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title: 'Cebano - Provincia Granda - Risultati da #45'
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## [ Ceva: la Caserma “Galliano” ospita 100 allievi della Scuola Carabinieri di Torino ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-la-caserma-galliano-ospita-100-allievi-della-scuola-carabinieri-di-torino)

La storica Caserma “Giuseppe Galliano” di Ceva amplia e rinnova la propria vocazione formativa con l'importante arrivo del Distaccamento della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, che porterà in città una presenza stabile di 100 allievi.

Le attività del nuovo Distaccamento sono iniziate nei giorni scorsi: la struttura è stata predisposta per ospitare gli allievi e le attività didattiche: sono disponibili camerate e servizi, aule per i corsi, un'aula magna e gli uffici destinati al personale della scuola e agli ufficiali.

Lunedì 31 agosto il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli ha portato il saluto dell'Amministrazione comunale, della cittadinanza e di tutta la comunità cebana agli allievi, incontrandoli all'interno della “Galliano”: l'arrivo dei 100 allievi rappresenta un significativo incremento della presenza quotidiana in città, legata alle attività formative della caserma.

La caserma “Galliano” ha da sempre ospitato al suo interno attività formative: dopo una lunga tradizione alpina, conclusasi nei primi Anni Settanta, dagli anni Duemila ha infatti ospitato il Centro Addestramento Carabinieri Forestali di Ceva, struttura dell'organizzazione forestale dell'Arma che negli anni ha continuato a svolgere attività formative e addestrative specialistiche. La novità riguarda piuttosto la dimensione e l'organizzazione della presenza formativa: la componente ordinaria legata alla formazione forestale ha interessato negli ultimi anni circa una quindicina di persone, con presenze che aumentavano ad alcune decine unità durante i periodi di corso. Con il nuovo Distaccamento della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, invece, la presenza sarà sostanzialmente stabile e pari a 100 allievi.

Parallelamente al nuovo Distaccamento Allievi, a Ceva rimarrà comunque operativo il Nucleo Carabinieri Forestale, componente dell'Arma impegnata nelle attività di competenza sul territorio. “La sua presenza non viene quindi modificata dall'arrivo degli allievi – evidenzia il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli -. La “Galliano” continuerà così a ospitare sia una presenza legata all'organizzazione dei Carabinieri Forestali, con il Centro Addestramento e il Nucleo operativo, sia la nuova realtà della Scuola Allievi Carabinieri di Torino. Una compresenza che rafforza ulteriormente il ruolo della caserma come presidio dell'Arma e come struttura destinata alla formazione del personale”.

L'arrivo stabile di 100 allievi rappresenta per Ceva un elemento di particolare rilevanza anche sotto il profilo della presenza sul territorio: si tratta di un centinaio di giovani che vivranno quotidianamente la città, ai quali si aggiunge il personale impegnato nelle attività della scuola. Una presenza che potrà avere ricadute positive anche sulle attività commerciali, sulla ristorazione e sui servizi cittadini.

“Ecco perché per Ceva è una notizia molto importante – conclude il sindaco Mottinelli -. La vita della città continua ad essere strettamente connessa con quella della Caserma “Galliano” che, ricordiamo, nella sua storia ha anche ospitato gli Alpini ed il loro centro di formazione reclute. Percorsi formativi che all'interno delle sue mura non sono mai venuti meno: prima con la realtà forestale e oggi con una nuova presenza dell'Arma che porta però numeri decisamente più importanti. Avere stabilmente 100 allievi in città significa una presenza qualificata, quotidiana e significativa per Ceva: quando siamo venuti a conoscenza dell'opportunità abbiamo iniziato con l'Arma una fattiva e proficua collaborazione. Fondamentale è stata anche la collaborazione con le Associazioni cebane, con le quali abbiamo interloquito per la messa a disposizione delle palestre a favore degli allievi. Allo stesso tempo siamo molto soddisfatti che il Nucleo Carabinieri Forestale rimanga sul territorio e che la Galliano continui quindi a essere un punto di riferimento per l'Arma e per la formazione. È una struttura con una storia importante, che oggi continua a vivere e a svolgere una funzione di grande valore per la nostra città”.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 31 Agosto 2026

