe garantito il servizio in Alta Val Tanaro nel caso in cui l’automedica prevista a Ceva fosse già impegnata in un altro intervento. 
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Distretto sanitario Sud-Est e sindaco di Monastero Vasco Franco Bosio, che ha richiamato la necessità di un maggiore coinvolgimento degli amministratori locali, ritenendolo «utile e necessario per poter assumere decisioni conformi al territorio». 
Il presidente della Provincia e sindaco di Mondovì Luca Robaldo ha invece riportato l’attenzione sul tema della carenza di personale sanitario, chiedendo quali iniziative siano state attivate per affrontare il problema e reperire i professionisti che oggi mancano al sistema. 
Nel corso dell’assemblea diversi interventi hanno inoltre richiamato le caratteristiche della provincia di Cuneo, le distanze, la conformazione delle vallate e le variazioni stagionali della popolazione, elementi che gli amministratori hanno chiesto di considerare nella valutazione del nuovo assetto del servizio. 
Al termine dell’incontro l’assessore Riboldi ha invitato i territori a trasmettere osservazioni e proposte sul progetto illustrato dai tecnici, che saranno oggetto di ulteriori valutazioni.

Dettagli

Scritto da zaira

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 06 Giugno 2026

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