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## [ Incendio in un garage a Lisio domato dai vigili del fuoco ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/incendio-in-un-garage-a-lisio-domato-dai-vigili-del-fuoco)

Incendio nella serata di domenica 30 agosto a **Lisio**, in via Casazza. L’allarme è scattato intorno alle **21.40**, quando le fiamme si sono sviluppate all’interno di un garage. Sul posto le squadre dei **Vigili del Fuoco di Mondovì e Ceva**, che hanno provveduto allo spegnimento dell’incendio e alla successiva messa in sicurezza dell’area. Le fiamme hanno interessato parte del materiale presente nel locale, tra cui **alcuni sacchi di pellet**, provocando danni al garage e alla struttura. **Nessuna persona è rimasta coinvolta**. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 31 Agosto 2026

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## [ Ceva: trova un portafoglio e attraversa la città per restituirlo ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-trova-un-portafoglio-e-attraversa-la-citta-per-restituirlo)

In molti centri il problema è diventato quello dei maranza e dei baby-criminali. Ma per fortuna esistono ancora storie di ordinaria bellezza e civismo. Come quella accaduta a Ceva martedì scorso. In serata una cebana ha sentito suonare il campanello di casa, mentre il marito era a una riunione di lavoro. Al citofono un ragazzo (adolescente) straniero, che la informava di come il marito avesse perso in portafogli mentre era seduto su una panchina, nel centro storico. Senza accorgersene. “Gli ho telefonato subito per verificare – racconta la donna (che ha chiesto di rimanere anonima) – ed era proprio così, ma ancora non si era reso conto dello smarrimento. Il ragazzino, che era accompagnato dal padre in auto, mi ha consegnato il portafogli, ovviamente intatto in tutto il suo contenuto”. Da rilevare che lo smarrimento del portafogli è avvenuto in un punto della città lontano dall’indirizzo di casa del proprietario, dunque chi l’ha trovato ha dovuto cercare sul documento il recapito e farsi accompagnare. Senza chiedere nulla come ricompensa, salvo il “grazie” degli interessati. Felici di constatare che non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 27 Agosto 2026

![torre Priero castelli aperti](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/torre_priero_castelliaperti.jpg)

## [ Castelli Aperti il 30 agosto a Mombasiglio, Pamparato e Priero ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/castelli-aperti-il-30-agosto-a-mombasiglio-pamparato-e-priero-2)

Torna nell’ultima domenica di agosto l’iniziativa “Castelli Aperti” che coinvolgerà 24 beni culturali di 17 Comuni della Granda tra cui Mombasiglio con il Museo del Generale Bonaparte nel Castello (dalle 10 alle 18, ingresso intero 8 euro, ridotto a sei), Pamparato con il Castello dei Cordero (sede comunale) e il suo borgo (visite guidate su prenotazione alle 10.30 e alle 15.30, costo 8 euro), e Priero con la torre medievale ed il borgo (visite tramite prenotazione dalle 10 alle 18, ingresso 4 euro). Per Pamparato e Priero possibile la prenotazione sul sito castelliaperti.it .

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Scritto da camelia75

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 26 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Ceva-Malpotremo.jpeg)

## [ Ceva ha celebrato il generale Leutrum ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-ha-celebrato-il-generale-leutrum)

In occasione della festa di San Bartolomeo, titolare dell'ex chiesa parrocchiale della frazione Malpotremo di Ceva, dopo la celebrazione liturgica, la comunità locale, con la collaborazione e la consulenza dell'associazione storico-culturale “Ceva nella Storia”, ha voluto ricordare la figura del barone Karl Sigmund Friedrich Wilhelm von Leutrum, generale tedesco al servizio di Casa Savoia nel XVIII secolo. I piemontesi lo avevano ribattezzato “Baron Litron” rendendo il cognome in dialetto nostrano, a volte con differenti versioni di grafia.Von Leutrum nacque nel 1692, da famiglia nobile, a Ӧlbronn-Dürrn una piccola località del Baden-Württemberg. Nel 1706, a quattordici anni, con il fratello maggiore Karl Magnus, fece da scorta al Principe Eugenio di Savoia che stava attraversando la pianura Padana al comando dell’esercito imperiale per portare soccorso alla città di Torino, assediata dai francesi. Fu in quell’occasione che decise di arruolarsi nell’esercito sabaudo.Le sue elevate doti strategiche, unite a un indomito coraggio e a una notoria incorruttibilità, gli consentirono di fare una rapida carriera. Nel 1740 scoppiò la guerra di successione austriaca dopo la morte dell’imperatore Carlo VI. Il regno di Sardegna era alleato, insieme ad altri, degli Asburgo, mentre nel campo avverso vi erano francesi e spagnoli.In una prima fase del conflitto il barone venne mandato a combattere nella pianura Padana, dove fu gravemente ferito. Dopo la convalescenza venne impiegato sul fronte occidentale, in Val di Susa e nell’entroterra di Nizza e Oneglia.Nell’estate del 1744 prese parte a combattimenti in Val Varaita e poco dopo fu protagonista di quella che fu forse la sua impresa militare più celebre e gloriosa, la difesa della città di Cuneo, della quale era stato nominato governatore, dall’assedio portato da oltre 45.000 nemici. Von Leutrum disponeva di poco più di tremila soldati, integrati da un migliaio di volontari reclutati tra la popolazione.Ciononostante, con il suo coordinamento, la Città riuscì a resistere per oltre un mese, costringendo gli avversari a porre fine all’accerchiamento e a ritirarsi. Francesi e spagnoli erano a scarso di rifornimenti e si stava avvicinando la brutta stagione. Inoltre erano stati molto indeboliti nella pur vittoriosa battaglia di Madonna dell’Olmo, contro le truppe del Re Carlo Emanuele III, giunto il 30 settembre in aiuto della città oppressa.Al barone venne riconfermata la carica di governatore di Cuneo, della quale egli stesso si sentiva ormai cittadino a tutti gli effetti, con la considerazione e la stima di tutti gli abitanti.Nel 1745 il Re lo inviò, con un forte contingente di soldati, a salvaguardia delle Alpi Marittime dalle possibili incursioni nel sud del Piemonte dell’esercito nemico che, al comando dell’Infante di Spagna Filippo di Borbone e del Maresciallo di Francia Jean Baptiste Desmarets de Millebois, aveva già occupato il litorale della Liguria di Ponente.Egli prese dimora a Malpotremo, dove si fermò alcuni mesi nella cosiddetta “Casa Garrone” in borgata Garroni. La scelta di stabilire il suo quartier generale a Malpotremo non fu casuale, ma strategica, in quanto di lassù si potevano controllare sia la valle del Cevetta che la valle del Tanaro, due potenziali vie di accesso fondamentali per i gallo-ispani per avvicinarsi e portare attacchi al forte di Ceva, superato il quale sarebbe stata facile l’invasione del Piemonte dalla parte meridionale.Per ben due volte le forze piemontesi respinsero l’avanzata nemica, la prima il 26 agosto in Valle Bormida, la seconda il 28 ottobre successivo sui contrafforti delle Prealpi Liguri che sovrastano la Valle Tanaro prima di Ceva. Questo indusse i franco-spagnoli a cambiare strategia per l’accesso in Piemonte, scegliendo di penetrarvi dalla zona sud-orientale.Dopo il periodo malpotremese Von Leutrum fu impegnato in vari altri contesti della guerra in Liguria, nell’Astigiano, nell’Alessandrino. Nel 1748, al termine della stessa, mantenne il governatorato di Cuneo, dove morì il 16 maggio 1755 poco prima di compiere sessantatré anni.Forse corrisponde a verità la fama che lo accompagnò di inguaribile donnaiolo. Quasi sicuramente ebbe diversi figli che però provvide a riconoscere e a mantenere insieme alle loro madri, mentre che fosse stato anche un grande bevitore è probabilmente frutto di una leggenda popolare.La Città gli dedicò una via nel centro storico e nell’Ottocento una caserma che ospitò reparti di fanteria e venne dismessa alla fine della seconda guerra mondiale.Gli attuali proprietari dello storico edificio di Malpotremo, i coniugi Mariangela Garrone e Giancarlo Icardi, hanno pensato di apporre all’esterno del loro fabbricato una targa per onorare la memoria del barone, che è stata appunto “scoperta” lunedì scorso con una breve esposizione, da parte di alcuni esperti presenti, delle vicende che hanno caratterizzato la vita e la carriera militare di Von Leutrum e la lettura di due poesie composte per la circostanza da Gianfranco Martini e Vincenzo Sala.Benchè la fase che coinvolse i nostri territori con questi accadimenti nell’ambito complessivo della guerra di successione austriaca sia stata trattata solo marginalmente dalla maggior parte degli storici, l’attendibilità delle fonti che testimoniano la allora presenza del Baron Litron in Malpotremo è più che certa.Le informazioni sono ricavate dagli studi condotti dal professor Renzo Amedeo di Garessio, dagli scritti dello storico malpotremese Emilio Amo, dalle ricerche di alcuni studiosi locali come Achille Barberis, Michele Cocca, Barbara Florio, Lorenzo Nurisio, Giammario Odello, nonché da tradizioni orali tramandate, di generazione in generazione, fino ai giorni nostri.Di confessione protestante, egli non volle mai convertirsi al cattolicesimo, nonostante i ripetuti accorati inviti del sovrano e scelse di essere sepolto in Val Pellice, nel piccolo tempio valdese del Ciabàs, sito in una zona di confine dei comuni di Angrogna, Luserna San Giovanni e Torre Pellice.Nella seconda metà del XVIII secolo fu composta una ballata in piemontese che racconta la morte del Barone. Nel corso dei decenni il testo fu oggetto di numerose varianti, a seconda dei cantori e del posto in cui veniva interpretato.Una di queste venne recuperata ed edita nel 1888 da Costantino Nigra, autore della raccolta Canti Popolari del Piemonte. Il brano è stato reinterpretato in tempi recenti da molti artisti e gruppi folk tra cui: Gipo Farassino, Roberto Balocco, Francesco Guccini, Gruppo Teatro Angrogna, La Baita, La Grangia, Tre Martelli.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Ceva-protocollo.antiviolenza.jpeg)

## [ Ceva: rinnovato il protocollo d'intesa contro la violenza di genere ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-rinnovato-il-protocollo-dintesa-contro-la-violenza-di-genere)

Rinnovata a Ceva l'alleanza istituzionale contro la violenza di genere e la violenza assistita a danno dei minori. L’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida, l’associazione di volontariato Futuro Donna ODV e l’ASL CN1 hanno siglato il rinnovo del protocollo operativo interistituzionale per la promozione di politiche attive finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. L'atto, formale ed esecutivo, recepisce la firma del direttore generale dell’ASL CN1 Giuseppe Guerra ed è stato siglato dal presidente dell’Unione Montana Fabio Mottinelli e dalla presidente di Futuro Donna Anna Maria Ardissono, in una sinergia strategica per il territorio.

L’accordo garantisce una risposta strutturata ed empatica di fronte all'ampio spettro degli abusi domestici e sociali, siano essi di natura fisica, psicologica, economica o sessuale. Presso la sede stessa dell’Unione Montana opera il Centro Antiviolenza “Servizio Rosa” (CAV), gestito da Futuro Donna ODV, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l'ascolto, la protezione e l'avvio di percorsi di autonomia.

Il documento precisa le responsabilità dei tre attori coinvolti. L’ASL CN1 garantisce la presa in carico medico-sanitaria e il supporto psicologico e morale presso il Pronto Soccorso di Ceva. Grazie ad un'intesa specifica tra ASL e Futuro Donna, le volontarie del CAV integrano questo servizio garantendo un presidio costante 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. Il Servizio Socioassistenziale dell’Unione Montana si occupa invece della tutela dei minori coinvolti: nelle situazioni d'emergenza verifica la disponibilità dei posti di Pronta Accoglienza al CAV e allerta le Forze dell’Ordine previo consenso della donna, mentre nei casi non urgenti avvia percorsi di orientamento e ricerca di soluzioni abitative idonee. Dal canto suo, Futuro Donna assicura una presa in carico completa tramite mediazione linguistico-culturale, tutela legale, supporto psicologico e logistico, modulato sia per la gestione dell'urgenza immediata sia per percorsi di lungo periodo.

"Plaudo a questa iniziativa, cui abbiamo aderito volentieri, che disegna e prelude ad un'efficace azione sinergica tra più enti per interventi trasversali in contesti complessi come la violenza in ambito familiare", sottolinea il direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra. Che aggiunge: "Questa è la risposta più corretta ed efficace per raggiungere gli obiettivi prefissati. Intervenire con azioni preventive e nel post evento, attraverso professionalità dedicate, aiuta a contrastare un fenomeno purtroppo ancora diffuso e spesso silente. L'ASL svolge un ruolo di cura e supporto che sarà reso ancora più efficace dalla collaborazione coordinata”.

Il presidente dell’Unione Montana, Fabio Mottinelli, evidenzia come il rinnovo sancisca la volontà di dare una risposta complessa ad un problema complesso: "Il Servizio Socioassistenziale e l’associazione che gestisce il CAV si pongono in dialogo costante, supportati dall’ASL per l’aspetto sanitario. Le vittime che si rivolgono al Servizio, allo sportello del CAV o al Pronto Soccorso troveranno ovunque personale formato e in stretto collegamento con gli altri nodi della rete. Continuiamo con la sensibilizzazione, con il sogno che un giorno un protocollo simile diventi inutile e obsoleto”.

"Ci tengo a sottolineare l’importanza del lavoro di rete tra enti e istituzioni e del sostegno da dare nel tempo alle donne e ai loro figli, vittime di violenza assistita - conclude la presidente di Futuro Donna ODV, Anna Maria Ardissono -. Un supporto continuo ed una presenza sicura sono fondamentali affinché le donne non si trovino da sole nel difficile percorso di fuoriuscita dalla violenza”.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 24 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Sale-Langhe-banda.jpg)

## [ Sale delle Langhe: la cravatta della banda Adriano Bersone Masenti per il sindaco ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/sale-delle-langhe-la-cravatta-della-banda-adriano-bersone-masenti-per-il-sindaco)

Bella sorpresa per il sindaco di Sale delle Langhe Andrea Mozzone: nel fine settimana, dopo la solenne processione della statua della Madonna Assunta, il presidente ed i musici della banda musicale di Ceva Adriano Bersone Masenti hanno infatti donato al primo cittadino la cravatta che celebra i 100 anni del sodalizio musicale.

“Un gesto molto cortese che testimonia il legame tra la Banda ed il Comune di Sale Langhe”, commenta il sindaco Mozzone.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 23 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_19/Mombasiglio-castello.jpg)

## [ Scuole invitate speciali al castello di Mombasiglio ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/scuole-invitate-speciali-al-castello-di-mombasiglio)

Le scuole sono “invitate speciali” a conoscere e approfondire la storia, soprattutto quella che ha influito direttamente sui fatti della modernità e interessato da vicino il territorio cebano, monregalese e cuneese in senso più ampio. Cioè le campagne militari francesi in Italia, e il passaggio dí Napoleone in particolare. Come? Lo spiega Giorgio Raviolo, presidente della Fondazione Castello di Mombasiglio, che gestisce il castello dove si trovano il Museo Bonaparte e quello delle pietre del territorio: “Da sempre sono un convinto assertore di due concetti. Che conoscere la storia è fondamentale per leggere il passato e interpretare il presente. E che la conoscenza e valorizzazione del territorio siano un regalo che possiamo fare alle nuove generazioni. Quindi invitiamo con calore le scuole di tutta la zona e della provincia, ma non solo, a portare i bambini e i ragazzi in visita al nostro Museo. Un piccolo gioiello, ci confermano i numerosi visitatori, di cultura, arte e storia”. Ma il presidente aggiunge un altro aspetto: “Vorrei anche osservare che le visite da parte delle scuole permettono di veicolare ulteriormente la conoscenza del Museo del Castello di Mombasiglio, dandogli ossigeno, visibilità e notorietà e possibilità di proseguire in modo sempre più efficace, efficiente e moderno nella sua promozione e attività a favore della cultura e del nostro territorio”. 
Come possono attivarsi le scuole? Rivolgendosi per informazioni e prenotazioni al sito della fondazione castello oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Il biglietto d’ingresso per le scuole viene ridotto a 5 euro ciascuno. 
“Ci auguriamo vivamente che le scuole recepiscano in modo positivo il nostro invito - conclude Raviolo -. Le classi che nell’ultimo biennio l’hanno fatto ci hanno raccontato di esserne stati soddisfatti. E noi con loro. E rimango a disposizione per qualsiasi informazione e approfondimento”. “Spesso le gite si organizzano lontano e va bene. Ma credo che l’opportunità di far scoprire ai ragazzi questo scrigno di cultura a chilometro zero e alla portata di tutti, in una manciata di ore tutto compreso , sia un’opportunità da non sprecare e della quale siamo orgogliosi”.

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Scritto da Muriel Bria

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Pubblicato: 23 Agosto 2026

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## [ Ceva: la rassegna "Un libro in giardino" prosegue con Lidia Dutto ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-un-libro-in-giardino-prosegue-con-lidia-dutto)

Mercoledì 26 agosto, alle 18, a Ceva dopo la pausa del ferragosto riparte la rassegna letteraria "Un Libro in Giardino" organizzata dai volontari del Gruppo Micologico Cebano "Rebaudengo-Peyronel" e dell'Associazione storico culturale Ceva nella Storia nei giardini del Museo del Fungo. La kermesse ospiterà Lidia Dutto, in un incontro dal titolo "Se nasce femmina, piange la formica". 
Antropologa culturale e traduttrice, Lidia Dutto affronterà svariati temi connessi al ruolo della donna nel passato dei nostri territori, secondo quanto emerso nel corso di un vasto progetto di ricerca che ha ideato e condotto con interviste ad anziani informatori. Partendo da una serie di espressioni proverbiali che indicano i modi di intendere e con i quali veniva apostrofato il femminile alla nascita e nel corso della vita, si prenderanno a prestito alcune metafore tra astro lunare e cicli femminili. Si parlerà di bambine e di giovani in età da marito, di amori, di matrimoni combinati, di relazioni e di ruoli sociali all'interno delle famiglie di un tempo. Il discorso si inoltrerà poi sui momenti più cruciali della vita della donna, approfondendo nello specifico i temi legati alla gravidanza, al parto, all'importanza del latte materno per la salvaguardia delle piccole vite in un contesto di miseria e povertà. Si parlerà parimenti di un femminile deputato alla cura, di donne definite "guaritrici", le quali cercavano di lenire il dolore attraverso erbe, riti e gesti, ma soprattutto dando speranza attraverso la parola. 
L'incontro è gratuito e senza prenotazione.

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Scritto da Muriel Bria

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Pubblicato: 23 Agosto 2026

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